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Tesi etd-03212014-133133


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
MICCICHE', MARTINA
URN
etd-03212014-133133
Title
Il futuro malcerto del bicameralismo dal punto di vista del suo passato.
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof. Conti, Gian Luca
Parole chiave
  • sistema democratico
  • Senato della Repubblica
  • riforma del Senato
  • Repubblica
  • Parlamento
  • legge truffa
  • ipotesi di riforma
  • Costituzione
  • commissioni bicamerali
  • Camera dei Deputati
  • Bicameralismo
  • sistema elettorale
  • Statuto Albertino
  • superamento del bicameralismo
Data inizio appello
07/04/2014;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La mia tesi affronta il principio del bicameralismo, dal suo passato, come si è evoluto, fino ad arrivare ai nostri giorni. Il bicameralismo vero e proprio si ha quando le due assemblee si trovano in una posizione di parità assoluta, pur costituendo due organi distinti e autonomi, possono dar vita a manifestazioni di volontà imputabili allo Stato solo con la confluenza dei consensi di entrambe sullo stesso testo di deliberazione. <br>Questo il bicameralismo paritario che si differenzia dal bicameralismo attenuato, dove le Camere non sono in posizione di parità, ma possono avere funzioni diverse, composizione diversa, durata diversa, ed essere elette con sistemi elettorali differenti. Nello Statuto Albertino del 1848, si decise per un Bicameralismo, quasi imperfetto, due Camere; la Camera dei deputati eletta dal corpo elettorale ed un Senato regio, i cui membri venivano nominati dal Re in concerto con i ministri, ed in più partecipavano di diritto i principi reali. Senato era una Camera permanente, che non poteva fare crisi e non aveva nessun contatto con il popolo. <br>Nell’Assemblea Costituente, il bicameralismo fu un tema molto discusso. Si partiva fra tre alternative, ovvero, tra un bicameralismo di garanzia, corporativistico e regionale; ebbe la meglio il primo, nonostante la sua evoluzione lo ha portato a discostarsi dal suo fondamento razionale. Adottando due Camere, si decise di differenziarle per evitare che potessero essere l’una il doppione dell’altra, andando a ledere l’esigenza che sta alla base del principio bicamerale. Così con la Costituzione ne venne fuori un bicameralismo perfetto, con due Assemblee caratterizzate da alcune differenze, tra cui importante quella dei sistemi elettorali e della durata. Differente durata mai applicata, a causa degli scioglimenti anticipati delle Camere; il primo nel 1953 a causa del clima che si venne a creare attorno all’approvazione della legge truffa; il secondo nel 1958 dove di li a poco vennero presentati due disegni legge, uno governativo e l’altro del Senatore Sturzo, entrambi volti a parificare la durata di Camera e Senato, ed integrare il Senato. Dopo varie vicissitudini questi confluirono nelle sedute assembleari dando vita in seguito alla legge costituzionale del 1963, che segna la fine del bicameralismo “costituente” prevedendo la parificazione di durata tra le Camere ed un aumento del numero dei Deputati e dei Senatori. Di li in poi si ebbero tutte proposte di riforma tese a superare il bicameralismo, a partire dalle tre Commissioni bicamerali, Bozzi, De Mita-Iotti e D’Alema, in cui si fecero proposte di riformare la funzione legislativa, accingendosi verso una Camera delle regioni, soprattutto l’ultima bicamerale, ma senza l’esito sperato. Poi ancora ipotesi che non si concentrarono a modificare <br>soltanto il bicameralismo dal punto di vista della funzione legislativa, ma si prese in considerazione anche la variabile composizione del Senato, per realizzare un Senato federale. Questo quello che si proponeva nella Bozza Lorenzago e nella Bozza Violante ed anche nelle ultime due proposte del 2012 e del 2013. <br>Accomunate tutte da una differenziazione nella funzione legislativa, tra leggi a bicameralismo necessario e leggi a bicameralismo eventuale o facoltativo. Tutte ipotesi che non hanno avuto seguito, infatti ancora oggi il tema è molto discusso, si vuole superare questo bicameralismo, ma si cerca ancora la via più giusta per farlo.
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