Studio ecografico con mezzo di contrasto endovenoso (CEUS) nei pazienti con malattia di Crohn
Dipartimento
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
GASTROENTEROLOGIA
Relatori
relatore Dott. Costa, Francesco relatore Dott. Ricchiuti, Angelo
Parole chiave
CEUS
ecografia
malattia di Crohn
mezzo di contrasto
Data inizio appello
02/04/2012
Consultabilità
Completa
Riassunto
RIASSUNTO Le malattie infiammatorie croniche intestinali (Inflammatory Bowel Diseases – IBD) sono patologie ad eziologia ancora ignota rappresentate sostanzialmente da Rettocolite Ulcerosa (RCU), Malattia di Crohn (MC), Colite Indeterminata (CI). Tali patologie hanno esordio tipicamente giovanile con picchi di maggiore incidenza tra la seconda e la quarta decade e sono caratterizzate da un andamento cronico recidivante contraddistinto dall’alternanza di fasi di remissione e fasi di attività clinica, di variabile durata. La diagnosi di tali patologie è basata su criteri clinici, endoscopici, radiologici ed istologici, sebbene vi sia disponibilità, soprattutto recentemente, di ulteriori modalità di indagine tra cui l'uso di sofisticate tecniche endoscopiche e di imaging. Negli ultimi anni l'ecografia addominale ha assunto un ruolo importante nello studio del tratto gastro-intestinale. L'utilizzo del mezzo di contrasto endovenoso migliora la performance di tale metodica grazie alle informazioni sul grado di attività di malattia che è in grado di fornire. Il processo flogistico che caratterizza le IBD è infatti determinato -dal punto di vista anatomopatologico- da fenomeni di neoangiogenesi e rimodellamento vascolare ed il mdc permette di evidenziare la microvascolarizzazione di parete non altrimenti definibile nel dettaglio con le sole funzioni ColorDoppler e PowerDoppler; si parla pertanto di Contrast Enhanced UltraSonography (CEUS). Lo scopo del nostro studio è la valutazione del grado di attività di malattia intestinale in pazienti affetti da ileite di Crohn tramite una metodica non invasiva in grado di evidenziare in maniera accurata le alterazioni patologiche del microcircolo intestinale. A tale scopo è stata impostata un'analisi quantitativa per lo studio post-contrastografico ed il nostro obiettivo è la validazione di parametri quantitativi relativi all'analisi ecografica intestinale con SonoVue. Sono stati valutati 35 pazienti affetti da MC e 11 volontari sani sottoposti a CEUS dopo iniezione di mdc e.v. É stata analizzata l'ansa considerata maggiormente coinvolta dal processo patologico sulla base del maggior ispessimento di parete. Per lo studio e l'analisi dei filmati ecografici è stato utilizzato un software di elaborazione digitale delle immagini basato su Sun-Java e rilasciato nel dominio pubblico: ImageJ. Con l'utilizzo di un plugin java dedicato i filmati in formato AVI sono stati trasformati in sequenze di immagini in formato JPG e su queste è stata eseguita l'analisi dell'intensità luminosa all'interno di particolari Regions of Interest (ROI). Sono state costruite curve intensità/tempo valutando i seguenti parametri: maximum enhancement (ME), rapporto tra enhancement a 60 sec e ME (R60), rapporto tra enhancement a 90 sec e ME (R90). Al momento della CEUS i pazienti sono stati sottoposti a visita clinica con calcolo del CDAI, prelievo di sangue per dosaggio indici di flogosi, ritiro di campione di feci per dosaggio della calprotectina fecale. I valori di ME sono stati correlati con quelli di CDAI dei pazienti con CD ottenendo una correlazione statisticamente significativa, risultato simile è stato ottenuto con il dosaggio della calprotectina fecale mentre la correlazione con gli indici di flogosi (in particolare la proteina C reattiva) non ha mostrato una correlazione statisticamente significativa. L’analisi quantitativa nei volontari sani è stata possibile solo dopo zoom dell’immagine in quanto il ridotto spessore parietale (<3mm) non consentiva l’utilizzo della stessa ROI utilizzata nei pazienti con CD, per tale motivo non è possibile eseguire un’analisi quantitativa di confronto tra i due gruppi di popolazione. Nelle più recenti linee-guida della ECCO l'entero-RMN e l'entero-TC o l'enteroclisi sono indicate come le indagini di imaging aventi la maggiore accuratezza diagnostica nei confronti delle IBD. In particolare l'entero-RMN è preferita in quanto non sottopone il paziente a radiazioni ionizzanti. Sulla base di tali considerazioni si può intuire come l'utilizzo dell'ecografia intestinale -eseguita da operatori esperti ed adeguatamente formati- a fronte delle metodiche strumentali citate, stia emergendo con forza e venga proposta con sempre maggior entusiasmo per il follow up e, talvolta, anche la diagnosi di MC. La natura non invasiva degli ultrasuoni associata all'assenza di radiazioni ionizzanti, al basso costo e all'ampia disponibilità della metodica, infatti, rende l'ecografia un esame ideale per i pazienti affetti da MC i quali frequentemente necessitano di esami strumentali. I parametri morfologici per lo studio ecografico intestinale in B-mode e Color-Doppler sono stati standardizzati, maggiori informazioni sul grado di attività di malattia però possono essere acquisite grazie all'applicazione di ulteriori supporti all'analisi ecografica come l'utilizzo del mdc.