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Tesi etd-04092019-103753


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
BARONI, DANIELE
URN
etd-04092019-103753
Title
I delitti contro la pubblica amministrazione, la corruzione e il settore dei rifiuti. Un'analisi empirica sulle regioni italiane.
Struttura
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Commissione
relatore Dott.ssa Romano, Giulia
Parole chiave
  • Rifiuti
  • Corruzione
Data inizio appello
02/05/2019;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
CAPITOLO 1 – LA CORRUZIONE
1.1. DEFINIZIONE DI CORRUZIONE
Esiste oggi un interesse sempre maggiore nei confronti del tema della corruzione, considerata ormai uno dei principali ostacoli allo sviluppo economico, politico e sociale di un paese; spesso, infatti, un paese che presenta un’economia debole e una bassa crescita economica è accompagnato da un elevato tasso di corruzione .
Definire cosa sia la corruzione, però, non è semplice; non esiste una definizione di corruzione univoca generalmente condivisa che possa cogliere la natura multidimensionale del fenomeno.
Secondo gli economisti la corruzione esiste quando sussistono questi tre elementi: il potere discrezionale del decisore pubblico di allocare le risorse, di definire le regole e/o di applicarle, l’esistenza di una rendita economica o utilità associata a questo potere discrezionale e, infine, una disutilità legata alla probabilità di essere scoperti, perseguibili e punibili .
Le scienze sociali, invece, hanno individuato tre possibili criteri per delimitare l’estensione della corruzione; nessuno di essi è privo di limiti, tuttavia, ognuno riesce a cogliere tratti significativi del fenomeno, tanto che la loro combinazione permette di chiarire i reali confini delle violazioni che comportano corruzione . Seguendo un primo criterio, quello delle norme giuridiche, si ha corruzione nel momento in cui esistono condotte che comportano una deviazione dei doveri formali legati a un ruolo pubblico e sanciti dalle norme giuridiche. Utilizzando, invece, il criterio basato sui pareri dell’opinione pubblica, possiamo parlare di corruzione quando la condotta è in conflitto coi valori sociali e con le regole non scritte che qualificano l’esercizio di funzioni pubbliche. Infine, avvalendosi del criterio dell’interesse collettivo, si ha corruzione quando si trasgredisce l’interesse comune, ponendolo a favore di interessi particolari .
A mio parere, la definizione migliore è quella che ci viene data da Transparency international, la più grande organizzazione mondiale ad occuparsi di prevenzione e di lotta alla corruzione ; essa ha pubblicato, nel luglio del 2009, “The Anti-Corruption Plain Language Guide”, una guida che offre un insieme di definizioni, facilmente comprensibili, di diversi elementi legati al fenomeno della corruzione. In questo documento la corruzione viene definita come un “abuso a fini privati di un potere delegato” ; l’individuo, privato o pubblico, utilizza il potere che gli è stato affidato in maniera non conforme alla modalità prestabilita, con l’obiettivo di trarne un beneficio. A seconda della quantità di denaro persa e del settore in cui il fenomeno corruttivo avviene, Transparency International classifica la corruzione in :
– Grande corruzione; avviene ai vertici del paese e, attraverso essa, il corruttore riesce ad incidere nella stesura, o nella approvazione, di un intervento da parte del governo. Questa tipologia di corruzione è estremamente dannosa per la collettività, perché compromette le decisioni politiche e la loro attuazione.
– Piccola corruzione: è l’abuso di potere da parte dei funzionari pubblici nelle interazioni con i cittadini che vogliono accedere ai servizi di base (ospedali, scuole, eccetera). In questo caso, quindi, le pratiche corruttive avvengono ad un livello più basso e sono di modesta entità, tuttavia anch’esse sono molto pericolose perché molto diffuse e difficili da eliminare.
– Corruzione politica: consiste nella manipolazione delle politiche e delle procedure di allocazione delle risorse e dei finanziamenti, da parte dei decisori politici, che abusano della propria posizione per consolidare il proprio potere e il proprio status sociale.
1.2. MISURAZIONE DELLA CORRUZIONE
La corruzione è uno dei principali dilemmi che affliggono non solo il nostro paese, ma il mondo intero; durante il seminario del G7 “High level Workshop on Corruption Measurement” dell’ottobre 2017, il Presidente dell’ANAC Raffaele Cantone ha sottolineato la necessità, per ogni paese, di riuscire a misurare correttamente il livello di corruzione e, riprendendo le parole del Procuratore nazionale antimafia Franco Roberti, ha evidenziato come gli indicatori di corruzione potrebbero essere utili anche per individuare la presenza di organizzazioni criminali all’interno della società .
Riuscire a definire il “quanto” della corruzione è cruciale per poter individuare adeguate tecniche efficaci per prevenirla e combatterla , ma farlo è estremamente difficile, e ad oggi non è ancora stato trovato un modo pienamente convincente per farlo.
Esistono diverse tipologie di misurazione della corruzione, che possiamo distinguere tra misure di natura oggettiva e misure di natura soggettiva , ma dobbiamo essere consapevoli del fatto che nessuna di esse è priva di limiti, né in grado di offrire un quadro totalmente esaustivo del fenomeno.
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