Tesi etd-02182009-193316 |
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Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
SILVI, EMANUELA
URN
etd-02182009-193316
Titolo
Progetto di recupero del parco storico "Villa Fabbricotti" (Livorno).
Dipartimento
AGRARIA
Corso di studi
SCIENZE DELLA PRODUZIONE E DIFESA DEI VEGETALI
Relatori
Relatore Dott. Cinelli, Fabrizio
Relatore Prof. Massai, Rossano
Relatore Prof. Massai, Rossano
Parole chiave
- analisi strumentale
- archivio
- classe di pericolosità
- Comune Livorno
- database
- essenze arboree
- fitostabilità
- Livorno
- martello a impulsi
- monitoraggio
- parco
- parco pubblico
- parco storico
- progetto recupero
- protocollo SIA
- recupero
- resistografo
- restauro
- stabilità
- stabilità alberi
- villa
- villa Fabbricotti
- VTA
Data inizio appello
16/03/2009
Consultabilità
Non consultabile
Data di rilascio
16/03/2049
Riassunto
La Villa Fabbricotti, Villa livornese costruita alla fine del ‘600, è il frutto di diverse ristrutturazioni, operate dai proprietari che si sono succeduti nel corso dei secoli. Il parco era rappresentato da due tipologie distinte di giardino: la prima (compresa fra via Roma e il fabbricato principale della Villa) rappresentava un tipico esempio di “giardino inglese”, la seconda (compresa tra il fabbricato principale e viale della Libertà) di forma tipicamente geometrica, riportava ai giardini cinquecenteschi.
Nel 1936 il Comune di Livorno entra in possesso della proprietà: all’interno della Villa viene istituita la Biblioteca Labronica ed il parco viene trasformato in parco pubblico.
Il periodo bellico portò drastici mutamenti: i bombardamenti cancellarono ogni traccia dell’assetto paesaggistico; quando il parco fu ristrutturato, si persero i tratti tipici del giardino italiano e le essenze in esso contenute. Il parco assunse una connotazione più pratica e funzionale subendo modificazioni a livello della viabilità interna e furono introdotti spazi ludico-sportivi per bambini, punti didattici e di ristoro.
Il progetto di recupero del Comune ha lo scopo di riportare la struttura del parco il più possibile somigliante al periodo ante guerra, ricreando una viabilità logica e funzionale e raggruppando le zone ludiche e di massima affluenza in un unico settore. Inoltre appare necessario un riordino della vegetazione, intervenendo sulle piante impropriamente introdotte nel tempo, ridisegnando le aree perse e valorizzando le numerose alberature di pregio presenti: a tale fine è stato effettuato un monitoraggio puntuale delle singole piante arboree per determinarne posizione e condizioni di fitostabilità. Considerata la grande mole di lavoro che detto monitoraggio comporta, è stata considerata solo una metà del parco. Per esigenza di archiviazione in un database elettronico, ad ogni albero è stato assegnato un numero progressivo ed il settore è stato suddiviso in 9 aree, identificate con le lettere alfabetiche dalla “A” alla “H”
L'analisi delle piante è stata condotta con un approccio valutativo visivo (“Visual Tree Assessment “ o VTA) adottando una scheda allo scopo elaborata. È stata anche effettuata un’analisi strumentale (Resistografo) su 4 piante. Il metodo usato per classificare le essenze segue il protocollo SIA sulla stabilità degli alberi, modificato sulle indicazioni degli operatori del Comune di Torino. I parametri valutativi adottati per il raggruppamento nelle 5 classi di pericolosità sono stati: carie del tronco > 50 %, carie sui rami > 50 %, inclinazione del fusto > 25 %, stato del colletto mediocre/pessimo; questi sono stati analizzati mediante un calcolo algebrico di segni “+” e “-” riportato in una specifica tabella.
Dei 430 alberi monitorati 290 sono risultati in classe A (bassa pericolosità), 75 in classe B (pericolosità modesta), 20 in classe C (necessari controlli periodici), 45 in classe C / D (recuperabile con interventi manutentivi), nessuno in classe D (da abbattere).
Nel 1936 il Comune di Livorno entra in possesso della proprietà: all’interno della Villa viene istituita la Biblioteca Labronica ed il parco viene trasformato in parco pubblico.
Il periodo bellico portò drastici mutamenti: i bombardamenti cancellarono ogni traccia dell’assetto paesaggistico; quando il parco fu ristrutturato, si persero i tratti tipici del giardino italiano e le essenze in esso contenute. Il parco assunse una connotazione più pratica e funzionale subendo modificazioni a livello della viabilità interna e furono introdotti spazi ludico-sportivi per bambini, punti didattici e di ristoro.
Il progetto di recupero del Comune ha lo scopo di riportare la struttura del parco il più possibile somigliante al periodo ante guerra, ricreando una viabilità logica e funzionale e raggruppando le zone ludiche e di massima affluenza in un unico settore. Inoltre appare necessario un riordino della vegetazione, intervenendo sulle piante impropriamente introdotte nel tempo, ridisegnando le aree perse e valorizzando le numerose alberature di pregio presenti: a tale fine è stato effettuato un monitoraggio puntuale delle singole piante arboree per determinarne posizione e condizioni di fitostabilità. Considerata la grande mole di lavoro che detto monitoraggio comporta, è stata considerata solo una metà del parco. Per esigenza di archiviazione in un database elettronico, ad ogni albero è stato assegnato un numero progressivo ed il settore è stato suddiviso in 9 aree, identificate con le lettere alfabetiche dalla “A” alla “H”
L'analisi delle piante è stata condotta con un approccio valutativo visivo (“Visual Tree Assessment “ o VTA) adottando una scheda allo scopo elaborata. È stata anche effettuata un’analisi strumentale (Resistografo) su 4 piante. Il metodo usato per classificare le essenze segue il protocollo SIA sulla stabilità degli alberi, modificato sulle indicazioni degli operatori del Comune di Torino. I parametri valutativi adottati per il raggruppamento nelle 5 classi di pericolosità sono stati: carie del tronco > 50 %, carie sui rami > 50 %, inclinazione del fusto > 25 %, stato del colletto mediocre/pessimo; questi sono stati analizzati mediante un calcolo algebrico di segni “+” e “-” riportato in una specifica tabella.
Dei 430 alberi monitorati 290 sono risultati in classe A (bassa pericolosità), 75 in classe B (pericolosità modesta), 20 in classe C (necessari controlli periodici), 45 in classe C / D (recuperabile con interventi manutentivi), nessuno in classe D (da abbattere).
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