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Tesi etd-02272009-204259


Thesis type
Tesi di dottorato di ricerca
Author
DA PRATO, SIMONE
URN
etd-02272009-204259
Title
L’evento “Lago-Mare” del Messiniano superiore: studio sistematico, paleoecologico e biostratigrafico di ostracofaune dell’area mediterranea.
Settore scientifico disciplinare
GEO/02
Corso di studi
SCIENZE DELLA TERRA
Commissione
Relatore Prof. Bossio, Alessandro
Parole chiave
  • paleoecologia
  • Ostracodi
  • Messiniano
  • Lago-Mare
  • biostratigrafia
  • sistematica
Data inizio appello
03/04/2010;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
03/04/2050
Riassunto analitico
Nell’ambito di due progetti multidisciplinari sono state condotte analisi micropaleontologiche, geochimiche e ciclostratigrafiche su tre sezioni, dell’area mediterranea, che hanno permesso di giungere alle seguenti conclusioni:<br>La Sezione di Migliarino è stata suddivisa in due intervalli:<br>L&#39;intervallo inferiore è stato riferibile alla fase evaporitica messiniana, l&#39;analisi delle ostracofaune ha permesso di definire l&#39;ambiente deposizione come ambiente marino litorale con caratteristiche stressanti.<br>Le alternanze gesso/pelite, sono state interpretate come indicative di una ciclicità precessionale che controlla le oscillazioni climatiche caldo-umide. Sono stati riconosciuti 11 cicli nella sezione e 12 cicli nell’intervallo evaporitico toscano. E&#39; stato fissato il tetto della deposizione evaporitica a 5.69 Ma.<br>L&#39;intervallo superiore è stato riferito relativo fase post-evaporitica, grazie al rinvenimento di un&#39;associazione ad ostracodi costituita da Cyprideis agrigentina e dalla specie paratetidea Loxoconcha muelleri che ricade nella Zona a Loxocorniculina djafarovi (Carbonnel, 1978) ed è indicativa dell&#39;intervallo di “lago-mare”. La stessa associazione permette di riferire il paleoambiente deposizionale ad un ambiente continentale con acque mesoaline poco profonde. E&#39; da sottolineare che viene individuata, a Cava Migliarino, la prima comparsa delle biofacies paratetidee post-evaporitiche nell&#39;area mediterranea.<br>In questo intervallo superiore non è stato possibile il riconoscimento di una periodicità.<br>Nella Sezione di Cava Serredi sono stati riconosciuti quattro intervalli stratigrafici principali:<br>Per quanto concerne l&#39;intervallo inferiore la scarsità delle associazioni microfaunistiche, fanno supporre un ambiente poco ossigenato. L&#39;ostracofauna (associazione a Candona e Cyprideis) e la tipologia di sedimentazione, frequenti laminiti, sono indicativi di un ambiente lacustre con profondità limitate.<br>I caratteri sedimentoogici, paleontologici e stratigrafici, rilevati nell&#39; Intervallo medio, indicano un ambiente continentale di acque basse, interessato da frequenti apporti terrigeni.<br>Nell&#39; Intervallo superiore della porzione messiniana la deposizione, come dimostrato dall&#39;analisi condotta sulle associazioni ad ostracodi, avviene in ambiente continentale, con acque basse a salinità compresa fra l&#39;oligoalino-mesoalino, soggetto a periodici eventi di emersione (“paleosuoli”).<br>Lo studio delle ostracofaune mostra delle variazioni qualitative e quantitative delle associazioni, determinate da oscillazioni batimetriche e da cambiamenti dei parametri chimici delle acque, che hanno permesso di riconoscere 19 intervalli. <br>Le analisi geochimiche, effettuate per Mg e Sr, hanno mostrato, nei vari grafici, una distribuzione circoscritta dei valori e un probabile mixing fra acque dolci e mesoaline. Inoltre sembra escluso un qualsiasi contatto con acque marine.<br>L&#39;intervallo pliocenico è caratterizzato da associazioni microfaunistiche indicative di un ambiente marino riferibile alla zona neritica.<br>Il passaggio al Pliocene è rapido, ed avviene in ambiente sempre sommerso (“acqua su acqua”).<br>Le curve di variazione dei record climatici e quelle relative di frequenza dei records fossili, hanno permesso di riconoscere 14 cicli della precessione nei depositi d lago-mare espressi nella sezione di Cava Serredi.<br>Per quanto riguarda la Sezione di Cuevas del Almanzora sono stati riconosciuti tre intervalli caratterizzati da un diverso contenuto microfaunistico.<br>Procedendo dalla base della sezione verso l’alto, incontriamo un primo intervallo compreso fra 0 e 4,40 m nel quale l’ostracofauna è rappresentata da specie ad affinità paratetidea indicative dell’intervallo di “Lago-Mare” del Messiniano terminale. Questo permette di riferire la parte bassa della sezione alla Zona a L. djafarovi (Carbonnel, 1978). L&#39;analisi, qualitativa e quantitativa delle associazioni ha permesso di riferire tale intervallo ad un ambiente continentale con acque basse ipoaline.<br>L’intervallo intermedio, transizionale, che si estende da 4,50 m a 5,45 m, è caratterizzato dall’associazione di specie marine e a cui si associano esemplari del genere Cyprideis. <br>Nell&#39;intervallo superiore, e fino al tetto della sezione, le associazioni ad ostracodi indicano un ambiente francamente marino e rappresentato da specie di acque profonde (batiale).<br>Considerando le diverse profondità degli ambienti pliocenici individuati a Cava Serredi e nella sezione di Sezione di Cuevas del Almanzora, sembra verosimile ipotizzare che durante il Messiniano terminale si siano impostati diversi bacini endoreici posti a quote differenti. <br>Per quanto riguarda l’analisi sistematica, effettuata sui campioni delle tre sezioni studiate, sono state determinate 59 specie alcune delle quali mai segnalate in letteratura.<br><br>
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