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Tesi etd-05102019-193526


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
TAMBURINI, ERIKA
URN
etd-05102019-193526
Title
DETERMINAZIONE DI OCRATOSSINA A IN CAMPIONI DI PESCE ALLEVATO
Struttura
SCIENZE VETERINARIE
Corso di studi
MEDICINA VETERINARIA
Supervisors
relatore Dott.ssa Meucci, Valentina
correlatore Prof. Armani, Andrea
controrelatore Prof. Intorre, Luigi
Parole chiave
  • ocratossina A
  • ochratoxin A
  • OTA
  • acquacultura
  • aquaculture
  • spigola
  • orata
  • sea bass
  • sea breem
  • carryover
  • mangime contaminato
  • contaminated feed
Data inizio appello
31/05/2019;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Data di rilascio
31/05/2089
Riassunto analitico
RIASSUNTO
Le micotossine sono contaminanti chimici presenti in numerose derrate alimentari destinate sia all’uomo sia agli animali. Negli ultimi anni tale contaminazione è stata riscontrata anche nei mangimi per acquacoltura, a causa di uno spostamento nell'uso delle proteine vegetali al posto di quelle di origine animale nei mangimi. Le materie prime vegetali maggiormente utilizzate per l’acquacoltura sono il glutine di mais e proteine derivanti dalla soia, in quantitativi variabili tra il 31 e il 50%, che hanno mostrato di essere suscettibili alla contaminazione fungina con conseguente presenza di micotossine. Prodotte da alcune specie di funghi, presentano strutture chimiche e effetti tossici variabili. L’ocratossina A (OTA) è una delle micotossine più tossiche e diffuse nelle derrate alimentari. Prodotta prevalentemente dai generi fungini Penicillium e Aspergillus, ha potenzialità nefrotossiche, cancerogene, immunotossiche e teratogene. Questa tossina è stata riscontrata in diversi tipi di cereali a causa del substrato amidaceo che ne favorisce la crescita. L'OTA è stata riscontrata anche in alcuni prodotti di origine animale in particolare prodotti a base di carni suine e avicole. Il rene è l'organo target della tossicità da OTA, essa infatti è stata associata alla patologia endemica dei Balcani (BEN) nell'uomo ed alla nefropatia porcina. Gli effetti della micotossina nella pratica di allevamento sono sempre stati poco evidenti a causa della brevità del ciclo di vita degli animali. L'intossicazione cronica da OTA causa riduzioni di incremento ponderale e scarse performances produttive, ma senza mostrare segni clinici patognomonici. L'OTA va incontro anche al fenomeno del "carry-over" ovvero il trasferimento della tossina dall'alimento somministrato agli animali da reddito ai prodotti da essi derivati. Non è stata documentata una relazione lineare tra la quantità di OTA nel mangime e la concentrazione della stessa nelle carni, ma è stato osservato che i suini e gli avicoli sono le specie maggiormente suscettibili a tale fenomeno. Le cause sono da imputare sia all’elevato utilizzo di mangimi costituiti da granaglie, sia ai valori elevanti di biodisponibilità orale. I dati di biodisponibilità orale nelle specie ittiche non sono numerosi ma indicano valori molto bassi. Alcuni studi di tossicità acuta con dosi elevate di OTA in specie ittiche hanno riportato anomalie e lesioni istopatologiche prevalentemente a carico di rene, fegato e branchie. Per quanto riguarda gli effetti cronici (simulati attraverso somministrazioni prolungate a basse dosi) sono state dimostrate significative riduzioni nell’incremento ponderale. Lo scopo della presente tesi è stato quello di verificare la presenza di OTA in campioni di fegato, rene e muscolo di branzini (Dicentrarchus labrax) e orate (Sparus aurata) allevate. Sono stati effettuati due campionamenti in 3 allevamenti della Toscana e 1 della Grecia. In entrambi i campionamenti sono stati raccolti sia orate sia spigole. Sono state analizzate anche spigole e orate selvatiche sempre provenienti dalla Toscana. Su un totale di 58 (174 campioni) pesci analizzati, l'OTA è stata ritrovata in 25 campioni (14%) provenienti da un solo campionamento degli allevamenti Toscani. L'OTA non è stata riscontrata in nessuna orate e spigola selvatica e proveniente dalla Grecia. In entrambe le specie la concentrazione di OTA segue l'andamento muscolo < fegato < rene. L’analisi statistica non ha mostrato differenze significative tra le due specie analizzate. Il confronto con studi sul carry-over nelle specie ittiche mette in evidenza che i pesci potrebbero essere stati esposti a quantitativi di OTA in maniera cronica. Il riscontro della tossina solo in alcuni campionamenti, potrebbe stare ad indicare un non corretto stoccaggio dei mangimi solo in alcuni periodi dell’anno.

ABSTRACT
Mycotoxins are chemical food contaminants that are toxic both for humans and animals. Recently they have been found also in aquaculture feed due to a shift in the use of plant proteins instead of those of animal origin. The plant feedstocks most used in aquaculture are corn gluten and soya protein, in amounts ranging from 31 to 50%, which have been shown to be susceptible to fungal contamination resulting in the presence of mycotoxins. Mycotoxins are produced by certain species of fungi and have several toxic effects. Ochratoxin A (OTA) is a mycotoxin produced as a secondary metabolite by various Aspergillus and Penicillium species with nephrotoxic, carcinogenic, immunotoxic and teratogenic potential. OTA has been found in several food commodities, including cereals and can also be present in food of animal origin as a result of carryover from contaminated feed. The kidney is the target organ of OTA toxicity, in fact it has been associated to the Balkan endemic nephropathy (BEN) and to porcine nephropathy. The effects of mycotoxin in farming practice have always been less evident due to the short life cycle of the animals. Chronic intoxication by OTA causes weight gain reductions and poor performance, without showing clinical pathognomonic signs. Acute toxicity studies with high doses of OTA in fish species have reported abnormalities and histopathological lesions predominantly in the kidney, liver and gills. In the case of chronic effects significant reductions in weight gain were demonstrated. The purpose of this thesis was to verify the presence of OTA in liver, kidney and muscle samples of farmed sea bass (Dicentrarchus labrax) and sea bream (Sparus aurata). Two sampling time were made from three aquaculture farms in Tuscany and one in Greece. Also wild sea bass and sea bream caught in Tuscany have been analyzed. OTA was found in 25 samples (14%) of 174 analyzed samples. OTA wasn’t found neither in sea bream nor in sea bass from Greece. The statistical analysis didn't showed significant differences between the two analyzed species. The present results are in agreement with a previous studies suggesting that an high OTA amount could be present in feed administerd to fish sampled in this study.
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