Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Titolo
Profili attuali del fenomeno della corruzione al tempo della pandemia
Dipartimento
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
SCIENZE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
Riassunto (Italiano)
In questo biennio di emergenza sanitaria che ha determinato una grave crisi sanitaria e socio-economica a livello mondiale, Papa Francesco, in un tweet, in occasione della Giornata Internazionale della lotta alla corruzione del 9 dicembre 2021, rivolge un duro appello a tutta la comunità e “tuona” contro la corruzione: “In questo periodo di ripresa non sarà la foga di recuperare quanto perduto a garantire un sviluppo solido e duraturo, ma l’impegno a promuovere il risanamento della società, in particolare attraverso una decisa lotta alla corruzione”.
A risvegliare l’attenzione sul problema, non è solo Papa Francesco, ma le vicende di malaffare che hanno interessato la sanità italiana durante la pandemia da covid-19, hanno dimostrato che il problema della corruzione, che affligge l’Italia da tempo, non è stato mai risolto, nonostante l’impegno delle Istituzioni per combatterlo e arginarlo.
Può essere definita, usando una metafora medica, un “virus” pericoloso, che muta velocemente, che contagia e disgrega il nostro tessuto sociale, economico, politico, istituzionale, corrode i “sani principi etici” che sono alla base della democrazia.
Dopo lo tsunami di Mani Pulite, nonostante l’inasprimento delle sanzioni penali e l’approvazione della Legge 190/2012, c.d. legge Severino, altri gravi scandali hanno scosso l’opinione pubblica. La vicenda del Mose a Venezia, Expo a Milano, la vicenda dei rifiuti di Roma Capitale, Sorella Sanità in Sicilia, hanno messo in evidenza che la corruzione continua ad esistere, proliferare e infiltrarsi, in maniera sempre più capillare e profonda in tutti i settori, una “pratica abituale” che si riproduce all’infinito, che acuisce le disuguaglianze e la povertà nel paese, lasciando nello sgomento l’intera collettività, ed è diventata un vero e proprio “sistema illegale” parallelo a quello dello Stato, sempre più impunita e tollerata.
Questo dimostra che non c’è solo un problema di applicazione delle leggi vigenti, ma che questo “male” si annida nell’animo umano, nessuno è immune, è presente nei nostri gesti quotidiani, indebolisce i valori umani, si estende a tutto il sistema nel suo complesso, arreca gravi danni alla comunità in termini sociali e economici, con la sottrazione di ingenti risorse pubbliche a detrimento della collettività, una “tassa occulta” che pagano i cittadini onesti.
Un problema che riemerge in tutta la sua attualità e drammaticità durante la crisi pandemica, poiché il prezzo è pagato in termini di vite umane.
Non c’è una definizione giuridica “universale” del fenomeno della corruzione, ma per comprendere i complessi meccanismi che la governano e su cui si regge, diventa necessario fare un’analisi del fenomeno nei suoi aspetti generali per poi affrontarlo nelle sue dinamiche più profonde, per definirne i contorni in tutti i suoi poliedrici aspetti.
L’analisi, dunque, non si limita all’esposizione delle forme della corruzione, si cercherà di comprendere come la corruzione pulviscolare amministrativa diventa organizzata e sistemica, come cresce, si nutre, evolve dinamicamente, adattandosi alle nuove mutate condizioni ambientali, specializzandosi in nuove competenze di “illegalità”.
Un’analisi finalizzata a capire i complessi meccanismi che la regolano, i delicati “equilibri”, esterni e interni, che ne permettono la sopravvivenza, gli intrecci con il mondo degli appalti pubblici e quelli della sanità, settore particolarmente vulnerabile, poiché offre maggior occasioni di corruzione, data l’immissione di ingenti somme di denaro pubblico nel circuito economico, a livello globale, per alleviare la crisi pandemica ed economica che ne è derivata, fonte di lucrosi profitti e “rendite” illecite su cui la criminalità organizzata concentra i suoi interessi.
Il legislatore italiano, di fronte all’inarrestabile e dilagante crescita della corruzione, ha dato una risposta forte, con l’adozione, “top-down”, di un modello repressivo e sanzionatorio dal punto di vista penalistico, al quale, ha successivamente affiancato un modello di prevenzione della corruzione e dell’illegittimità nella pubblica amministrazione, introdotto dalla legge Severino, improntata su una logica di pianificazione, trasparenza e prevenzione.
Alla luce dei nuovi scandali corruttivi, a distanza di quasi dieci anni dalla legge 190/2012, caposaldo della lotta contro la corruzione, si comprende che non bastano solo le leggi a contrastarla efficacemente.
Considerando il fatto che la corruzione è una pratica occulta, sommersa, capillare, sistemica, unita a una pesante immoralità del comportamento degli attori, la risposta deve essere anch’essa sistemica.
“Né la Costituzione più saggia, né le leggi più saggie possono garantire la libertà di un popolo i cui costumi sono universalmente corrotti”, partendo da quest’affermazione del filosofo Samuel Adams vissuto nel 1700, la miglior “cura” contro l’illegalità e la corruzione sistemica è quella, da un lato, di cercare di recuperare la legalità, implementare l’efficacia degli strumenti repressivi, di prevenzione e di controllo istituzionali per innescare, indirettamente, una ricaduta positiva a soluzione dei problemi economici e sociali che ne derivano, dall’altro lato, ricostruire, “bottom-up”, i valori etici, morali, civili e politici, scuotere e risanare le “coscienze”, intervenire sulla dimensione morale e culturale del problema, per tentare di rompere gli “equilibri” interni su cui si reggono i meccanismi della corruzione sistemica, sperando in un effetto “valanga”.
Puntare sulla promozione e sulla diffusione della cultura dell’anticorruzione, della trasparenza e dell’integrità.