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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03282023-165055


Tipo di tesi
Tesi di dottorato di ricerca
Autore
CALOTA, COSTINA-ANDREEA
URN
etd-03282023-165055
Titolo
MUSEUM NETWORKS FROM IDEA TO ORGANIZATIONAL MODEL: CRITICAL ISSUES AND CONDITIONS OF EFFECTIVENESS
Settore scientifico disciplinare
SECS-P/10
Corso di studi
ECONOMIA AZIENDALE E MANAGEMENT
Relatori
tutor Prof.ssa Bonti, Mariacristina
correlatore Prof. Cori, Enrico
Parole chiave
  • cultural network
  • museum networks
  • museums
  • network design
  • network effectiveness
Data inizio appello
04/04/2023
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
04/04/2063
Riassunto
Il patrimonio culturale assume grande importanza economica e sociale, sia a livello nazionale che internazionale. Il nostro paese, in particolare, è riconosciuto per la ricchezza culturale che custodisce nei numerosi musei e luoghi di cultura distribuiti su tutto il territorio nazionale. La maggior parte dei musei italiani, però, sono di piccole e medie dimensioni e sono spesso espressione di specificità culturali. Inoltre, sono numerosi i vincoli finanziari, organizzativi, produttivi ed economici che ne condizionano l'attività. A tali difficoltà si sono aggiunte limitazioni e ripercussioni negative a partire da marzo 2020 a causa del covid-19; questo, infatti, ha portato alla chiusura forzata dei musei e dei luoghi di cultura, quindi ad una notevole riduzione delle entrate e al conseguente ridimensionamento delle risorse economiche e umane disponibili per lo sviluppo dell'offerta culturale.
L'idea di rete come forma organizzativa nel settore culturale è stata studiata in letteratura fin dai primi anni 2000, in quanto consente di stabilire legami di collaborazione tra attori con obiettivi comuni, facilitando lo scambio di informazioni e la condivisione di risorse e competenze tra i membri partecipanti. Le reti rappresentano quindi una soluzione organizzativa e gestionale potenzialmente efficace per la valorizzazione e diffusione del patrimonio culturale, nonché per rafforzare la resilienza dei musei e dei luoghi di cultura, anche a fronte di scenari inattesi, come quello determinato dalla pandemia. L’importanza dell’interazione, della collaborazione e della condivisione nel settore museale è stata evidenziata anche a livello legislativo, mediante il Decreto Ministeriale del 10/05/2001 Atto di indirizzo sui criteri tecnico-scientifici e sugli standard di funzionamento e sviluppo dei musei e, soprattutto, con il Decreto Ministeriale del 23/12/2014 Organizzazione e funzionamento dei musei statali, il quale all’art. 7 introduce il concetto di Sistema Museale Nazionale (SMN). Gli obiettivi e le caratteristiche del SMN vengono approfondite nel Decreto Ministeriale del 21/02/2018 Adozione dei livelli minimi uniformi di qualità per i musei e i luoghi della cultura di appartenenza pubblica e attivazione del Sistema museale nazionale, che promuove la definizione di regole comuni e di standard qualitativi uniformi per la gestione dei musei unitamente allo sviluppo di un’azione strategica comune per le politiche culturali, questo con l’obiettivo di favorire lo sviluppo della cultura; migliorare la tutela delle collezioni e l’accesso al patrimonio culturale; generare economie di scala; incentivare la condivisione di risorse, conoscenze e lo sviluppo di competenze. La presente Tesi di Dottorato studia le reti come modello organizzativo in ambito museale, focalizzando l’attenzione sulle principali condizioni che influenzano la capacità della rete di raggiungere gli obiettivi prefissati in termini di accesso e fruizione del patrimonio culturale. L’obiettivo è quello di individuare le caratteristiche strutturali delle reti museali e le scelte organizzative che permettono di ottenere i risultati desiderati promuovendo l’efficacia delle reti museali in termini di allineamento tra caratteristiche strutturali e obiettivi perseguiti.
Dalla review sistematica della letteratura sulle reti culturali e museali è emersa una scarsità di studi che si occupano di reti nei musei, ed in particolare risultano ancora più esigui studi mirati a identificare scelte di progettazione organizzativa delle stesse. La tesi in oggetto, attraverso lo studio di alcuni casi di reti museali italiane (Sistema Museale Provinciale Polesine, Rete Museale e Naturale Belicina, Sistema Museale Terra di Lavoro), si propone dunque di colmare le mancanze evidenziate nella letteratura ed analizzare in profondità il processo di formazione delle reti focalizzando l’attenzione sugli obiettivi perseguiti; le caratteristiche strutturali; la governance e i meccanismi di coordinamento adottati; le attività svolte e le criticità riscontrate. L’indagine documentale e le interviste semi-strutturate condotte ai referenti della tre reti (Referente del Sistema Museale e Provinciale Polesine, Presidente della Rete Museale e Naturale Belicina e Coordinatore dei curatori scientifici del Sistema Museale Terra di Lavoro) hanno permesso di evidenziare alcuni elementi che accomunano i percorsi seguiti dai casi analizzati, tra cui gli obiettivi comuni, le motivazioni alla base della costituzione delle reti, la tipologia di rete adottata e, soprattutto, le criticità riscontrate.
L’analisi, la discussione dei casi e il confronto dei risultati emersi hanno portato ad una riflessione sulle possibili cause alla base delle criticità riscontrate e alla definizione di quelli che sono gli elementi strutturali con un maggiore impatto sul raggiungimento degli obiettivi, quindi sul successo delle reti museali. In questo senso, si osserva come la dimensione della rete museale sia un elemento importante per una migliore performance, ma non sufficiente; infatti, accanto a questa caratteristica strutturale, vanno considerati anche il grado di omogeneità/eterogeneità della rete, la densità, la centralità, il ruolo della fiducia (anche come meccanismo di coordinamento informale), la stabilità interna e l'importanza dell'identità e della legittimità sia interna che esterna. In primo luogo, è necessario trovare un giusto compromesso tra omogeneità ed eterogeneità della rete; da un lato, l'omogeneità facilita l'interazione, la comunicazione e la condivisione tra i membri, mentre l'eterogeneità consente l'acquisizione di informazioni, conoscenze e competenze nuove e diverse. Un'eccessiva eterogeneità, tuttavia, se non adeguatamente gestita (anche attraverso il supporto di ruoli professionali competenti e stabili) e combinata con un'ampia dimensione della rete, può portare a criticità e quindi minare l'efficacia della rete stessa. Un'altra importante caratteristica strutturale è la densità e, in particolare, le relazioni stabilite tra i membri della rete basate sulla fiducia reciproca, sull'interazione e sulla condivisione. Anche la centralità gioca un ruolo importante ma, a differenza delle caratteristiche viste finora, non è un fattore su cui si può agire direttamente in fase di progettazione della rete quanto più un’evidenza che emerge dalle dinamiche che si creano tra gli attori costituenti la stessa. Inoltre, la legittimità interna favorisce una maggiore condivisione e cooperazione da parte degli attori che compongono la rete, riducendo così la volontà del singolo di affermare la propria identità e autonomia. Al tempo stesso altrettanto importante è la legittimità esterna, in quanto permette di ottenere benefici sia in termini di collaborazione con il territorio e gli enti pubblici e privati distribuiti sullo stesso, sia di migliorare l’attrazione del pubblico, con una particolare attenzione a quello locale. Infine, la stabilità interna permette di creare relazioni di continuità contribuendo a migliorare i rapporti di fiducia e di integrazione all'interno della rete.
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