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Tesi etd-02262009-163103


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
BARSOTTI, CECILIA
URN
etd-02262009-163103
Title
Il trattamento chemio-chirurgico del carcinoma della cervice uterina in stadio localmente avanzato
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
Relatore Prof. Gadducci, Angiolo
Parole chiave
  • radioterapia
  • chemio-radioterapia concomitante outcome clinico
  • carcinoma cervicale
  • chemioterapia neoadiuvante
Data inizio appello
17/03/2009;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Il carcinoma della cervice uterina è la seconda neoplasia per incidenza nel sesso femminile dopo quello della mammella ed è anche la seconda causa di morte per decesso correlato a neoplasia, specialmente nei paesi in via di sviluppo. La disponibilità dei test di screening citologici ha contribuito a ridurre drasticamente l’incidenza del carcinoma cervicale invasivo specie nei paesi industrializzati, mentre nei paesi in via di sviluppo, dove non esistono programmi di prevenzione primaria, il carcinoma cervicale è una patologia comune con alto tasso di mortalità. La sopravvivenza a 5 anni secondo i dati FIGO dell’ Annual Report (2006) n. 26, è del 97.5% per le pazienti in stadio Ia1, 94.8% per lo stadio Ia2, 89.1% nello stadio Ib1, 75.7% per lo stadio Ib2, 73.4% per lo stadio IIa, 65.8% per lo stadio IIb, 39.7% per lo stadio IIIa, 41.5% per lo stadio IIIb, 22.0% per lo stadio IVa, e 9.3% per il IVb. Lo stadio clinico, il diametro tumorale, lo stato linfonodale, l’infiltrazione dei parametri e/o la positività dei margini, e lo stato degli spazi vascolari sono le più importanti variabili prognostiche per questa neoplasia. L’ isterectomia radicale con linfadenectomia e/o il trattamento radiante esclusivo hanno contribuito a migliorare l’outcome clinico nei tumori in stadio iniziale, ottenendo percentuali di sopravvivenza a 5 anni dell’ 80-90%, mentre la radioterapia rappresenta il trattamento di scelta nella malattia avanzata. Sino al 1999, la radioterapia esclusiva era il trattamento di scelta nelle pazienti con malattia localmente avanzata. In seguito ai risultati di 5 studi randomizzati, due meta-analisi hanno concluso che il trattamento standard è la chemio-radioterapia concomitante a base di platino. Recentemente, nuove strategie terapeutiche (chemioterapia neoadiuvante seguita da chirurgia o radioterapia) sono state utilizzate con risultati promettenti, anche se non sono al momento disponibili studi randomizzati a confermare tali dati. Lo scopo di questa tesi è stato quello di valutare il valore prognostico e predittivo di alcune variabili clinico-patologiche (età, istotipo, stadio FIGO, grado istologico, valore pre-trattamento di emoglobina e di piastrine, risposta clinica e patologica) in 43 pazienti con carcinoma cervicale in stadio FIGO Ib2-IIb che sono state sottoposte a chemioterapia neoadiuvante a base di cisplatino seguita da chirurgia radicale. L’età mediana delle pazienti era di 47 anni (range, 27-70). Una risposta patologica ottimale (malattia residua assente + malattia residua con invasione stromale <3 mm) è stata osservata in 11 pazienti (25,5%). Dopo un follow-up mediano di 53,8 mesi (3-167 mesi), 12 pazienti hanno sviluppato una recidiva di malattia, una è morta d’ictus senza evidenza clinica di neoplasia dopo 4,6 mesi e 10 sono morte a causa del tumore. La sopravvivenza mediana complessiva e la sopravvivenza libera da malattia nell’intera serie erano di 117 mesi e 112 mesi rispettivamente. La sopravvivenza libera da malattia è correlata significativamente allo stato linfonodale (p= 0.0001), allo stato degli spazi linfovascolari (p= 0.003), allo stato dei parametri e/o dei margini (p <0.00001), allo stadio tumorale (p< 0.00001) e alla conta piastrinica pre-chemioterapia (p= 0.008), mentre non è stata trovata alcuna correlazione con il valore dell’emoglobina pre-trattamento, con l’età, con il grado istologico e con il regime di chemioterapia utilizzato. La sopravvivenza globale è correlata in maniera significativa allo stato linfonodale (p =0.02), allo stato degli spazi linfovascolari (p=0.001), allo stato dei parametri e/o dei margini (p <0.00001), alla conta piastrinica pre-trattamento (p= 0.04), ma non vi è alcuna correlazione con lo stadio, con il valore dell’emoglobina pre-trattamento, l’età, il grado istologico e con il regime di chemioterapia. La sopravvivenza libera da malattia e la sopravvivenza globale sono migliori nelle pazienti che hanno raggiunto una risposta clinica completa e patologica ottimale rispetto a quelle che non l’hanno raggiunta, ma tali differenza non sono statisticamente significative. In conclusione, lo stadio tumorale e la conta piastrinica alla diagnosi, così come lo stato linfonodale, il coinvolgimento degli spazi linfo-vascolari dei parametri e/o la positività dei margini sul pezzo operatorio sono fattori predittivi per l’ outcome clinico di queste pazienti. L’identificazione di fattori di rischio clinico-patologici potrebbe pertanto consentire di pianificare adeguatamente il trattamento adiuvante postoperatorio. Nonostante i risultati promettenti in termini di risposte e di accettabile morbilità per avere una risposta conclusiva se il trattamento chemio-chirurgico debba essere considerato lo standard del trattamento del carcinoma cervicale localmente avanzato, bisognerà attendere i risultati dello studio dell’EORTC che confronta la chemioterapia neoadiuvante a base di cisplatino seguita da isterectomia radicale con chemio-radioterapia concomitante nelle pazienti affette da carcinoma cervicale in stadio Ib2-IIb.
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