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Tesi etd-02262016-084155


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
FOSCHI, GIULIA
URN
etd-02262016-084155
Title
Macular traction: pharmacological vitreolysis as a new therapeutical approach
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Dott. Guidi, Gianluca
Parole chiave
  • vitreolisi
  • OCT
  • Ocriplasmina
  • foro maculare
  • VMTS
Data inizio appello
15/03/2016;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
15/03/2019
Riassunto analitico
L&#39;Interfaccia Vitreomaculare è stata recentemente studiata in maniera approfondita grazie all&#39;avvento della tomografia a coerenza ottica (OCT). La Sindrome da Trazione Vitreo Maculare (STVM) è una condizione patologica che minaccia la vista, in cui i pazienti subiscono l&#39;insorgenza di metamorfopsie e progressiva riduzione dell&#39;acuità visiva. Con l&#39;invecchiamento dell&#39;occhio, il gel vitreale si liquefa e si contrae, le sue connessioni posteriori alla retina, al disco ottico e ai vasi retinici si fanno più lasse. Questo processo è chiamato “Distacco Posteriore del Vitreo” (PVD). Esso è rilevato in metà dei soggetti a 50 anni ed in quasi tutti i soggetti a 80 anni o più.1<br><br>La Sindrome da Trazione Vitreo Maculare (VMTS) insorge quando il gel vitreale inizia a liquefarsi e non si rilascia completamente o si separa dalle sue adesioni alla porzione centrale dell&#39; interfaccia vitreoretinica, la macula, che sono sostenute da fibrille di collagene. Il bisogno clinico di trattare una<br><br>VMTS sintomatica è un aspetto importante nella pratica dello specialista della retina, in quanto tale affezione non solo è significativa dal punto di vista dell&#39;acuità visiva, ma si crede che sia associata anche ad altre condizioni patologiche dell&#39;occhio, come la degenerazione maculare essudativa correlata all&#39;età, le membrane epiretiniche, l&#39;edema maculare e l&#39;occlusione delle vene retiniche.1 16 2<br><br>Il trattamento della sindrome da trazione vitreomaculare riguarda l&#39;indirizzamento dell&#39;attacco di queste fibrille proteiche alla macula.3 In generale, il trattamento dei disordini dell&#39;interfaccia vitreomaculare, compresi la sindrome da trazione vitreomaculare e il foro maculare a tutto spessore (FTMH), in evoluzione o negli stadi iniziali, è stato tradizionalmente limitato all&#39;approccio chirurgico o osservazionale. L&#39;osservazione mira ad attendere che le fibrille si rilascino spontaneamente nel tempo; la vitrectomia via pars plana, che, fino a poco tempo fa, è stato l&#39;unico trattamento effettivo per la sindrome da trazione vitreomaculare e il foro maculare a tutto spessore, ne determina invece un rilascio meccanico. L&#39;osservazione ha però il rischio di perpetrare lo stress delle cellule maculari, in quanto esse rimangono distorte, mentre le possibilità di un rilascio spontaneo è piuttosto remota. La chirurgia per il rilascio meccanico della trazione vitreomaculare con la vitrectomia via pars plana ha un rischio associato di emorragia, infezione, distacco retinico, aumento della pressione intraoculare e formazione di cataratta.4 5Poiché la chirurgia comporta, dunque, sempre una certa percentuale di rischio, di solito è rimandata al momento in cui il peggioramento della vista è clinicamente rilevante o progressivo.<br><br>La vitreolisi con un enzima che sia attivo nei confronti dei substrati molecolari responsabili dell&#39;adesione vitreomaculare è un potenziale approccio biologico non chirurgico al trattamento di questi disordini. Sostanze dirette contro le componenti biochimiche dell&#39;interfaccia vitreomaculare, come condroitinasi, dispasi e ialuronidasi, sono state testate ma sono state abbandonate in quanto non avevano sufficiente efficacia clinica, oppure a causa delle complicanze, o entrambe.6 7 8 La plasmina e una sua forma tronca, l&#39;Ocriplasmina (in precedenza denominata Microplasmina), hanno mostrato efficacia in studi di vitreolisi in vivo su animali e uomini.9 10 11 Un tale approccio alle adesioni vitreomaculari sintomatiche potrebbe consentire di evitare la chirurgia, di trattare la patologia ad uno stadio più precoce, o entrambe le cose, il che porterebbe probabilmente a risultati migliori.12 13 6 7 8 14<br><br>Tale convinzione ha portato allo sviluppo, alla recente approvazione ed immissione in commercio dell&#39; Ocriplasmina.<br><br>L&#39;Ocriplasmina (Jetrea®; ThromboGenics, Iselin, N.J., USA) è una subunità proteasica ricombinante di 2 kDa derivata dalla plasmina umana, una serina proteasi, che può idrolizzare la laminina e la fibronectina, le quali, normalmente, connettono le fibre collagene e la superficie vitreoretinica. I risultati di studi preclinici e clinici hanno suggerito che l&#39;Ocriplasmina intravitreale induca la liquefazione vitreale e la separazione delle adesioni alla macula e alla retina peripapillare. Studi di fase 2 hanno dimostrato che l&#39;iniezione intravitreale di una singola dose di 125 µg di Ocriplasmina o fino a tre iniezioni di 125 µg ognuna, somministrate mensilmente, può indurre la risoluzione della trazione vitreomaculare e la chiusura dei fori maculari senza causare seri eventi avversi.12 15 L&#39;utilizzo dell&#39;Ocriplasmina è stato approvato dalla US Food and Drug Administration (FDA) nell&#39;ottobre del 2012, dalla<br><br>Commissione Europea dell&#39;Unione Europea nel marzo 2013 e dalla Health Canada nell&#39;agosto del 2013 per il trattamento di pazienti con una trazione vitreomaculare sintomatica con o senza foro maculare.16<br><br>Lo scopo di questo studio è di valutare i benefici e le complicanze dell&#39; iniezione intravitreale di Jetrea® nel trattamento della sindrome da trazione vitreomaculare e del foro maculare.
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