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Thesis etd-03012022-163731


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
BADANO, VIRGINIA
URN
etd-03012022-163731
Thesis title
La pena perpetua. L'ergastolo ostativo tra Costituzione, diritto interno e giurisprudenza europea
Department
GIURISPRUDENZA
Course of study
GIURISPRUDENZA
Supervisors
relatore Prof. Dal Canto, Francesco
Keywords
  • ergastolo ostativo
  • pena perpetua
  • art. 4-bis o.p.
  • rieducazione
  • art. 27 Cost.
  • collaborazione con la giustizia
  • corte costituzionale
  • corte europea dei diritti dell'uomo
Graduation session start date
28/03/2022
Availability
Withheld
Release date
28/03/2092
Summary
La presente indagine si propone di analizzare la pena perpetua e di vagliarne la compatibilità con i principi costituzionali e convenzionali che caratterizzano il nostro ordinamento. In particolare, l’analisi si concentra sul regime ostativo ossia su quel sistema imperniato sull’articolo 4-bis della legge n. 354 del 1975 che impedisce ai condannati per uno dei reati di cui al 1° comma, tra cui spiccano i delitti di associazione di stampo mafioso, di accedere al lavoro all’esterno, ai permessi premio e alle misure alternative alla detenzione ove il soggetto non collabori con la giustizia.
Dopo un breve excursus storico sulla pena dell’ergastolo, ci si sofferma sulla genesi e sull’evoluzione normativa dell’ergastolo ostativo, meccanismo nato nel 1992 in risposta alle gravi stragi di mafia che hanno colpito il nostro Paese e che ha posto, e pone tutt’ora, pesanti dubbi di costituzionalità soprattutto alla luce dell’articolo 27, 3° comma della Costituzione secondo il quale le pene devono tendere alla rieducazione del condannato.
A tal proposito, si prendono in considerazione gli orientamenti più risalenti della Corte costituzionale che, se in un primo momento ha convalidato tale normativa, oggi, con l’ordinanza n. 97 del 2021, sancisce definitivamente l’insostenibilità costituzionale dell’ergastolo ostativo. Trova spazio nell’analisi qui proposta l’evoluzione giurisprudenziale della Corte europea dei diritti dell’uomo intorno al divieto di trattamenti inumani e degradanti di cui all’articolo 3 CEDU. Determinante, in questo senso, la sentenza Viola c. Italia n. 2 del 2019. Si ricostruisce, da ultimo, il quadro legislativo attuale delle proposte di modifica dell’articolo 4-bis o.p. che sono emerse nel dibattito politico e si tenta di calare l’attività del legislatore nel contesto sociale e culturale del nostro Paese, passando in rassegna le preoccupazioni più radicate nell’opinione corrente, spesso alimentate da una narrazione distorta da parte dei mezzi di informazione, riguardo la possibile riforma di tale sistema.
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