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Tesi etd-01152019-150656


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM5
Author
CRESPIANI, CHIARA
URN
etd-01152019-150656
Title
Analisi della struttura giuridica della concessione di servizi alla luce del diritto europeo e nazionale.
Struttura
GIURISPRUDENZA
Corso di studi
GIURISPRUDENZA
Commissione
relatore Prof. Fioritto, Alfredo
Parole chiave
  • normativa comunitaria
  • partenariato pubblico privato
  • concessione di servizi
Data inizio appello
04/02/2019;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Le forme di collaborazione tra pubblico e privato sono state utilizzate sin dai tempi più remoti sia in ambito comunitario che nazionale in un’ottica di sviluppo del mercato, in virtù di una migliore allocazione delle risorse sia pubbliche che private. In particolare, oggetto della presente tesi è una specifica forma di partenariato contrattuale: la concessione. Quest’ultima rappresenta uno strumento di sviluppo a lungo termine, di infrastrutture e di servizi, in quanto contribuisce al miglioramento del raggiungimento di livelli di concorrenza del mercato interno, consentendo di beneficiare delle competenze del settore privato e contribuendo a conseguire innovazione ed efficienza anche nell’uso di fondi pubblici .
Nel primo capitolo vengono analizzati i principi fondamentali che stanno alla base della collaborazione pubblica e privata nell’ordinamento europeo e italiano. Nello specifico, l’istituto concessorio viene delineato nelle sue diverse sfaccettare in rapporto ad altri istituti, sottolineando rispetto a questi ultimi, i punti in comune e le differenze più significative. Di fondamentale importanza, per comprendere a pieno lo sviluppo dell’istituto concessorio, è l’evoluzione del quadro normativo. Infatti, vengono definite le origini, la natura e i profili definitori della concessione; inizialmente attraverso la disciplina specifica prevista per le concessioni di lavori; e solo successivamente anche attraverso il regime previsto per le concessioni di servizi. Il quadro normativo completo, mette in luce le più significative novità rispetto al passato, comprende le Direttive europee in materia di appalti e concessioni del 2014 con il loro conseguente recepimento nell’ordinamento italiano attraverso il d. lgs. 50/2016.
Il secondo capitolo si concentra maggiormente sul rapporto intercorrente tra l’istituto comunitario della concessione di servizi e la problematica dei pubblici servizi. La nozione di concessione di servizi, seppur rimasta in ombra per lungo tempo, inizia a farsi strada nel 1990 con la proposta di direttiva sugli appalti di servizi. L’evoluzione della concessione di servizi va di pari passo con l’evoluzione del concetto di servizi di interesse generale economico e non economico. L’obbiettivo dell’Unione, seguendo la scia di ciò che era avvenuto in riferimento alla disciplina degli appalti pubblici, era quello di prevedere un unico regime per le concessioni di servizi, in tutti gli Stati membri. I rispettivi venti nazionalisti però impedirono la realizzazione di questo progetto e per questo motivo le Direttive europee del 2004 stabilirono solo il concetto di concessione di servizi, ma non un vero e proprio regime giuridico. Il successivo pacchetto di Direttive del 2014 segnò un punto di svolta in quanto venne stabilito che ciascun Stato membro poteva delineare il proprio concetto di servizio di interesse generale avendo ampio potere di autorganizzazione dei propri servizi pubblici. Al centro dell’analisi del presente capitolo, vi è la ricostruzione dal punto di vista storico e dogmatico della concessione amministrativa nel diritto italiano, alla luce delle sfide lanciate dal diritto europeo. In virtù del mercato unico dei servizi, della politica della concorrenza, ma anche di una concezione del potere amministrativo più paritario rispetto ai punti di riferimento nazionali, è stato possibile riscontrare una trasformazione della concessione: da provvedimento amministrativo autoritativo ad un normale contratto “di servizio” retto sostanzialmente dal diritto privato. Scopo di questa tesi è trovare un punto di equilibrio per poter delineare la struttura della concessione di servizi, il quale sembra essere riscontrabile nella struttura contrattuale della medesima.
Nel terzo capitolo, se da un lato vengono analizzate le fattispecie escluse dal contratto di concessione e quelle oggetto di specifiche discipline. Dall’altro lato, viene effettuata un’analisi completa degli elementi costitutivi del contratto di concessione: dalla fase di affidamento a quella di esecuzione sino al riparto di giurisdizione. Inoltre, a sostegno della tesi contrattualistica della concessione di servizi, vengono messe in luce, tutte le novità rispetto alla disciplina precedente del vecchio Codice dei contratti pubblici e, le specificità degli istituti presenti nel Codice dei contratti pubblici alla luce della compatibilità con il Codice civile.
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