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Tesi etd-01272014-090814


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
PELLEGRINI, SILVIA
email address
silviapellegrini1989@hotmail.it
URN
etd-01272014-090814
Title
Il Controllo organizzativo nelle Piccole e Medie imprese.
Struttura
ECONOMIA E MANAGEMENT
Corso di studi
STRATEGIA, MANAGEMENT E CONTROLLO
Supervisors
relatore Prof.ssa Bonti, Mariacristina
Parole chiave
  • PMI
  • meccanismi operativi
  • familiari
  • minore dimensione
  • piccole e medie imprese
  • organizzazione
  • organizzativo
  • controllo
  • gestione
Data inizio appello
28/02/2014;
Consultabilità
Completa
Riassunto analitico
Obiettivo del presente lavoro è analizzare il rapporto che l’impresa di minori dimensioni ha con la tematica del controllo organizzativo ed analizzare come e se tale rapporto possa invece evolversi, a vantaggio dell’efficienza, della consapevolezza e dell’efficacia organizzativa della piccola e media impresa, sempre tenendo ben presenti le sue peculiarità.
Tramite la presentazione del rapporto annuale Istat 2013, si pone subito in evidenza, all’inizio lavoro, il perché della scelta di occuparci proprio delle imprese di minori dimensioni. Tale rapporto conferma che in Italia oltre il 95 per cento delle imprese abbia meno di 10 addetti (la media europea è del 92.2 per cento) ed oltre il 50 per cento ne impieghi addirittura uno solo.
Tale rilevazione svolta tra settembre 2012 e febbraio 2013, rende dunque evidente l’importanza delle micro, piccole e medie imprese all’interno del tessuto economico - sociale del nostro Paese e la loro importanza di conseguenza anche ai fini di una possibile ripresa economica italiana.
Appare dunque fondamentale l’adeguata comprensione delle peculiarissime caratteristiche di tale tipo di imprese, delle opportunità da esse sfruttabili, nonché degli strumenti utilizzabili a tale scopo, affinché possano perdurare nel tempo, svilupparsi, essere sempre più competitive e perché no, essere effettivamente il motore per la ripresa del nostro Paese.
Il proposito che ci poniamo nel primo capitolo è proprio quello di analizzare i tratti peculiari delle piccole e medie imprese, al fine di poter procedere poi, nel corso del lavoro, a fare ulteriori considerazioni sulle opportunità ed i vincoli legati all’implementazione di un eventuale sistema di controllo in tali realtà.
Si tratta infatti di realtà particolarissime, le PMI, che non possono essere assimilate alle grandi imprese, né tantomeno si può ad esse attribuire, come spesso è stato erroneamente fatto nel passato, le caratteristiche della grande impresa ma con un livello di complessità gestionale minore.
Nel secondo capitolo passiamo all’analisi del concetto di controllo ed alla sua evoluzione all’interno della letteratura verso il concetto di controllo organizzativo che si sceglie di utilizzare nel presente lavoro. Lo scopo del presente capitolo infatti è quello di chiarire il campo di indagine e riportare le definizioni ed i concetti tradizionali relativi al controllo, più utilizzati in letteratura, nonché quelli che si ritengono preferibili e verranno utilizzati nel proseguo del lavoro.
La definizione di controllo che si sceglie di utilizzare nel presente lavoro è quella di controllo organizzativo, da intendersi come un processo con implicazioni psicologico – sociali e culturali attraverso il quale è possibile incidere sul comportamento dei membri di un’organizzazione per aumentare il loro coinvolgimento nel raggiungere gli obiettivi fissati.
Lo scopo del terzo capitolo è quello di approfondire i meccanismi operativi del controllo organizzativo: controllo di gestione, controllo strategico, sistema informativo e gestione delle risorse umane, la cui azione coordinata deve necessariamente conciliarsi con le altre variabili organizzative quali la cultura, lo stile di direzione e la struttura organizzativa.
Nel quarto capitolo ci proponiamo di analizzare il controllo organizzativo alla luce delle caratteristiche delle imprese di minori dimensioni e di concentrarci sulle particolari applicazioni dei vari meccanismi in tale tipo di imprese.
Il controllo organizzativo infatti appare particolarmente interessante per tale tipo di imprese. In particolare l’enfasi riposta da tale concetto sulle risorse umane e sul controllo culturale ben si applicano in tali realtà.
Al termine del capitolo l’attenzione viene focalizzata sui possibili effetti di ritorno sull’organizzazione del cambiamento del sistema di controllo e dell’introduzione di nuovi strumenti all’interno di tali particolari realtà. Affrontiamo perciò anche l’analisi delle possibili “patologie del controllo” in cui l’impresa minore, date le sue caratteristiche può facilmente incorrere, rappresentando veri e propri rischi da tenere presenti qualora si scelga di modificare od intensificare un sistema di controllo.
L’analisi proposta si conclude con l’evidenziazione degli indubbi vantaggi che, seppure con le dovute accortezze, potrebbero derivare all’impresa di minori dimensioni come conseguenza di un’implementazione del sistema di controllo organizzativo e del controllo di gestione, considerato sulla base del concetto analizzato, uno dei meccanismi operativi del controllo stesso.
L’imprenditore avrebbe in particolare la fondamentale possibilità di guardare più consapevolmente allo sviluppo dell’impresa e di compiere un processo decisionale maggiormente oggettivo e basato su criteri razionali.
Un’attenzione particolare dovrà essere posta al mantenimento della necessaria flessibilità dell’impresa e nel compiere un’adeguata ed attenta valutazione e comparazione di benefici e costi (anche organizzativi) del cambiamento stesso, già in fase progettuale, cercando di evitare un approccio eccessivamente “tecnicista”. L’introduzione di un sistema di controllo organizzativo inoltre induce l’imprenditore ad avere una maggiore consapevolezza di sé e della sua impresa, incentivando un importante processo di apprendimento e rappresentando dunque un’importante fonte di sviluppo per l’impresa di minori dimensioni.
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