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Tesi etd-04092020-144952


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
BRANDANI, VERONICA
URN
etd-04092020-144952
Title
Gli inibitori CDK2 nella terapia antitumorale
Struttura
FARMACIA
Corso di studi
FARMACIA
Supervisors
relatore Prof.ssa Taliani, Sabrina
relatore Dott.ssa Barresi, Elisabetta
Parole chiave
  • CDK
  • inibitori
  • tumore
Data inizio appello
28/04/2020;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Riassunto analitico
La crescita nelle cellule sane è controllata da stimoli biochimici i quali influenzano anche meccanismi di senescenza e di apoptosi. Nel cancro, questi meccanismi di controllo sono distorti portando così ad una crescita rapida ed incontrollata delle cellule. Questa perdita di controllo sviluppa anche un’inattivazione dei processi di morte, creando nel tempo instabilità genetica.
Le cause del cancro sono molteplici (ambiente, mutagena, chimica etc.), esse portano ad un’alterazione dei proto-oncogeni mutandoli in oncogeni per poter, attraverso più stadi, sviluppare la forma tumorale. Gli oncogeni sono in grado di sovraesprimere o sottoesprimere i regolatori biochimici; essi possono inibire anche i geni soppressori di tumore (es. p53, p21, retinoblastoma o Rb). I geni soppressori di tumore, quando sono attivi, mantengono sotto controllo la crescita neoplastica: fermandola.
Lo sviluppo di una massa tumorale si identifica in quattro fasi:
• Fase iniziale durante la quale si ha l’esposizione all’agente cancerogeno provocando un’irreversibile mutazione dei geni;
• Fase di avanzamento in cui le cellule mutate crescono di più rispetto alle cellule normali. Si tratta di una fase reversibile in quanto, in alcuni tipi di cancro, può essere evitato con modifiche dello stile di vita;
• Fase di trasformazione che consiste nelle progressione delle cellule mutate in cellule cancerose; ciò porta all’invasione e alla distruzione del tessuto;
• Fase di progressione finale nella quale si ha la formazione di metastasi.
Il cancro viene classificato secondo “stadi”: essi vanno da I (localizzato) a IV (metastatico); gli stati di gravità intermedia indicano l’invasione dei tessuti locale (Stadio II) e regionale (Stadio III). Individuare lo stadio nel quale si trova il tumore è un prerequisito fondamentale per stabilire il tipo di approccio terapeutico.
Una terapia ideale contro il cancro dovrebbe essere in grado di garantire elevata affinità per le cellule tumorali; e allo stesso tempo scarsa affinità per organi e tessuti sani. Tuttavia le cure anti-cancro non sono in grado di discriminare le cellule sane da quelle malate, pertanto agiscono contro tutte le cellule in rapida moltiplicazione senza distinzione (ad esempio cellule emopoietiche, mucose, ghiandole sessuali..). Uno degli svantaggi più significativi nell’uso di farmaci anti-tumorali è la depressione a livello del sistema immunitario e quindi difficoltà nel contrastare le malattie infettive. I tumori inoltre sono dotati di una ampia eterogeneità biologica; tutto questo ci porta spesso all’applicazione di POLITERAPIA.
Le terapie contro le neoplasie comprendono:
• Farmaci citotossici dove ritroviamo farmaci di sintesi (chemioterapia) e farmaci naturali (antibiotici, alcaloidi). Questo tipo di cura per bloccare la replicazione cellulare della massa tumorale;
• Radioterapia che utilizza raggi X contro le cellule cancerose. Può essere utilizzata per ridurre le dimensioni del tumore prima di intervenire chirurgicamente o, nel caso di tumori molto sensibili, viene utilizzata anche come unica terapia;
• Ormoni o antiormoni utilizzati spesso per tumori che coinvolgono organi sensibili ad essi (es. prostata, seno);
• Immunoterapia che consiste in farmaci capaci di stimolare il sistema immunitario;
• Farmaci biologici ovvero i nuovi farmaci che agiscono su una struttura specifica (proteine, DNA..), essi sono in grado di aumentare l’efficacia e ridurre gli effetti collaterali. Fanno parte di questa categoria: anticorpi monoclonali, interferone ed interleuchine, fattori di crescita, vaccini (in fase di sperimentazione).

Tra i farmaci innovativi abbiamo gli Inibitori di CDK2. Questa proteina risulta fondamentale nella crescita tumorale, guidando la progressione del ciclo cellulare. Pare che la sua inibizione porti infatti a benefici contro alcune tipologie neoplastiche.
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