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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-05062010-103707


Tipo di tesi
Tesi di dottorato di ricerca
Autore
ALDERIGHI, ELISABETTA
URN
etd-05062010-103707
Titolo
Performance of Unprotected Composite Frames with Concrete Filled columns under Seismic and Fire loadings
Settore scientifico disciplinare
ICAR/09
Corso di studi
INGEGNERIA DELLE STRUTTURE
Relatori
tutor Prof. Salvatore, Walter
Parole chiave
  • composite structures
  • dissipative structures
  • M-N curves at elevated temperature
  • Moment Resisting Frames
  • structural fire engineering
Data inizio appello
21/12/2007
Consultabilità
Completa
Riassunto
Gli argomenti trattati riguardano principalmente la valutazione delle prestazioni di telai in soluzione composta acciaio-calcestruzzo ad elevata duttilità e termicamente non protetti, soggetti sia ad azioni sismiche sia a carico d’incendio.
La definizione del telaio da adottare come caso studio e su cui effettuare le analisi è stata condotta in collaborazione con i partners del progetto di ricerca Europeo ECCS Precious (PREfabricated ComposIte beam-to-concrete filled tube or partially reinforced-concrete-encased cOlUmn connections for severe Seismic and fire loadings).
Il lavoro è nel complesso articolato in sei parti di cui le prime tre costituiscono un’introduzione all’argomento con la specifica degli obiettivi prefissati nonché uno stato dell’arte concernente in particolar modo l’individuazione dei principi che informano il settore della structural fire engineering. In seguito all’individuazione delle problematiche inerenti al tema trattato, viene poi descritto l’approccio metodologico proposto ed applicato all’analisi del caso studio, argomento di cui trattano i restanti tre capitoli. In particolare, nei capitoli quattro e cinque sono analizzate e quantificate rispettivamente le prestazioni del telaio in oggetto nei confronti delle azioni sismiche e del carico d’incendio considerate come azioni isolate. Nel capitolo 6 invece, sono stimate le prestazioni della struttura nel caso in cui l’incendio sia considerato non più un evento naturale bensì una diretta conseguenza dell’azione sismica.
L’approccio metodologico proposto sottolinea la necessità di introdurre principi progettuali specifici che mettano in conto tutte le azioni in gioco sino dalla definizione dell’idea concettuale dell’edificio stesso in modo tale da ottenere soluzioni che risultino vantaggiose sia in termini di prestazioni strutturali sia in termini economici. A tale riguardo, vengono proposte ed analizzate nel dettaglio diverse soluzioni strutturali, variabili da quella in solo acciaio a quella completamente composta. In questa fase, oltre al progetto per le azioni sismiche in corrispondenza di alcuni valori del fattore di struttura q, viene analizzata anche la capacità portante di diverse tipologie di colonne in presenza di temperature elevate. A tale scopo, è stata di sviluppata un’apposita procedura per la determinazione dei domini resistenti (M,N), adattabile a qualsiasi tipo di sezione e per qualsiasi curva di riscaldamento che tiene conto della effettiva distribuzione di temperatura e delle proprietà meccaniche dei materiali a temperature elevate. A conclusione di questa fase di analisi delle diverse soluzioni strutturali si è osservato che scegliere una tipologia completamente composta non comporta particolari vantaggi se vengono messe in conto solo le azioni sismiche. Tuttavia, le colonne con sezione circolare cava in acciaio e riempite di calcestruzzo mostrano un comportamento nettamente migliore rispetto alle altre durante l’esposizione alla curva Standard ISO834 in termini di capacitò portante ad elevate temperature. Al fine di poter utilizzare questa tipologia di colonne, è stato necessario affiancarle a delle travi composte garantendo solo in questo modo una rigidezza laterale complessiva del telaio tale da soddisfare le verifiche allo stato limite di servizio nella combinazione sismica. Le prestazioni sismiche della soluzione adottata sono state valutate, nel caso del telaio a duttilità elevata (q=6), tramite un’analisi statica non lineare in termini di target displacement. La domanda in termini di spostamento in sommità è risultata soddisfatta in corrispondenza di ciascuna distribuzione orizzontale dei carichi presa in considerazione, pertanto le prestazioni del telaio nei confronti delle azioni sismiche sono risultate soddisfacenti.
