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Tesi etd-05032013-154814


Thesis type
Tesi di dottorato di ricerca
Author
FERRETTI, LINDA
URN
etd-05032013-154814
Title
I Beni Culturali tra politiche di tutela e valorizzazione: l’esperienza toscana
Settore scientifico disciplinare
SPS/07
Corso di studi
STORIA E SOCIOLOGIA DELLA MODERNITA'
Commissione
tutor Prof. Borghini, Andrea
Parole chiave
  • Nessuna parola chiave trovata
Data inizio appello
14/06/2013;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La tesi di dottorato è articolata in quattro capitoli: <br>• Il primo capitolo parte dal presupposto critico che il nostro Paese dispone di una concentrazione elevatissima di Beni Culturali e, nello stesso tempo, una bassissima consapevolezza di averli.<br>In base a tale considerazione viene delineato il contesto della ricerca attraverso l’analisi di documenti e dati statistici.<br>Viene affrontato il problema della definizione-evoluzione del concetto di Bene Culturale, nonostante l’Italia detenga un immenso patrimonio artistico-culturale, una sua puntuale definizione non è mai stata del tutto semplice. Attraverso un excursus storico legislativo, che ha stimato il tessuto normativo nazionale ed internazionale, si è pervenuti a determinare il contenuto del Bene Culturale.<br>• Il secondo capitolo analizza l’idea che una coscienza collettiva forte dei beni culturali, necessaria per la loro tutela e valorizzazione, si possa realizzare attraverso un sistema normativo ed istituzionale adeguato e soprattutto, per mezzo dell’educazione di ognuno, dell’uomo, del cittadino per arrivare ad una coscienza non particolaristica del Bene Culturale.<br>La tutela e la valorizzazione dei beni culturali, in un percorso metodologico che coinvolga tutti i cittadini, prevede la conoscenza del bene che passa, prima di tutto, per la scuola.<br>A tale proposito si è riflettuto sui dati emersi dall’indagine Sulla cultura dei beni culturali, realizzata – nel quadro dei progetti CNR sui Beni Culturali – dal Gruppo di ricerca di Scienze Sociali nelle scuole secondarie superiori delle Province di Pisa e Livorno.<br>Inoltre, sono state affrontate tematiche riguardanti gli investimenti nel settore della cultura in una visione allargata alla possibilità di un coinvolgimento anche dei privati e l’occupazione nel settore culturale. A tale proposito è degno di nota il manifesto“Niente cultura, niente sviluppo” lanciato dal Il Sole 24 ore, che sostiene l’idea della necessità di una rivoluzione copernicana nel rapporto tra sviluppo e cultura.<br>• Il terzo capitolo è tutto dedicato alle politiche di valorizzazione e promozione del Bene Culturale da parte della Regione Toscana. In virtù dell’esperienza acquisita all’interno del settore regionale e dei documenti comunitari, nazionali e regionali è stato delineato il modello delle politiche regionali nel settore. Un modello caratterizzato dal metodo di programmazione concertata tra la Regione, gli Enti locali e con lo Stato per individuare e condividere con il territorio le priorità sulle quali concentrare azioni programmatiche e risorse. Inoltre, la programmazione degli interventi deve rispondere al principio, trasversale a tutte le politiche regionali, della sostenibilità economica degli interventi pubblici intesa come valutazione obiettiva dell’impatto economico in termini di costi e benefici.<br>Lo studio ha investito il settore culturale nella sua totalità per cercare di individuare le caratteristiche più rilevati come nel caso degli strumenti di progettazione integrata territoriale, con lo scopo di riqualificare il territoriale nella sua componente materiale e sociale. Una buona pratica, in tal senso, è rappresentata dai Piuss (Progetti integrati di sviluppo urbano sostenibile) del Por Creo Fesr della Regione Toscana ( a cui è dedicato un apposito paragrafo).<br>La promozione dei beni culturali in ambito urbano si ritiene strategica nel processo di crescita dell’intero territorio, con forti ricadute in termini di sviluppo culturale ed economico.<br>• Il quarto capitolo si apre a nuovi orizzonti per i beni culturali. In una visione d’insieme abbastanza mortificante del settore dove si riducono i finanziamenti statali, si assiste al deperimento dei beni stessi (basti pensare al caso di Pompei), le politiche in materia non sono adeguate e la conoscenza-fruizione del Bene Culturale è sempre più modesta, si assiste ad un fenomeno, quello del volontariato, in continua crescita e se vogliamo anche contro tendenza visti i presupposti. Il volontariato è il più bel fenomeno sociale di spontanea partecipazione alla vita comune, al bene comune, al bene culturale perché patrimonio di ognuno di noi. I dati analizzati ci dicono che la realtà del “volontariato per l’arte” è molto diffusa sul territorio nazionale ed in particolare in Toscana.<br>Inoltre, presentiamo un progetto innovativo realizzato dalla Regione Sardegna “BC² Bene Culturale Bene Comune” incentrato sulla partecipazione della comunità locale alla valorizzazione del sistema museale di Mont’e Prama.<br>Il capitolo si chiude con una riflessione sulla relazione tra il Bene Culturale e il Bene Comune, il cui spunto ci è dato dal libro di Ugo Mattei “Beni comuni. Un manifesto”.<br>
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