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Thesis etd-01162023-114939


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
MARINO, GIANMARCO FRANCESCO
URN
etd-01162023-114939
Thesis title
La disciplina del lido del mare tra regimi di riserva e prospettive di valorizzazione
Department
GIURISPRUDENZA
Course of study
GIURISPRUDENZA
Supervisors
relatore Favaro, Tamara
Keywords
  • concessioni demaniali marittime
  • codice della navigazione
  • diritto di insistenza
  • direttiva Bolkestein
Graduation session start date
01/02/2023
Availability
Withheld
Release date
01/02/2026
Summary
Questa tesi tratta l'argomento delle concessioni demaniali marittime. Nel primo capitolo si affronta la disciplina da un punto di vista storico, seguendone l'evoluzione a livello normativo, concentrandosi principalmente sul cambio di paradigma da una concezione privatistica dell'istituto ad una concezione pubblicistica, fino ad arrivare all'approvazione, nel 1942, del Codice della Navigazione, ancora oggi in vigore. La trattazione prosegue soffermandosi sulle principali regole di gestione e i principi generali delle concessioni pubbliche, introducendo poi i principi fondamentali dettati dallo stesso Codice della Navigazione, e spiegando il riparto di competenze tra Stato, Regioni e Comuni. Inoltre, si approfondisce il procedimento relativo al rilascio della concessione, nonché le varie vicende relative al rapporto concessorio, come il subingresso e la subconcessione. Il primo capitolo si chiude con un approfondimento sulle problematiche generate da tali concessioni, più precisamente le continue proroghe succedutesi nel corso degli anni, e la determinazione dei canoni demaniali, che hanno generato un dibattito giuridico molto ampio, e protrattosi per tanti anni. Il secondo capitolo si apre con l’introduzione della Direttiva Bolkestein, conosciuta anche come “Direttiva Servizi”. Questo testo normativo, che si poneva l’obiettivo di armonizzare la disciplina dei servizi a livello europeo, si applica anche alle concessioni di beni pubblici in virtù di una pronuncia giurisprudenziale del Consiglio di Stato, sancendo di fatto l’obbligatorietà della procedura ad evidenza pubblica per l’affidamento delle zone balneari, dovendo rispettare i principi di imparzialità, trasparenza e di non discriminazione. Proseguendo, questo studio si sofferma sui dubbi di compatibilità tra disciplina interna e comunitaria, in particolar modo trattando il maggiore motivo di contrasto, ossia l’istituto del diritto di insistenza, disciplinato nell’art. 37 del Codice della Navigazione. Si esaminano, inoltre, i cambi di paradigma della giurisprudenza italiana verso questo istituto. Le ragioni di contrasto tra la normativa italiana e la Direttiva Bolkestein sono state rilevate in sede giurisdizionale anche a livello europeo. Il secondo capitolo si chiude infatti con la sentenza Promoimpresa e Melis della Corte di Giustizia UE, generatasi a seguito di due rinvii pregiudiziali di TAR regionali, esaminando poi gli effetti prodotti da tale sentenza sul formante giurisprudenziale italiano. Nel terzo capitolo della tesi l’analisi si concentra invece sui recenti sviluppi normativi e giurisprudenziali in materia, partendo dalle due importanti sentenze c.d. gemelle dell’Adunanza Plenaria del Consiglio di Stato del 2021. Tali sentenze hanno ribadito il contrasto delle proroghe delle concessioni balneari, comprese le ultime, disposte in seguito all’emergenza da Covid-19, con la disciplina europea evidenziando diversi aspetti problematici, tra i quali si approfondirà, in particolare, il tema delicato della devoluzione delle opere allo Stato dopo la scadenza delle concessioni, foriero di evidenti effetti sulla sfera giuridica dei concessionari.
L’analisi continua con le segnalazioni e le proposte presentate dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato inerente alla Legge annuale sul mercato e la concorrenza 2021. Nella segnalazione l’AGCM evidenzia la necessità di introdurre, per via legislativa, una nuova disciplina sulle concessioni demaniali marittime. Il terzo capitolo si conclude esaminando la Legge annuale del mercato e la concorrenza 2021, approvata con l. 118/2022, per quanto concerne alcuni nuovi profili di rilievo in materia di concessioni, e, infine, seguendo un ordine cronologico, analizzando la recente segnalazione dell’Autorità Nazionale Anticorruzione (ANAC), che ha il potere di formulare al Governo proposte in ordine a modifiche occorrenti in relazione alla normativa vigente di settore. L’ANAC ha sottoposto al legislatore delegato alcune osservazioni in materia di concessioni di beni demaniali, al fine di rafforzare gli obiettivi di concorrenza, semplificazione e trasparenza perseguiti dalla legge sulla concorrenza, fornendo inoltre parere positivo sulla riforma che mira a colmare un vuoto di disciplina nel settore, sotto il profilo degli affidamenti delle concessioni, in ossequio al principio di concorrenza di derivazione europea.
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