L’insufficienza renale cronica del cane è una patologia caratterizzata da un basso indice di sopravvivenza e da una prognosi ad vitam che raramente supera l’anno. La terapia medica conservativa non riesce a contrastare efficacemente i fattori intrinseci al rene che determinano l’evoluzione progressiva della patologia. Gli studi effettuati sugli animali da laboratorio e sull’uomo riguardanti le alterazioni biochimiche a livello ematico e tissutale in corso di insufficienza renale cronica hanno evidenziato l’importanza del ruolo dei radicali liberi nell’involuzione del nefrone. E’ stato altresì evidenziato che un’adeguata integrazione con antiossidanti (ac.ascorbico, caroteni ed altri) può rallentare la progressione del danno renale. Lo scopo del seguente studio è stato quello di verificare la presenza di stress ossidativo nel cane con IRC tramite la determinazione plasmatica dei d-ROMs ( derivati dei metabolici reattivi dell’ossigeno) e del BAP (Potenziale Antiossidante Biologico). I due test sono stati eseguiti su un campione di soggetti affetti da IRC ed i risultati sono stati confrontati tramite test t di Student con quelli di un gruppo di controllo. L’analisi statistica ha mostrato una differenza altamente significativa (p < 0.01) tra i due campioni, analogamente a quanto è risultato negli studi compiuti sull’uomo. Successivamente sono stati confrontati tra loro i valori dei d-ROMs e del BAP dei soggetti con IRC che differivano tra loro per alcuni parametri clinici (vomito, disidratazione, anoressia), per tipo di alimentazione e per il tempo di sopravvivenza. Dall’analisi dei dati è emersa una differenza statisticamente significativa (p< 0.05) tra i valori dei d-ROMS dei soggetti alimentati con una dieta di alta qualità e quelli dei soggetti alimentati con una dieta casalinga o mista e tra i valori dei d- ROMs dei soggetti deceduti entro due settimane e quelli dei cani sopravvissuti. Non sono invece emerse differenze statisticamente significative in base alle variabili cliniche esaminate. I dati ottenuti, pur da ritenersi preliminari, sono conformi a quelli ottenuti in analoghi studi effettuati sull’uomo e confermano la presenza di stress ossidativo nel cane con IRC; essi sottolineano inoltre l’importanza dell’alimentazione nel controllo dello stress ossidativo e suggeriscono di indagare ulteriormente sulla possibilità di un utilizzo di tale parametro a fini prognostici.