Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Titolo
MITO E SIMBOLO DELLA MODERNITA' FASCISTA: LO SPORT IN MOSTRA NEGLI ANNI TRENTA
Dipartimento
INTERFACOLTA'
Corso di studi
STORIA DELL'ARTE
Parole chiave
- Achille Starace
- Carlo Carrà
- dopolavoro
- Ezio Sclavi
- Farpi Vignoli
- Fausto Pirandello
- Giuseppe Bottai
- Mario Mafai
- Mario Moschi
- Marisa Mori
- olimpiadi
- quadriennale
- Raniero Nicolai
- razionalismo
- Rino Parenti
- Roberto Farinacci
- scuola romana
- secondo futurismo
- Thayath
Data inizio appello
23/04/2012
Data di rilascio
23/04/2052
Riassunto (Italiano)
Con l’avvento del regime fascista italiano, la pratica sportiva conobbe una notevole diffusione. I motivi alla base dell’interesse del fascismo nei confronti dello sport furono molteplici: il nazionalismo, la militarizzazione delle masse, la celebrazione del culto del capo, tutti convergenti verso quell’ideale di rivoluzione antropologica che era il principale obiettivo di Mussolini e degli altri membri del partito. La cultura figurativa si mostrò particolarmente ricettiva agli stimoli provenienti da questo ambito: la velocità e il dinamismo, il culto della macchina, il corpo dell’atleta come simbolo di perfetta virilità furono temi al centro dello sviluppo dell’arte ispirata allo sport. Il potere politico non mancò di incentivare tale collegamento: la tematica sportiva ben si prestava a promuovere i valori cari all’ideologia fascista. I soggetti sportivi conobbero nel corso degli anni Trenta una diffusione senza precedenti nell’ambito delle principali manifestazioni espositive dell’epoca: la Mostra dello Sport a Milano nel 1935, le Mostre Nazionali d'Arte sportiva (1936,1940) in preparazione ai Concorsi d’Arte Olimpici, il Premio San Remo di scultura, la terza edizione del Premio Cremona, la I Mostra Nazionale di Fotografia Sportiva e infine la Mostra Internazionale delle Sport prevista per l’Esposizione Universale di Roma del 1942 e mai realizzata.