Il presente lavoro si proposto di analizzare l’istituto della tutela cautelare all’interno del processo tributario. Tema che appare di particolare rilevanza in ambito tributario, considerando che la maggior parte degli atti emessi da parte dell’Amministrazione finanziaria, in virtù del potere di c.d. autotutela positiva che l’ordinamento le conferisce, sono immediatamente esecutivi, ovvero possono incidere direttamente nella sfera giuridica del contribuente, senza che sia necessario l’intervento di un giudice. La questione di particolare interesse, su cui maggiormente l’elaborato si concentrerà, verte principalmente sulla recente revisione subita dall’istituto, operata per mezzo del d.lgs. 24 settembre 2015, n. 156, a cui si è voluto offrire un contributo, andando a comprendere come le nuove previsioni operano per il processo tributario ed analizzando le questioni rimaste tuttora irrisolte. Saranno analizzate le questioni relative alla mancanza di forme di tutela cautelare ante causam e la non impugnabilità dell’ordinanza di sospensione, entrambe escluse per il solo processo tributario ed ammesse invece, a seguito dell’evoluzione legislativa e della giurisprudenza di legittimità, tanto nel processo civile che in quello amministrativo. Si proverà quindi a ravvisare e sostenere eventuali profili di incostituzionalità a seguito di tali mancanze. Sarà inoltre analizzata la discussa sospensione anche dei c.d. “atti negativi”, attraverso le sue possibili modalità applicative. Nelle conclusioni finali si farà una valutazione di quello che è l’istituto oggi, con riflessioni critiche sulle effettive esigenze di tutela che necessità il processo tributario. Saranno offerti inoltre degli spunti di evoluzione dell’istituto in relazione all’applicazione delle forme di tutela previste nel rito civile e amministrativo.