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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-03062010-154014


Tipo di tesi
Tesi di dottorato di ricerca
Autore
LIU, LEILEI
URN
etd-03062010-154014
Titolo
Il processo storico di normalizzazione delle relazioni diplomatiche tra Cina e Giappone: un’analisi attraverso il gioco a due livelli
Settore scientifico disciplinare
SPS/14
Corso di studi
GEOPOLITICA
Relatori
tutor Prof. Vernassa, Maurizio
Parole chiave
  • Cina
  • Diplomazia
  • Giappone
  • Il gioco a due livelli
  • Negoziati
  • Normalizzazione delle relazioni diplomatiche
  • Winset
Data inizio appello
14/05/2010
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
14/05/2050
Riassunto
Nell’estate del 1988, il Professore Robert D. Putnam, sulla rivista International Organization, pubblicava un suo attento e dettagliato articolo dal titolo Diplomacy and Domestic Politics: The Logic of Two-Level Games. Secondo Putnam, gli studi sul rapporto tra affari interni ed internazionali erano dedicati semplicemente ad elencare i riflessi delle scelte diplomatiche sulla politica interna oppure a delineare un accordo accettabile per tutti i paesi coinvolti. Ma rimaneva una domanda a cui cercò risposta il lavoro di Putnam: qual è l’interazione tra fattori internazionali e fattori interni? Lo studio del politologo americano cambiò, per prima cosa, il punto di vista dei negoziati internazionali, dallo stato al primo negoziatore (generalmente il primo ministro o il presidente, a seconda della forma di governo), che è il responsabile per la trasmissione delle informazioni del livello interno alle controparti del livello internazionale. Infatti il gioco si fonda proprio sulla suddivisione dei negoziati in due livelli: orizzontalmente il livello internazionale (Livello I) e quello interno (Livello II), verticalmente la fase dei negoziati (Livello I) e quella della ratifica (Livello II).
Inoltre è necessario soffermarsi sul concetto di “winset”. Il suo significato non è chiaro, ma possiamo fare un esempio per precisarlo: un gruppo di intese accettabili per gli elettori, è il winset del livello II. Nella situazione ideale, il winset di livello II coincide perfettamente con quello di livello I ed i negoziati hanno successo. Dal winset, derivano una serie di questioni: quali fattori determinano la dimensione del winset, quale tattica possono usare i negoziatori per realizzare i loro obiettivi, come prevedere il destino dei negoziati, nonché i fattori relativi al winset stesso.
I contributi del gioco a due livelli sono chiari, ma nelle scienze sociali, nessun modello o teoria può spiegare perfettamente il passato e prevedere il futuro e c’è la necessità di cambiamenti e perfezionamenti. Per questo motivo le critiche mosse al modello di Putnam assumono un valore particolare. Inoltre, i casi studiati da Putnam, riguardano soltanto la collaborazione economica tra i paesi industrializzati dopo la Seconda Guerra Mondiale. Così rimangono aperti degli interrogativi sull’applicabilità del metodo anche alle relazioni di natura politica. Ed inoltre è necessario valutare il metodo, anche alla luce delle relazioni tra paesi non occidentali e non democratici.
Proprio per chiarire questi dubbi, prendo in analisi il processo di normalizzazione delle relazioni tra Cina e Giappone. È un caso perfetto. In primo luogo, per la profonda differenza delle istituzioni politiche dei due paesi. In Giappone, la nascita dell’ordinamento democratico seguì l’esempio dei paesi occidentali. Invece in Cina, si studiò l’esperienza sovietica, dando vita ad un ordinamento evidentemente autoritario. In secondo luogo, i soggetti coinvolti furono molti.
In Cina, il tema desta particolare attenzione. Tra i due paesi le relazioni amichevoli hanno una storia di quasi duemila anni, ma rimane ancora ferma la memoria della tragica invasione nipponica. In Giappone, sono stati i maggiori partiti dell’opposizione (il Partito Socialista del Giappone, il Partito Komeito ed il Partito Democratico Socialista) ad occuparsi della questione. Al di fuori dei due paesi, la normalizzazione dei rapporti, coinvolse anche gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica. Inoltre, c’è ancora una realtà particolare, ovvero la stabilità dei negoziatori: Zhou Enlai, rimase alla guida della diplomazia cinese fino alla morte, mentre in Giappone dal 1955 al 1993 il governo venne retto dal Partito Liberale Democratico.
I negoziati formali tra i due governi però, iniziarono soltanto nel 1972, mentre l’impegno dei vertici cinesi e dei partiti nipponici d’opposizione cominciarono già all’inizio degli anni ’50. Questo comporta un’attenta analisi che parte proprio dagli sforzi precedenti sulla via della normalizzazione.
Qual è il risultato della ricerca? Si può affermare che il gioco a due livelli è applicabile anche per studiare i negoziati di natura politica, persino tra paesi con differenze politiche ed ideologiche così evidenti. L’esistenza del winset è connessa con gli interessi statali; per un regime meno democratico, è necessario sottolineare l’importanza delle preferenze del leader e le soluzioni ai problemi diplomatici possono essere di natura politica invece che puramente giuridica. Un paese con un winset più grande, sicuramente non si trova nella posizione inferiore nel corso dei negoziati e attraverso giuste tattiche, si può ricostituire il winset dell’avversario e indebolire il ruolo dei dirigenti. È necessario infine analizzare l’ambiente internazionale che, in alcuni casi, è un fattore decisivo per la diplomazia di un paese.
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