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Tesi etd-05052009-101302


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
DIOP, MOHAMED ABBI
URN
etd-05052009-101302
Title
EFFETTI DI LUNGO PERIODO DELLA NON-LAVORAZIONE E DELLE COLTURE DI COPERTURA SU ALCUNI PARAMETRI DELLA FERTILITA' BIOLOGICA DEL TERRENO
Struttura
AGRARIA
Corso di studi
AGRICOLTURA BIOLOGICA E MULTIFUNZIONALE
Commissione
Relatore Prof. Mazzoncini, Marco
Parole chiave
  • COLTURE DI COPERTURA
  • NON-LAVORAZIONE
  • FERTILITA'
  • TERRENO
Data inizio appello
25/05/2009;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
25/05/2049
Riassunto analitico
La tecnica di “non-lavorazione” del terreno, abbinata all’inserimento di “cover-crops” nell’avvicendamento colturale, può rappresentare un valido strumento per la realizzazione di sistemi agricoli “sostenibili” in grado, nel lungo periodo, di conservare la fertilità del terreno e di salvaguardare la redditività del processo produttivo. <br>La ricerca ha inteso verificare l’effetto sulla fertilità biologica del terreno prodotto nel lungo periodo (15 anni) da due sistemi colturali basati sull’impiego dell’aratura e della non-lavorazione del terreno, in assenza o presenza di diverse colture di copertura (sovesciate o devitalizzate e lasciate in superficie a seguito, rispettivamente, dell’applicazione dell’aratura e della non-lavorazione). <br>La ricerca è stata condotta nel 2008 nell’ambito di un’esperienza di lungo periodo realizzata presso il Centro Interdipartimentale di Ricerche Agro-Ambientali “E. Avanzi” dell&#39;Università di Pisa a partire dal 1993 e tuttora in corso. La ricerca pone a confronto due tecniche di lavorazione principale del terreno (convenzionale e non-lavorazione) e due colture di copertura (Brassica juncea, Vicia villosa e un controllo). Lo schema di campo adottato è stato quello a parcella suddivisa (lavorazioni del terreno nelle parcelle e colture di copertura nelle sub-parcelle) con 4 replicazioni. In ciascuna parcella, nell’ottobre del 2008 sono stati raccolti 2 sottocampioni di terreno alla profondità di 10 cm al fine di determinare i seguenti parametri: indice di qualità biologica del suolo (QBS); biomassa microbica (C di origine microbica); attività respiratoria del terreno.<br>Indice di qualità biologica del suolo (QBS) - L’indice di qualità biologica del suolo è stato ideato e messo a punto in Italia da Parisi e collaboratori (2005) per effettuare una stima sintetica della fertilità del terreno utilizzando come indicatori la composizione della comunità biotica del suolo con particolare riferimento ai microartropodi. L’indice su basa sull’assunto che la qualità del suolo è tanto più alta quanto maggiore è il numero di specie di microartropodi adatti agli habitat terricoli in esso presenti. Dopo il prelevamento dei campioni di terreno si è proceduto all’estrazione contemporanea dei microartropodi per 8 giorni. Gli individui raccolti sono stati classificati e a ciascun gruppo è stato attribuito un punteggio sulla base delle loro caratteristiche eco-morfologiche (EMI - Eco-Morphological Index); il QBS è stato quindi calcolato come somma dei diversi EMI attribuiti al campione. Analisi della biomassa microbica del terreno - I campioni di terreno, setacciati in umido a 2 mm, sono stati sottoposti ad un periodo di “equilibratura” a condizioni di temperatura ed umidità costanti, quindi sono stati sottoposti all’analisi del C microbico attraverso il metodo della fumigazione-estrazione messo a punto da Vance e collaboratori (1987). La concentrazione di C è stata espressa in microgrammi per g di suolo secco a 105°C. Attività respiratoria del terreno - Dopo la fase di “equilibratura” si è passati alla fase di misurazione della respirazione secondo il metodo proposto da Isermeyer (1952). Il valore della respirazione è stato espresso in mg CO2/kg di suolo secco. <br>Delle due variabili sperimentali saggiate (tecnica di lavorazione del terreno e colture di copertura), la non-lavorazione del terreno è stata quella che dopo 15 anni ha prodotto gli effetti più marcati su tutti i parametri considerati: su terreno sodo l’indice di qualità biologica del suolo (QBS) è aumentato del 60% così come la biomassa microbica mentre l’attività respiratoria del terreno è aumentata del 70% circa. Le colture di copertura non hanno prodotti effetti significativi sul QBS ma se inserite nel sistema sodivo hanno determinato un apprezzabile incremento dell’indice di qualità del suolo rispetto al controllo (38% nel caso della Brassica juncea e 51% nel caso di Vicia villosa). Rispetto al terreno privo di colture di copertura, la biomassa microbica e la respirazione del terreno hanno subito un incremento significativo soltanto con l’introduzione di Vicia villosa (53% e114%, rispettivamente) mentre Brassica juncea non ha influenzato i parametri considerati . Dall’analisi delle interazioni tra tecniche di lavorazione e colture di copertura è emerso che la “combinazione” che ha permesso un miglioramento dei parametri considerati è stata la non-lavorazione abbinata all’impiego della Vicia villosa.<br>
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