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Tesi etd-01112018-225121


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
SANSOTTA, LETIZIA
URN
etd-01112018-225121
Title
Risultati del follow-up di pazienti con IPMN afferenti all'ambulatorio multidisciplinare del pancreas
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Marchi, Santino
tutor Dott. Gambaccini, Dario
Parole chiave
  • International Consensus Guidelines 2012
  • IPMN
  • follow-up
Data inizio appello
30/01/2018;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
La neoplasia intraduttale papillare mucinosa (IPMN) rappresenta una delle più interessanti e controverse neoplasie cistiche del pancreas e un possibile precursore del carcinoma invasivo del pancreas. La sua incidenza è in aumento, complici l’invecchiamento della popolazione e l’affinamento diagnostico, mentre la prevalenza negli esami effettuati con metodiche di diagnostica per immagini è stimata al 3% nelle scansioni in Tomografia Computerizzata (TC) e al 20% negli studi con Risonanza Magnetica (RM).<br>L’IPMN può essere classificata in tre diverse tipologie: IPMN Main Duct, se localizzata al dotto principale, IPMN Branch Duct, se localizzata a livello di uno o più dotti secondari, e IPMN Mixed Type se interessa sia il dotto principale che i dotti secondari. Nel 5-10% dei casi l’IPMN è multifocale e interessa diffusamente il sistema duttale pancreatico. <br>Il management di questa patologia è controverso e l’obiettivo primario consisterebbe nella rimozione delle lesioni che presentano un’elevata tendenza evolutiva maligna, dal momento che il carcinoma pancreatico presenta prognosi infausta in tutti gli stadi. Tuttavia la il tempo e la modalità di progressione dell’IPMN dalla displasia al carcinoma invasivo rimane in larga parte sconosciuta.<br>Lo scopo dello studio è stato quello di analizzare in maniera retrospettiva la casistica di pazienti con sospetta IPMN afferiti all’ambulatorio multidisciplinare del pancreas del Dipartimento di Chirurgia Generale tra il 2007 ed il 2017 e confrontare i risultati ottenuti con le linee guida della consensus internazionale (ICS) tenutasi a Fukuoka nel 2012.<br>Sono stati presi in esame 106 pazienti, valutati da un gruppo multidisciplinare costituito da gastroenterologi, radiologi e chirurghi. Sono stati raccolti i dati anamnestici e i referti degli esami di imaging, quindi è stata valutata la presenza dei criteri high risk stigmata e worrisome features definiti dalle ICS del 2012.<br>Dei 27 pazienti andati incontro ad intervento chirurgico i referti istologici sono stati confrontati con il sospetto diagnostico pre-operatorio. In 6 pazienti su 27 (22,2%) la diagnosi è risultata di adenocarcinoma, in 21 pazienti (77,8%) IPMN senza displasia di alto grado.<br>La sensibilità e la specificità dei criteri di Fukuoka per la diagnosi di carcinoma su IPMN è risultata rispettivamente dell’83% e del 62% con valore predittivo positivo e negativo del 38% e 93% rispettivamente. Questi valori sono risultati sovrapponibili a quelli evidenziati da diversi studi retrospettivi e meta-analisi che sono stati presi in considerazione. L’odds ratio per malignità nelle lesioni Fukuoka positive è stato di 8,12. <br>Dei 79 pazienti non andati incontro a resezione chirurgica, ma seguiti tramite follow-up clinico e radiologico, 37 hanno mostrato tendenza evolutiva all’imaging (espressa come aumento del numero o delle dimensioni delle cisti, comparsa di noduli murali o progressiva dilatazione del dotto pancreatico principale) indipendentemente dalla presenza dei criteri di Fukuoka, senza tuttavia far propendere verso un diverso approccio gestionale rispetto a quello conservativo in atto.<br>Nonostante rappresentino un valido strumento per orientare la pratica clinica nei confronti di una patologia ancora non del tutto decifrata, le linee guida non possono rappresentare l’unica componente nel definire l’approccio diagnostico-terapeutico del singolo paziente, è necessario infatti considerare una gamma di fattori propri del paziente quali età, comorbidità, compliance, qualità di vita, e la specifica realtà socio-assistenziale. <br>
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