ETD system

Electronic theses and dissertations repository

 

Tesi etd-03282009-162503


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
BORRI, DIANA
URN
etd-03282009-162503
Title
progettare lo spazio tra le cose "RECUPERO DELL'EX CONVENTO DI S.AGOSTINO: hotel" Tuscania, Viterbo
Struttura
INGEGNERIA
Corso di studi
INGEGNERIA EDILE - ARCHITETTURA
Commissione
Relatore Prof. Boschi, Antonello
Relatore Prof.ssa Karwacka Codini, Ewa
Relatore Prof. Dringoli, Massimo
Parole chiave
  • agostiniani
  • recupero
  • convento
  • hotel
  • chiostro
  • ordini mendicanti
  • interno nell'interno
Data inizio appello
23/04/2009;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
23/04/2049
Riassunto analitico
Dagli anni 40 del novecento il complesso di S. Agostino a Tuscania è stato oggetto di svariati tentativi di vendita rimasti incompiuti; Convento Agostiniano dal XIII sec, dal 1798, espulsi i frati, venne occupato più volte dalle forze militari; Seminario Vescovile dal 1816, poi chiuso dal 1926, divenne prima sede degli sfollati delle guerre mondiali poi dei sinistrati del terremoto del 1971; tutt’oggi risulta abbandonato e di proprietà della diocesi. Si è individuato nell’albergo, con le sue funzioni intergrate, la tipologia meglio deputata a valorizzare le peculiarità dell’edificio: ristorante, bar, sala espositiva-conferenze, camere, appartamenti e centro benessere, creano un mix di funzioni in una combinazione di attività che sostengono, qualificandola, la mansione principale di accoglienza e rivalutano il complesso in tutte le sue parti. Il tema del recupero si presenta fortemente legato alla preesistenza; “non dipingo cose - affermava il pittore Henrie Matisse - dipingo le differenze tra le cose”: è in tale citazione che l’intervento sull’esistente si ritrova, nel progettare lo spazio tra le cose. L’operazione effettuata risulta minima in termini di manipolazioni sull’esistente, volutamente inscritta all’interno dei volumi preesistenti. Nel realismo dei vincoli paesaggistico-architettonici, il progetto si proietta sulla scala degli interni; supportato da una dettagliata analisi delle fasi storico-architettoniche, fa di tale studio il punto di forza delle scelte progettuali. E’ così che il pian terreno, originario dell’epoca di formazione del convento, subisce minime alterazioni e ripropone, attualizzate, le originarie funzioni dei quattro lati del chiostro. Nelle sale dell’antico refettorio è collocato un ristorante. Le cucine e le aree di servizio sono collocate nell’area degli ex magazzini. Negli spazi dell’ex-forno è stato progettato un bar con bancone semicircolare che segue le forme dell’antico focolare; di fronte ad esso, l’ex-cucina ospita i tavoli da aperitivo e colazione. L’antica sala capitolare, luogo cruciale di incontro tra i frati, propone la funzione di loungue, non solo sala di aspetto ma luogo di socializzazione. Nella sala a fianco, la reception si presenta come un esempio di “interno nell’interno”. Il ciborio, nella storia dell’arredo di interni reputato il primo esempio di interno nell’interno, è stato di ispirazione per l’intervento di inserimento di una sala conferenze nella navata della chiesa; tale delicato intervento, per la sacralità del luogo con cui si mette in relazione, fa della trasparenza e della reversibilità il suo punto di forza. I restanti ambienti della chiesa svolgono la funzione di area espositiva. Maggiori licenze, ma sempre minime demolizioni, sono state prese per il piano superiore: frutto di sostanziali restauri a seguito del terremoto del 1971, qui si osa maggiormente creando nuovi volumi, funzionali per le camere che li utilizzano a soppalco reinterpretano lo “studium” dei grandi complessi monastici che propongono tre diverse funzioni: studio, salotto, terzo letto. Visti dal corridoio delle camere, tali volumi aggettanti si ispirano al concetto di superfici mutevoli: schermi lcd propongono scenari sempre diversi che portano innovazione ad ogni visita del cliente. A differenziare l’offerta ricettiva, tre appartamenti, di 60 mq circa ciascuno, sono stati inseriti nelle antiche sale della ex foresteria e della camerata ottocentesca del Seminario. Considerato un plus valore,al piano primo è stato previsto un centro benessere ad uso specifico della clientela, con tre sale massaggi/trattamenti, un’area per l’allenamento individuale e una sala per l’allenamento cardiofitness; quest’ultima zona ha un il balcone ricavato mediante vetrata arretrata rispetto al loggiato, si affaccia al piano inferiore godendo della piacevole vista sul chiostro risistemato a prato con siepi di lavanda; il centro offre inoltre un’area con sauna.
File