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Tesi etd-02052014-232348


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
GIRAUDINI, MARTINA
URN
etd-02052014-232348
Title
Il monitoraggio immunologico nella sepsi
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Dott. Forfori, Francesco
relatore Prof. Giunta, Francesco
Parole chiave
  • sepsi
  • sistema immunitario
Data inizio appello
25/02/2014;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La sepsi rappresenta il principale problema sanitario a livello mondiale: nel 2012 è<br>stata calcolata una prevalenza di più di 20 milioni di pazienti a livello mondiale,<br>con una mortalità delle forme più gravi (sepsi severa e shock settico) stimata<br>intorno al 30% in Europa e negli Stati Uniti.<br>Sebbene i processi pro- ed anti-infiammatorio siano innescati<br>contemporaneamente dall’insulto settico, generalmente si assiste ad una<br>predominanza iniziale della fase iperinfiammatoria (SIRS), sulla quale i nuovi<br>approcci terapeutici hanno avuto un impatto importante. Il successivo shift verso<br>una risposta prevalentemente anti-infiammatoria (CARS) provoca uno stato netto<br>di immunosoppressione, che riduce sensibilmente la capacità del paziente di<br>eradicare l’infezione e predispone ad infezioni secondarie, nonostante l’utilizzo di<br>terapie antibiotiche specifiche ed appropriati protocolli di prevenzione.<br>L’osservazione che più del 70% delle morti per sepsi si osserva dopo i primi 3<br>giorni dall’onset, e molte di esse avvengono dopo settimane, permette di<br>comprendere l’importanza di questo shift verso l’immunoparalisi. Infatti l’intensità e<br>la durata delle disfunzioni immunitarie indotte dalla sepsi sono state associate con<br>aumentato rischio di eventi sfavorevoli (aumento della mortalità o infezioni<br>secondarie acquisite in UTI).<br>Il ruolo dell’immunoparalisi nella fisiopatologia della sepsi e nel determinare la<br>mortalità dei pazienti affetti da sepsi severa e shock settico costituisce il razionale<br>per l’inizio di trials che testino farmaci immunostimolanti.<br>Lo studio nasce con l’obiettivo di documentare le alterazioni del sistema<br>immunitario presenti in corso di sepsi severa e shock settico attraverso il<br>monitoraggio nel tempo di alcuni parametri immunologici.<br>Nello studio sono stati considerati diversi parametri immunologici per valutare<br>alcune delle alterazioni dell’immunità sia innata che adattativa che si verificano in<br>corso di sepsi severa e di shock settico. Sono stati valutati più biomarkers per<br>fornire un quadro dello stato immunitario dei pazienti che fosse il più completo<br>possibile, considerando le complesse interazioni tra le diverse componenti del<br>sistema immunitario.<br>In particolare nei pazienti ricoverati in UTI con diagnosi di sepsi severa/shock<br>settico, attraverso prelievi ematici, sono stati monitorati l’espressione di CD64 sui<br>neutrofili, l’espressione di HLA-DR sui monociti, la conta dei linfociti T e delle<br>relative sottopopolazioni (CD4+, CD8+, NK, Tregolatori) e l’espressione del<br>recettore per IL7(CD127) sui linfociti TCD4+ e CD8+, la conta dei linfociti B totali e<br>della sottopopolazione CD19+CD23+, i livelli di Ig plasmatiche (in particolare IgM,<br>IgA, IgG) ed i livelli di alcune citochine circolanti (IL10, TNFa, IFNg).<br>I prelievi sono stati effettuati, per ogni paziente, in tre diversi tempi (entro 12 ore<br>dall’ammissione in UTI, al terzo-quarto giorno ed al settimo-ottavo di degenza) per<br>valutare l’andamento nel tempo dei diversi parametri.<br>Lo studio dei suddetti parametri è stato associato a quello di marcatori utilizzati<br>routinariamente in UTI, quali il dosaggio ematico di procalcitonina, proteina C<br>reattiva, lattati ematici, ed al calcolo degli scores clinici SOFA e SAPS II.<br>Infine si è cercato di stabilire una correlazione tra le alterazioni immunitarie<br>riscontrate e l’outcome dei pazienti, valutando la durata della degenza in terapia<br>intensiva e il tasso di mortalità durante il monitoraggio e a 28 giorni.<br>Dall’osservazione del nostro campione si riscontra uno stato di<br>immunosoppressione precoce nel decorso della malattia, in corrispondenza con<br>l’insorgenza dello shock settico.<br>L’analisi complessiva dei profili immunologici specifici evidenzia lo stato di<br>immunoparalisi, che caratterizza i pazienti con shock settico e che può non esser<br>rilevato dagli indicatori classici del sistema immunitario. Infatti, analizzando i<br>parametri standard si assiste ad una disomogeneità dei valori spesso forviante per<br>la valutazione della competenza immunitaria di questi pazienti.<br>Dallo studio condotto emerge chiaramente come i marcatori immunologici<br>possano rilevarsi utili sia per la diagnosi dell’immunodepressione, presente nei<br>pazienti con shock settico, sia come indicatori prognostici. Ovviamente essendo lo<br>studio basato su una popolazione di pochi pazienti i dati riscontrati richiedono<br>conferme in un campione più ampio.<br>Inserire tale “immunomonitoraggio” nella pratica clinica potrebbe rivelarsi utile per<br>stratificare il rischio dei pazienti settici, individuando sottogruppi di pazienti ad alto<br>rischio di mortalità o di infezioni nosocomiali, e per identificare con maggiore<br>precisione la fase immunosoppressiva della sepsi e quindi selezionare i pazienti<br>che potrebbero ricevere maggior beneficio dai trattamenti immunostimolanti.
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