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Archivio digitale delle tesi discusse presso l’Università di Pisa

Tesi etd-02012017-100534


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
POMIDORO, LUIGI
URN
etd-02012017-100534
Titolo
Gli strumenti di analisi economico-finanziaria applicati ad aziende del settore cartario
Dipartimento
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Relatori
relatore Prof.ssa Talarico, Lucia
Parole chiave
  • analisi
  • settore cartario
Data inizio appello
20/02/2017
Consultabilità
Completa
Riassunto
Storia e cultura
La carta è nata in Cina, agli inizi della nostra era, e ha impiegato quindici secoli a diffondersi in tutto il mondo civilizzato. La vicinanza di un centro abitato, l’esistenza delle materie prime e la presenza dell’acqua favorirono l’installazione delle cartiere in determinate località. Queste tre condizioni si trovarono riunite in Cina fin dal I secolo d.C., mentre in Europa una simile favorevole congiuntura si presenterà soltanto per gradi, dal XII al XVI secolo.
Le cronache degli Han riferiscono che nell’anno 105 l’eunuco Ts’ai Lun, gran dignitario di corte, presentò all’imperatore cinese i primi fogli di carta. Perfezionata da Tso Tsui-yi, la carta fu adibita, nei secoli seguenti, agli usi più disparati: carta per ornare case e templi, carte per scrivere bibliografie e cronache, carte da involgere, tovaglioli di carta e carta igienica. Dal V secolo in poi la carta si diffuse per tutto l’impero in forme svariate ed elaborate, ma rimase un segreto della Cina fino all’VIII secolo, quando, in seguito alle sorti di una battaglia, giunse nell’Islam. Nel 751, durante una spedizione militare verso le frontiere della Cina, il governatore generale del Califfato di Bagdad catturò a Samarcanda due fabbricanti di carta cinesi; valendosi del loro aiuto, impiantò una cartiera in quella città, località propizia per la presenza di acqua, canali di irrigazione e campi di lino e di canapa. Da Samarcanda e da Bagdad l’industria cartaria si diffuse in tutte le province del mondo musulmano e successivamente in Italia.
La fabbricazione della carta a Lucca ha origini molto lontane nel tempo ed è strettamente legata alla ricchezza di acqua presente nel territorio. Una prima importante traccia è datata 1307, anno in cui venne creata la Corporazione dei Cartolai a Lucca. I Cartolai si dedicavano alla produzione di carta pergamena per scrivere (prodotta con il vello degli animali - ovini e caprini - anche chiamata "cartapecora") e producevano soprattutto carta e libri, tra i quali spiccavano i cosiddetti "libri di ragione", utilizzati dai mercanti per segnarvi l'amministrazione.
Nel 1400 l'attività dei Cartolai cessò e, nel contempo, a Bagni di Lucca cominciò a diffondersi la carta ottenuta con gli stracci.
Nella metà del '500 nacque la prima vera cartiera a Lucca ad opera di Vincenzo Busdraghi. La sede fu un vecchio mulino, attrezzato e restaurato, grazie anche all’aiuto economico della famiglia nobile lucchese Buonvisi. Per circa un secolo questa rimase l'unica cartiera esistente nel territorio lucchese.
Intorno alla metà del '600 alcune importanti famiglie nobili lucchesi, ed in particolare la famiglia Biagi, di dedicarono al settore della carta e alla fine del secolo esistevano ben 8 cartiere nello Stato di Lucca: la cartiera Buonvisi, la cartiera Montecatini a Piegaio, la cartiera Biscotti a Villa Basilica, la cartiera Tegrimi a Vorno, la cartiera del capitano Francesco Pacini a Villa Basilica, la cartiera Grassi, la cartiera di Anchiano e la cartiera di Collodi. Tra queste spiccava la cartiera Tegrimi di Vorno, che produceva carta di eccellente qualità, forse merito dell’ottima acqua della zona, ed aveva intensi rapporti con l'estero.
In questo periodo le cartiere dell'area lucchese erano generalmente su tre piani, che corrispondevano alle fasi di lavorazione della carta:
• al pianterreno erano presenti il tino (vasca dove venivano lavati gli stracci) e le pile (sorta di magli di legno mossi ad intervalli regolari da mulini ad acqua per la triturazione degli stracci);
• al primo piano venivano preparati gli stracci, ultimati i lavori di rifinitura della carta ed eseguito il confezionamento in risme e in balle;
• all'ultimo piano era posto lo stenditoio per l'asciugatura.
Le 8 cartiere di questo periodo raggiunsero una produzione annuale di 16.000/20.000 risme di carta.
Tuttavia proprio questa fioritura di cartiere e la conseguente prosperità portarono, verso la fine del '600, alla "guerra degli stracci". Si trattò di una lotta tra alcuni mercanti di stracci, che, attraverso il porto di Viareggio, miravano ad esportare il loro prodotto, e gli imprenditori delle cartiere, che desideravano conservare in patria la materia prima. Ad ottenere la meglio furono i "fabbrichieri della carta", vale a dire gli imprenditori delle cartiere, e l'esportazione degli stracci venne limitata e regolamentata.
Il '700 si denotò come teatro di forti sviluppi nel settore cartario e la carta continuò ad essere fonte di un'intensa attività a Lucca.
Il secolo successivo identificherà nell'anno 1834 un momento di svolta molto importante per il settore cartario a Lucca: infatti in questo anno un farmacista di Villa Basilica, Stefano Franchi, inventò per caso la carta-paglia, ossia la carta gialla usata per imballare. Egli usò un composto formato da paglia, calcina e acqua. Grazie a questa "invenzione" poteva essere creato un prodotto di facile rifornimento e con costi contenuti. Il successo ottenuto fu veramente notevole, basti pensare che nel 1911 la provincia di Lucca "vantava" 106 cartiere artigianali e a conduzione familiare, con circa 1.400 addetti in totale. E in tale contesto fu proprio la carta-paglia ad essere il prodotto principale con 65.000 quintali di produzione l’anno. Tanta era l’importanza della carta-paglia, che nel quartiere lucchese di Borgo Giannotti veniva stabilito il prezzo della materia prima (la paglia) e definito il costo di riferimento per tutta Europa.
Nel 1971 le cartiere di Lucca erano 211 e proprio negli anni settanta la carta-paglia venne sostituita dalla produzione di tissue e cartone ondulato. Era ormai finita l'era della tanto amata "carta gialla": nel 1976 una legge, rivolta a proteggere l'acqua come bene ambientale, ne rese, infatti, troppo onerosa la produzione. Fortunatamente le aziende locali seppero trasformarsi e dedicarsi ai nuovi prodotti, creando a Lucca un polo cartario di importanza mondiale.
Nel XX secolo, all’inizio degli anni ‘60, quando in Italia il tissue non era ancora un prodotto affermato, le molte cartiere presenti nella zona di Lucca - tutte a conduzione familiare - si dedicavano per lo più alla fabbricazione di carte da imballaggio o alla cosiddetta carta gialla, realizzata con la paglia ed utilizzata per avvolgervi gli alimenti.
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