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Tesi etd-02242011-133250


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
SANNA, ALICE
URN
etd-02242011-133250
Title
Spondilodisciti infettive: La casistica della U.O. Malattie Infettive di Pisa negli anni 2000-2010.
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Menichetti, Francesco
Parole chiave
  • tubercolosi
  • scintigrafia biotina
  • antibiotico-resistenza
  • infezione
  • febbre
  • rachialgia
  • diagnosi differenziale
Data inizio appello
15/03/2011;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
15/03/2051
Riassunto analitico
Le spondilodisciti sono definite come infezioni a carico dei corpi vertebrali e dei dischi intervertebrali adiacenti e rappresentano una patologia relativamente rara, che colpisce in media 2.4 persone ogni 100.000 abitanti/anno. Esse sono determinate da piogeni (in particolare i Gram positivi), micobatteri e miceti. La loro presentazione clinica è estremamente aspecifica, essendo rappresentata, nella maggior parte dei casi da comparsa o aggravamento di rachialgia, associata o meno a febbre: ciò contribuisce a ritardare per questi pazienti il momento in cui viene posta diagnosi, e di conseguenza posticipa l’inizio di una adeguata terapia. Come conseguenza del ritardo diagnostico possono insorgere gravi complicanze neurologiche, da compressione del midollo spinale, o deformità scheletriche. L’imaging ha un ruolo fondamentale nella diagnostica di questa patologia, e in particolare la RMN si rivela di una estrema utilità nel differenziare questa forma infettiva da altre cause di dolore rachideo. TC e metodiche di medicina nucleare (in particolare la scintigrafia con 111In-biotina e con leucociti autologhi marcati) contribuiscono alla individuazione dei focolai infettivi vertebrali. Le indagini microbiologiche sono rappresentate in prima istanza dall’emocoltura; il gold standard per questa forma infettiva è rappresentato inoltre dall’analisi del materiale derivato da biopsia vertebrale. La terapia medica è rappresentata da terapia antimicrobica (antibatterica, antitubercolare o antimicotica), adattata al paziente e laddove possibile allo spettro di sensibilità del microrganismo isolato. È talvolta necessario ricorrere a interventi chirurgici precoci (drenaggio ascessi voluminosi, stabilizzazione di fronte a complicanze neurologiche compressive) o tardivi (stabilizzazione vertebrale eseguita dopo la guarigione).<br>Lo studio oggetto di questa tesi è uno studio retrospettivo sulla casistica di infezioni vertebrali ricoverate presso l’U.O. Malattie Infettive della Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana dal 2000 al 2010, per un totale di 103 pazienti. Vista la povertà della casistica internazionale riguardante le spondilodisciti e la significativa casistica raccolta all’interno della nostra Unità Operativa, l’obiettivo del nostro studio è stato quello di riportare le caratteristiche dei nostri pazienti, valutando le caratteristiche cliniche, i reperti ematobiochimici, microbiologici e di imaging e concerneti l’outcome, al fine di contribuire alla conoscenza scientifica di questa patologia infettiva. Obiettivo secondario, ma non meno importante, la revisione dell’approccio diagnostico-terapeutico utilizzato all’interno della U.O. e dei risultati conseguiti comparati alla Letteratura internazionale, al fine di un continuo miglioramento dell’attività medica, secondo i dettami dell’evidence based medicine.<br>
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