Nel Capitolo 5 vengono analizzate in dettaglio le prestazioni del telaio nei confronti del carico d’incendio. Innanzi tutto, al fine di individuare le condizioni al contorno più gravose per il sistema strutturale in esame vengono analizzati diversi possibili scenari d’incendio. In seguito, viene eseguita un’analisi termica delle sezioni soggette alla curva ISO834 in modo da determinarne l’effettiva distribuzione di temperatura, dopodichè l’effetto delle azioni termiche viene combinato con i carichi verticali applicati. Essendo la condizione di vincolo offerta dalle colonne di fondamentale importanza anche per il comportamento della trave soggetta al regime termico, il comportamento della trave all’interno del telaio viene confrontato con quello di una trave isolata delle stesse dimensioni soggetta a quattro diversi tipi di condizione di vincolo ideale. I risultati di quest’indagine hanno mostrato che il comportamento della trave in oggetto è assimilabile a quello di una trave isolata con incastro ed appoggio scorrevole alle estremità. Inoltre, al fine di individuare una possibile situazione d’incipiente collasso per la struttura in esame, lo stato di tensione in alcune sezioni “critiche” sia delle travi che delle colonne è analizzato nel dettaglio confrontando l’evoluzione nel tempo delle tensioni con la variazione del limite di snervamento per quanto riguarda l’acciaio e della massima compressione per quanto riguarda il calcestruzzo. Operando in questo modo si osserva che la situazione di collasso incipiente coincide con il raggiungimento dei valori limite di tensione in corrispondenza di tre sezioni critiche (agli appoggi ed in mezzeria) per la trave di luce maggiore. Infine, utilizzando la procedura appositamente sviluppata, sono stati determinati per tali sezioni i domini resistenti a temperatura elevata in corrispondenza di diversi istanti significativi e confrontati con la coppia (M,N) sollecitante corrispondente. Le prestazioni del telaio nei riguardi del carico d’incendio sono risultate più che soddisfacenti in quanto la condizione descritta di incipiente collasso si è verificata dopo circa 40 minuti di esposizione alla curva di riscaldamento.
Nel capitolo 6, infine vengono analizzate e quantificate le prestazioni del telaio considerando possibili scenari di incendio e di danneggiamento strutturale verificatisi in seguito ad azione sismica. In particolare, vengono analizzati tre scenari di danno e la prestazione offerta è quantificata in termini di riduzione del tempo di sopravvivenza della struttura rispetto al caso di riferimento, ovvero quello in condizioni non danneggiate descritto nel capitolo 5. Il danneggiamento strutturale prodotto dal sisma è descritto in termini di drift residuo determinato mediante analisi dinamica non lineare, dove l’azione sismica è modellata mediante una serie di accelerogrammi spettro-compatibili tutti aventi una accelerazione di picco pari a quella del sisma di progetto, ovvero 0,35 g. Oltre al danneggiamento strutturale, vengono presi in considerazione altri possibili scenari di danno quali la possibilità di distacco della lamiera grecata dalla soletta in calcestruzzo in seguito alle azioni cicliche indotte dal sisma ed infine la possibilità che l’incendio divampi in due compartimenti adiacenti a causa della perdita di integrità da parte della soletta che in condizioni non danneggiante assolve alla funzione di compartimentazione. I tre scenari di danno proposti sono analizzati nel dettaglio ed alla fine è risultato che la condizione peggiore ai fini del tempo utile di sopravvivenza dell’edificio è quella in cui l’incendio divampa in due compartimenti adiacenti; tuttavia anche in questo caso il comportamento risulta più che soddisfacente con una riduzione del tempo utile di circa il 20% rispetto al caso di riferimento ma comunque molto prossimo ai 30 minuti che rappresentano l’obiettivo prestazionale da soddisfare. Nel caso di distacco della lamiera grecata si osserva invece una riduzione del tempo di sopravvivenza del 10% ed infine, nel caso del danneggiamento strutturale introdotto come drift residuo, non si rileva alcuna diminuzione del tempo utile. Questo risultato è stato spiegato alla luce del fatto che gli spostamenti residui causati dal sisma di progetto sono di entità molto modesta e come tali non producono alcun particolare danneggiamento nelle colonne, la cui stabilità è di fondamentale importanza anche per la sopravvivenza delle travi soggette al regime termico. In questo scenario, infatti, il comportamento delle travi scaldate si è rivelato identico a quello del caso di riferimento.
La struttura a telaio definita come caso studio ed analizzata secondo la metodologia proposta, soddisfa pienamente tutti gli obiettivi prestazionali prefissati sia nei riguardi delle azioni sismiche e del carico di incendio considerate come azioni indipendenti, sia nei riguardi del carico di incendio considerato come diretta conseguenza dell’azione sismica. Ciò rappresenta pertanto una conferma del fatto che una struttura ben progettata nei confronti delle azioni sismiche e pensata sino dalla sua concezione per sopportare il carico di incendio, è in grado di offrire ottime prestazioni anche quando queste due azioni non sono più considerate in maniera indipendente.
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