Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Titolo
Valutazione dell’integrazione con Enterococcus faecium (SF68) in un modello murino sperimentale di sindrome del colon irritabile
Corso di studi
BIOLOGIA APPLICATA ALLA BIOMEDICINA
Riassunto (Italiano)
La sindrome dell’intestino irritabile (irritable bowel syndrome, IBS) è un disturbo funzionale cronico e debilitante a livello gastrointestinale che colpisce tra il 9 e il 23% della popolazione nel mondo; si può riscontrare maggiormente nelle donne, in bambini e negli anziani, anche se l’insorgenza dei sintomi è più riscontrabile in pazienti con età inferiore a 45 anni.
Secondo il criterio di Roma IV e gli altri criteri precedenti (I, II, III) può essere suddivisa in 4 sottotipi: IBS-C (IBS con costipazione), IBS-D (IBS con diarrea), IBS-M (IBS mista) e IBS-U (IBS non classificata).
L’IBS viene associata a diversi sintomi quali, per esempio, dolore, distensione o disagio addominale, cambiamento nella frequenza delle feci o nel loro aspetto, sanguinamento rettale, perdita di peso, febbre, e anemia; può anche essere associata ad altri disturbi quali reflusso gastroesofageo, sintomi genito-urinari, fibromialgia, mal di testa, mal di schiena e sintomi psicologici.
La fisiopatologia dell’IBS non è ancora completamente compresa e sembra essere multifattoriale; molti fattori patogenetici in diverse combinazioni, non necessariamente presenti in ogni paziente, possono avere un ruolo importante; i principali coinvolti nella patogenesi sono predisposizione genetica, alterata motilità o ipersensibilità intestinale, infiammazione o infezione enterica, alterata immunità intestinale o alterazione del microbiota intestinale; altri fattori di rischio possono essere stress psicologico o disordini psicologici, abusi sessuali e intolleranze alimentari.
L’alterata composizione del microbiota intestinale gioca un ruolo importante nella patogenesi dell’IBS ed è per questo che diversi probiotici ad oggi sono testati per valutarne l’efficacia come plausibile alternativa terapeutica per il trattamento dei pazienti malati.
Un altro aspetto della patologia da tenere in conto è l’alterazione della permeabilità della barriera intestinale e di conseguenza l’alterata biodisponibilità del butirrato a livello degli enterociti.
Sulla base di queste evidenze, l’obiettivo di questa tesi è testare un nuovo integratore alimentare contenente il ceppo Enterococcus faecium SF68, e valutarne la sua abilità nel migliorare la disponibilità di butirrato a livello mucosale e l’efficacia, da solo o in combinazione con altri componenti, come butirrato, folato, nel contenere l’infiammazione e le disfunzioni della barriera intestinale in modelli con IBS-D.
Per questo scopo è stato sviluppato il protocollo post-infiammatorio necessario per mimare la condizione di IBS; è stato utilizzato un modello murino (topi C57BL/6 di 5 settimane) in cui gli animali ricevono 2,5 % di solfato di sodio destrano (DSS) disciolto in acqua per 5 giorni, seguiti da un periodo di recovery di due settimane in cui ricevono solo acqua ad libitum. Dopo tale periodo inizia il trattamento per 1 settimana.
Gli animali sono stati suddivisi nei seguenti gruppi: gruppo controllo sano (ricevente veicolo), gruppo controllo patologico (ricevente DSS) e gruppi riceventi le diverse tipologie di trattamento (SF68, butirrato, folato a diverse concentrazioni e associazioni).
Al termine della settimana, gli animali sono stati sacrificati e sono stati valutati i seguenti parametri: indice di attività della malattia (disease activity index, DAI), peso corporeo, sanguinamento rettale, consistenza delle feci, lunghezza e peso del colon e peso della milza.
Successivamente, sui tessuti prelevati (colon, ileo, feci, sangue) sono state eseguite analisi di vario tipo sfruttando le tecniche di Western blot necessarie per ricercare proteine di nostro interesse per valutare la permeabilità intestinale, e test ELISA per valutare parametri infiammatori a livello sistemico e tissutale.