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Tesi etd-03172020-142041


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
BARUZZO, FRANCESCO
URN
etd-03172020-142041
Title
Il rischio fitosanitario legato all’importazione di > vegetali: nuovo regime fitosanitario e riorganizzazione delle > ispezioni nei posti di controllo frontalieri dell’Unione Europea
Struttura
SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AGRO-AMBIENTALI
Corso di studi
PRODUZIONI AGROALIMENTARI E GESTIONE DEGLI AGROECOSISTEMI
Supervisors
relatore Prof.ssa Nali, Cristina
correlatore Prof. Lucchi, Andrea
Parole chiave
  • harmful organism
  • alien species
  • phytosanitary regulations
  • import checks
  • plant health
  • phytosanitary service
  • organismi nocivi
  • specie aliene
  • normativa fitosanitaria
  • controlli all'importazione
  • salute delle piante
  • servizio fitosanitario
Data inizio appello
06/04/2020;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Riassunto analitico
Il commercio di piante e prodotti vegetali è aumentato notevolmente negli ultimi anni e, con esso, la diffusione di organismi nocivi, causando gravi danni all’agricoltura e all’ambiente. La profilassi rappresenta un metodo fondamentale per evitare il loro impatto devastante: prevenirne l’introduzione è molto più conveniente che affrontare un’emergenza fitosanitaria, che può provocare danni enormi ai settori direttamente interessati, nonché influire su turismo, commercio e servizi ecosistemici. L’UE, ritenendo la materia fitosanitaria fondamentale per la salvaguardia della biosicurezza degli Stati Membri, è impegnata nell’arginare con mezzi legislativi l’entrata di patogeni e parassiti, nel rispetto delle convenzioni internazionali, con la regolamentazione dell’importazione e della circolazione dei vegetali attraverso il Regolamento Fitosanitario 2016/2031, il Reg. Finanziario 2014/652, il Reg. sui Controlli Ufficiali 2017/625, favorendo un’armonizzazione tra gli Stati membri delle strutture necessarie ai controlli con l’adozione di numerose norme di attuazione, tra cui il Reg. di Esecuzione 2019/2072, che con 14 allegati disciplina la classificazione degli organismi nocivi, elenca i vegetali sottoposti alla normativa, stabilisce prescrizioni che devono essere osservate per alcuni prodotti per poter essere introdotti in UE e istituisce zone protette per determinati agenti nocivi. Per svolgere un’idonea valutazione delle ispezioni presso i punti di entrata è necessario analizzare i dati dei flussi commerciali e delle intercettazioni. Tra il 2015 e il 2019, infatti, ben 37.837 spedizioni sono state respinte alle frontiere, di cui l’81% per non conformità documentali e il 19% per la presenza di organismi nocivi.
Obiettivo del presente lavoro è l’analisi dei dati specifici disaggregati, così da definire, anche sulla base dei comportamenti storici, una sorta di graduatoria del rischio, in funzione della specie vegetale e della provenienza. Ciò potrebbe consentire un miglioramento dell’allocazione delle risorse, permettendo di ridurre i controlli sulla merce a basso rischio e di incrementarli per l’altra. Alla luce dei dati analizzati riguardanti gli organismi nocivi di nuova introduzione e del lavoro svolto dai Servizi Fitosanitari Regionali, è evidente che i mezzi legislativi attuali non sempre si sono rivelati sufficienti per evitare l’introduzione di specie aliene nel territorio europeo. È necessario integrare tutte le risorse disponibili, svolgendo i controlli all’importazione in base alla valutazione di rischio fitosanitario, monitorando capillarmente il territorio e ispezionando periodicamente i centri di produzione, anche attraverso il coinvolgimento e la collaborazione di tutti i portatori di interesse, autorità, operatori professionali, ma anche cittadini.
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