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Tesi etd-01112018-183441


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
SGRO, ETTORE
URN
etd-01112018-183441
Title
"UTILITÀ DELL'ECOGRAFIA POLMONARE IN EMERGENZA NEL MONITORAGGIO DELLO SCOMPENSO CARDIACO ACUTO: ECO STRESS CON DIURETICO"
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Dott. Santini, Massimo
correlatore Dott.ssa Frassi, Francesca
Parole chiave
  • diuretico
  • edema polmonare
  • diagnosi differenziale dispnea
  • linee B
  • ecografia polmonare
Data inizio appello
30/01/2018;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Background: le linee B sono definite dall’International Consensus Conference on Pleural and Lung Ultrasound come linee iperecogene verticali “laser like” che originano dalla linea pleurica e che si estendono fino alla base dello schermo senza sbiadirsi, muovendosi in maniera sincrona allo sliding polmonare. La somma delle linee B che osserviamo negli spazi intercostali analizzati correla strettamente con la quantità e l’estensione dell’acqua extravascolare polmonare. Rappresentano inoltre un segno ecografico che può aiutarci nella diagnosi differenziale tra dispnea cardiogena o non cardiogena. <br><br>Scopo: lo scopo principale di questo studio è descrivere e quantificare la presenza e i cambiamenti dinamici delle linee B nelle prime 4 ore successive alla somministrazione della terapia diuretica nello scompenso cardiaco acuto.<br><br>Materiali e metodi: per questo studio sono stati arruolati 22 pazienti (età media 80,6 ± 8,9 anni 13 maschi e 9 femmine) che hanno fatto accesso al Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Pisana di Cisanello con la diagnosi di ammissione di “difficoltà respiratoria”. Dopo aver selezionato i pazienti che avrebbero effettuato terapia diuretica secondo la necessità clinica, sono state eseguite 4 valutazioni ecografiche di 10 scansioni ciascuna (5 per il polmone destro e 5 per il polmone sinistro) prima del trattamento medico (T0) e poi dopo 15-30 minuti (T1), 1-2 ore (T2) e 3-4 ore (T3) dalla terapia diuretica. Qualora il paziente avesse cominciato la terapia medica in ambulanza o qualora fosse trasferito precocemente in un altro reparto in cui non fosse possibile effettuare le scansioni ecografiche, il numero di valutazioni è stato inferiore. Le immagini ecografiche sono state successivamente analizzate da un medico ricercatore dell’Istituto di Fisiologia Clinica-CNR di Pisa esperto in ecografia polmonare, che ha quantificato le linee B in cieco, ovvero senza sapere di quale valutazione si trattasse e senza essere a conoscenza della clinica o del trattamento a cui era stato sottoposto il paziente. Lo zero è stato definito come totale assenza di linee B, quando invece erano numerose è stata considerata la percentuale di area sotto la pleura in cui erano presenti la maggior quantità di linee B e successivamente dividendo per 10 è stato ottenuto il numero di linee B presenti. <br>Lo score di linee B è stato calcolato dividendo la somma delle linee B totali per il numero di scansioni effettuate.<br><br>Risultati: la media dello score di linee B è stato 5,36 ± 2,66 al T0 con una riduzione significativa al T2 (3,92 ± 2,21 con p=0,011) e al T3 (3,33 ± 2,35 con p=0,015). Lo score di linee B è correlato significativamente al dosaggio della terapia diuretica effettuata in Pronto Soccorso (p=0,03 e r=0,30).<br>Abbiamo inoltre trovato una correlazione significativa tra lo score di linee B e i valori di creatininemia (p&lt;0,01 e r=0,58), in accordo con la fisiopatologia: i pazienti con una peggior funzionalità renale hanno infatti una maggior congestione a livello del circolo polmonare.<br>Infine abbiamo osservato che la media della somma delle linee B agli apici polmonari al T2 e T3 è significativamente minore rispetto alla media della somma delle linee B alle basi polmonari. <br><br>Conclusioni: nei pazienti con scompenso cardiaco acuto il monitoraggio dell’acqua polmonare extravascolare, effettuata mediante la quantificazione delle linee B con l’ecografia polmonare, potrebbe diventare in futuro un utile strumento per impostare una terapia medica più o meno aggressiva “step by step” valutando la risposta del paziente con l’ecografia polmonare, sia in ambiente intraospedaliero che in ambiente extraospedaliero.<br> <br>
File