Materiali e superfici ad impronta molecolare per il riconoscimento di specie biologicamente attive
Dipartimento
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZA DEI MATERIALI
Relatori
relatore Giusti, Paolo relatore Solaro, Roberto relatore Ciardelli, Gianluca
Parole chiave
adesione cellulare
albumina
MIP
molecular imprinting
peptide
riconoscimento
Data inizio appello
21/04/2006
Consultabilità
Parziale
Data di rilascio
21/04/2046
Riassunto
La ricerca di cui la presente tesi fa parte è mirata alla realizzazione di strutture di supporto per la crescita cellulare (scaffold) attraverso l’impiego della tecnica del molecular imprinting, in modo da incrementarne la capacità di adesione e proliferazione cellulare e/o aggiungere funzionalità diagnostiche, almeno in vitro, per le cellule supportate. L’obiettivo primario prevede la realizzazione di materiali polimerici che presentino siti di riconoscimento stabili e selettivi per una varietà di molecole di interesse biologico quali peptidi e proteine o sequenze caratteristiche di queste ultime. Nella presente tesi sono stati sintetizzati e caratterizzati polimeri metacrilici e metacrilammidici reticolati, sottoforma di particelle e film sottili, imprintati sia con brevi sequenze peptidiche, sia con un’intera proteina, per valutare quale di questi avesse le migliori proprietà morfologiche e di rilegame. Come molecola stampo per la sintesi delle particelle è stato utilizzato un peptide formato dai tre residui amminoacidi: treonina-alanina-alanina, sequenza che si può trovare in corrispondenza di una regione esposta della fibronectina (composto proteico della matrice extracellulare). Fra i film preparati, alcuni sono stati imprintati con il tripeptide visto sopra, altri con una proteina: l’albumina del siero bovino (BSA), la più abbondante proteina nel sangue che è abitualmente scelta come composto proteico di riferimento. L’approccio deciso per la preparazione dei campioni è quello del molecular imprinting non covalente: il monomero adoperato per le particelle è stato l’acido metacrilico (MAA), mentre per i film si è fatto ricorso, oltre che al MAA, ad un altro monomero, il dimetilamminopropil metacrilammide (DMAPMA).