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Tesi etd-02172016-190656


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
TOGNARELLI, ALESSIO
URN
etd-02172016-190656
Title
EFFETTI DELLA PRESERVAZIONE DEL COLLO VESCICALE NELLA PROSTATECTOMIA RADICALE OPEN E ROBOTICA: RISULTATI DI UNO STUDIO RETROSPETTIVO DI COORTE
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Selli, Cesare
Parole chiave
  • da Vinci
  • carcinoma prostatico
  • stenosi anastomosi
  • incontinenza urinaria
  • ricostruzione muscolofasciale
Data inizio appello
15/03/2016;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La preservazione delle fibre circolari del collo vescicale è una metodica che si è confermata in grado di garantire un recupero più rapido della continenza urinaria dopo prostatectomia radicale. In particolare, è risultata efficace in pazienti operati sia con metodica laparoscopica robot-assistita (RALP) sia con intervento a cielo aperto (RRP). <br>Lo scopo del presente studio è stato rivalutare i pazienti sottoposti a intervento di prostatectomia radicale per carcinoma prostatico presso l’Urologia Universitaria dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana durante il periodo gennaio 2011-dicembre 2014, al fine di verificare i risultati funzionali riguardanti la continenza urinaria nei soggetti operati con i due diversi approcci: robotico e standard a cielo aperto.<br>Abbiamo preso in considerazione 86 pazienti con parametri omogenei per età, Body Mass Index, Comorbidity Index e volume prostatico, sottoposti a prostatectomia radicale nel periodo gennaio 2011-dicembre 2014: 46 operati con metodica RRP (gruppo 1) e anastomosi vescicouretrale eseguita con 6 punti staccati in Polysorb, e 40 pazienti operati con metodica RALP (gruppo 2) e anastomosi eseguita con 2 suture semicontinue in Poliglecaprone, previa ricostruzione posteriore secondo Rocco modificata da Patel. I pazienti sono stati valutati con uroflussometria, misurazione ecografica del residuo post-minzionale e, in caso di incontinenza urinaria, pad-test nelle 24 ore, per un follow-up medio nei due gruppi di 33 e 29 mesi rispettivamente. Criterio aggiuntivo di valutazione è stata la durata di permanenza del catetere vescicale nel periodo post-operatorio.<br>Il catetere vescicale è stato rimosso mediamente dopo 20,8 giorni nel gruppo 1 e 9,5 giorni nel gruppo 2. Undici pazienti che presentavano neoplasia di stadio maggiore di pT2, dei quali sette (15%) del gruppo 1 e quattro (10%) del gruppo 2, sono stati sottoposti successivamente a radioterapia, assieme a due pazienti del gruppo 1 con malattia pT2c. Il flusso massimo dei pazienti operati con RALRP è risultato migliore di quello dei pazienti operati con RRP (28,8 vs. 20,4 ml/s) con una significatività statistica p&lt;0,001. Sei pazienti del gruppo 1 hanno sviluppato stenosi dell’anastomosi vescicouretrale e sono stati sottoposti a successiva uretrotomia; in nessuno dei pazienti sottoposti a RALRP si è sviluppata questa complicanza. I soggetti continenti (utilizzo di nessun pad o utilizzo di un pad di sicurezza/die) erano rispettivamente 42 (91,3%) e 38 (95%) nei due gruppi, mentre gli incontinenti erano 4 (8,7%) e 2 (5%).<br>La preservazione del collo vescicale consente il recupero a lungo termine di una buona continenza urinaria post-operatoria. La tecnica robotica fornisce risultati sovrapponibili a quelli ottenuti con la tecnica open, ma non risulta gravata nella nostra esperienza da stenosi anastomotiche richiedenti trattamento endoscopico, garantendo inoltre un flusso urinario significativamente più valido. <br>Pertanto, le indicazioni per l’esecuzione della preservazione del collo vescicale sono valide sia nella chirurgia a cielo aperto che nella chirurgia robotica, ma quest’ultima, essendo associata ad un minor rischio di stenosi anastomotica, sembra trovare sempre maggiori indicazioni di applicazione.<br>
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