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Tesi etd-02082008-101924


Thesis type
Tesi di laurea specialistica
Author
DONATI, DANIELA
URN
etd-02082008-101924
Title
Trattamento delle cisti ossee solitarie con Metilprednisolone Acetato (MPA): nostra esperienza
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
Relatore Prof. Guido, Giulio
Parole chiave
  • metilprednisolone
  • solitaria
  • giovanile
  • cisti
  • ossea
  • acetato
Data inizio appello
26/02/2008;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Il trattamento percutaneo delle cisti ossee solitarie giovanili con introduzione di Acetato di Metilprednisolone fu ideato<br>nel 1974 dal Prof. O. Scaglietti che ne descrisse la tecnica e riportò i primi soddisfacenti risultati, spingendo altri illustri<br>autori (Campanacci et al., 1975 e 1977; Corrado e Passaretti, 1976) a perseguire la stessa strada con risultati altrettanto<br>buoni. Desideriamo portare la nostra esperienza in merito a tale procedimento terapeutico, la cui semplicità di<br>esecuzione e gli ottimi risultati ottenuti fa sì che ancora oggi per noi continui ad essere il trattamento di scelta nelle cisti<br>ossee solitarie giovanili non complicate.<br>Presso la Clinica Ortopedica dell’Università di Pisa sono stati trattati dal 1980 al 2005, 92 pazienti, 63 maschi e<br>29 femmine, con età media assoluta di 12 anni (min 20 mesi-max 21 anni) per un totale di 162 trattamenti tutti<br>con la tecnica descritta dal Prof. Scaglietti. Tutti i piccoli pazienti sono stati studiati a distanza radiograficamente<br>prendendo come criteri di valutazione la classificazione di Neer che divide l’evoluzione della lesione in 4 stadi.<br>La guarigione radiografica si è osservata in tutti i pazienti. Per alcuni di loro è stato necessario ripetere più volte il<br>trattamento; in un solo paziente si è reso necessario effettuare 7 iniezioni di MPA. In 40 casi le cisti erano<br>complicate da frattura che abbiamo trattato con osteosintesi percutanea ed introduzione di medicamento.<br>Dall’analisi dei dati raccolti i risultati sono più che soddisfacenti e come viene evidenziato nella letteratura<br>internazionale, siamo del parere che l’introduzione di MPA si è rilevata semplice, veloce, riducendo i tempi chirurgici e<br>di anestesia per i piccoli pazienti, scarsamente invasiva, riproducibile nel caso di recidive ed è una ottima e degna<br>alternativa al trattamento con metodiche più aggressive.
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