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Tesi etd-04122012-035852


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
BELLINA, BEATRICE
URN
etd-04122012-035852
Title
Comprendere l'Altro: le sfide della comunicazione interculturale.
Struttura
LINGUE E LETTERATURE STRANIERE
Corso di studi
LINGUE E LETTERATURE MODERNE EUROAMERICANE
Commissione
controrelatore Dott.ssa Ghezzani, Alessandra
relatore Prof.ssa Coppola, Daria Carmina
Parole chiave
  • adattamento culturale
  • assunto di similarità
  • identità multiculturale
  • comunicazione
  • diversità
  • cultura
  • glottodidattica
  • stereotipo
  • approccio dialogico
Data inizio appello
11/05/2012;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
11/05/2052
Riassunto analitico
Oggi, vivendo in società multiculturali all’interno di un “villaggio globale”, ci troviamo continuamente ad interagire con persone appartenenti a culture differenti dalla nostra. Purtroppo i contatti interculturali spesso creano più problemi di quanti ne risolvano; è infatti molto complesso riuscire a comprendersi se non si condivide un’esperienza culturale comune, o per lo meno se non si riconosce il carattere di relatività culturale che è alla base dei diversi comportamenti e atteggiamenti.<br>Ma cosa significa conoscere una cultura? Dai libri impariamo la storia, la letteratura, la religione, l’economia, l’arte di molte nazioni; tutto questo, anche se ci affascina e contribuisce ad arricchire il nostro patrimonio culturale, non è però sufficiente per comprendere i diversi comportamenti, non basta per generare competenza nella comunicazione interculturale. Non si tiene conto del fatto che la cultura è anche e soprattutto la principale guida per gli individui nella costruzione della realtà; essa fornisce loro un modo unico e spesso invisibile di interpretazione e comunicazione delle proprie esperienze. Non essere capaci di osservare le differenze culturali può portare a fraintendimenti e contribuire a creare pregiudizi e stereotipi che non fanno altro che accrescere la distanza tra le culture. La conseguenza è la mancanza di un dialogo che sarebbe invece facile se ci fosse piena consapevolezza della diversità. <br>Per rendere possibile un incontro con l’Altro, pertanto, è necessaria una buona conoscenza della propria e dell’altrui cultura, ma soprattutto una maggiore consapevolezza dei differenti significati che ogni cultura attribuisce alle parole, ai gesti, alle espressioni, ai valori; significati che ci sembrano naturali mentre invece sono culturali. Per riuscire a creare un’intesa con persone di culture differenti è indispensabile conoscere quelli che Dean Barnlund (2002) definisce “manuali delle regole del significato”, che riguardano le caratteristiche psicologiche che definiscono i componenti di una comunità, il loro comportamento quotidiano, il loro modo di pensare e i loro valori, e sono proprio tali regole che caratterizzano e distinguono una cultura da un’altra. Essere consapevoli delle differenze nei significati ci permette di essere in grado di osservare la differenza, di risolvere conflitti risultanti da cattive percezioni o interpretazioni, di evitare fraintendimenti dovuti ad una malriposta convinzione che tutti gli uomini, in fondo, sono uguali. Il terreno della comunicazione è quello sul quale si riescono ad affrontare in maniera produttiva le problematiche che derivano dall’incontro con l’Altro, in modo da creare relazioni che non annullino le differenze, ma al contrario rendano possibile un effettivo dialogo tra culture, che riconosca la diversità e permetta la sua completa espressione, conferendo a tutte le parti coinvolte la stessa possibilità di partecipazione attiva all’incontro. Anche nel caso in cui il conflitto sia inevitabile, poiché derivante da significati e valori inconciliabili, è necessario capire quale strategia mettere in atto per riuscire a gestirlo.<br> Prima di passare all’ambito specifico della comunicazione interculturale, nel primo capitolo di questo elaborato ho analizzato i possibili approcci alla diversità culturale, dalla negazione della differenza all’integrazione tra molteplici culture, con lo scopo di individuare la corretta disposizione mentale da assumere per aprirsi all’Altro e per comunicare con lui. La lettura del libro di Todorov, La conquista dell’America (1984), mi ha suggerito l’idea di iniziare il mio lavoro studiando il comportamento che i vari personaggi approdati nel nuovo continente hanno avuto nei confronti degli indigeni, per mostrare quali siano le conseguenze che possono derivare dall’incontro con un’altra cultura quando non si è disponibili ad accettarla e comprenderla appieno, ad instaurare un dialogo basato su rispetto e riconoscimento reciproci. Sono passati tanti secoli da quando gli antichi colonizzatori arrivarono in America e compirono azioni terribili nei confronti degli indigeni e della loro cultura, ma ancora fino al secolo scorso si assiste ad un difficile rapporto interculturale. Soffermandomi soprattutto sulla realtà nordamericana moderna, ho analizzato le politiche culturali che si sono susseguite nel corso del Novecento (dall’utopia del melting pot all’americanizzazione, al pluralismo sottostante la metafora della salad bowl), constatando come ancora non sia stato realmente raggiunto l’obiettivo di interazione tra diverse culture. La realtà attuale di internazionalizzazione mi ha portato a riflettere su quanto sia importante per ogni società, non solo quella americana, creare condizioni concrete per favorire il dialogo interculturale. Viviamo in un mondo in cui i contatti interculturali sono all’ordine del giorno e ognuno di noi dovrebbe essere in grado di conoscere in ogni suo aspetto la cultura degli altri, per poterla accogliere, comprendere e quindi riceverne un arricchimento a livello personale; per fare ciò, dobbiamo riuscire a sviluppare un’identità multiculturale in grado di inglobare e integrare molteplici modelli. <br>Una volta compresa la condizione mentale necessaria per accogliere l’Altro, ho cercato di capire perché una totale comprensione tra persone di culture differenti spesso sembra impossibile da raggiungere, nonostante la volontà di creare un’intesa. L’obiettivo del secondo capitolo è quello di individuare gli ostacoli che creano incomprensione e di proporre i modelli di comunicazione più efficaci da utilizzare nei contatti tra persone di culture differenti, con lo scopo di superare i possibili fraintendimenti, gestire gli eventuali conflitti e favorire il dialogo interculturale. <br>Chi studia le lingue ha sicuramente più possibilità di entrare in contatto con le molteplici realtà che caratterizzano le differenti culture, di guardare il mondo da prospettive diverse rispetto alla propria e quindi di sviluppare un’identità multiculturale: la lingua è la chiave per la cultura e dunque per il mondo che essa crea. Per questo motivo, lo scopo del terzo capitolo è quello di individuare i metodi e le tecniche glottodidattiche più idonee a favorire il processo di apprendimento linguistico e la competenza comunicativa e interculturale dello studente. Se questi imparerà a mettere provvisoriamente tra parentesi l’assunto di similarità, che porta a pensare che l’Altro è necessariamente simile a noi nel suo modo di pensare e di vedere le cose, e ad adottare invece un atteggiamento empatico, accogliendo la diversità dell’Altro e confrontandosi con essa, potrà vivere pienamente le nuove esperienze linguistico-culturali che si presenteranno nella sua vita e potrà destreggiarsi adeguatamente all’interno di nuove realtà, lasciando per un attimo da parte ciò che era prima e guardando il mondo come se fosse la prima volta.<br>
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