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Tesi etd-01062020-154526


Thesis type
Tesi di laurea magistrale LM6
Author
LUNARDINI, SUSANNA
URN
etd-01062020-154526
Title
DIMENSIONI DEL COLLO VESCICALE NEL CORSO DI INTERVENTO DI PROSTATECTOMIA RADICALE ROBOT-ASSISTITA: VALUTAZIONE RETROSPETTIVA DEGLI EFFETTI SULLA CONTINENZA URINARIA.
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Supervisors
relatore Prof. Selli, Cesare
Parole chiave
  • collo vescicale
  • volume prostatico
  • carcinoma prostatico
  • continenza urinaria
  • prostatectomia radicale robot-assistita
  • prostatectomia radicale
  • riduzione del collo vescicale
Data inizio appello
28/01/2020;
Consultabilità
Secretata d'ufficio
Riassunto analitico
Introduzione:
La prostatectomia radicale robot-assistita (RALP) viene usata sempre più frequentemente per il trattamento del carcinoma prostatico localizzato. I vantaggi di questo approccio includono l’alta definizione, l’ingrandimento ottico, la visione tridimensionale, strumentazione ed interfaccia ergonomiche. Si tratta comunque di un intervento complesso, con una curva di apprendimento prolungata.
Uno dei passaggi più difficoltosi dell’intervento è la dissezione del collo vescicale, la cui preservazione anatomica favorisce un rapido recupero della continenza urinaria.
La mancanza del feedback tattile rende questo passaggio molto complesso.
È quindi possibile, in alcuni casi di prostate voluminose, ritrovare un collo vescicale molto ampio dopo la dissezione. In queste situazioni è essenziale ridurre il diametro del collo vescicale prima di iniziare l’anastomosi vescico-uretrale. Le tecniche di chiusura posteriore a racchetta o di tubularizzazione sono state descritte come opzioni per la riduzione di diametro del collo vescicale durante la chirurgia a cielo aperto, mentre per la chirurgia laparoscopica o robotica è stata proposta una tecnica con plicatura trasversale.
Lo scopo di questo studio è quello di valutare gli effetti della ricostruzione del collo vescicale sulla continenza urinaria dopo l’intervento di prostatectomia radicale robot-assistita.

Materiali e metodi:
Questo studio retrospettivo non randomizzato ha preso in analisi una serie consecutiva di 36 interventi di RALP, su un totale di 259, eseguiti tra gennaio 2010 e novembre 2018.
Come criteri di esclusione sono stati presi in considerazione: incontinenza urinaria già presente al momento della chirurgia, radioterapia pelvica postoperatoria, storia di pregressa chirurgia prostatica o uretrale.
Tutte le procedure sono state eseguite da due operatori esperti in chirurgia robotica, con all’attivo almeno 100 interventi. Tutte le procedure sono state eseguite con un approccio trans-peritoneale.
Laddove è stata ravvisata una notevole incongruenza tra la circonferenza del collo vescicale e quella dell’uretra, è stata eseguita la ricostruzione del collo vescicale con sutura mono o bilaterale.
I dati pre, peri e post-operatori sono stati raccolti e valutati, con questionario telefonico, a 1, 3, 6 e 12 mesi dall’intervento.

Risultati:
Nello studio sono stati reclutati 36 pazienti: 18 con riduzione del collo vescicale (gruppo A) e 18 senza (gruppo B). L’età media dei pazienti al momento dell’intervento era di 68,3 ± 4,9 anni. Non vi erano differenze statisticamente significative tra il BMI dei pazienti dei due gruppi (26,37 ± 3,22 vs 26,52 ± 3,47). Il tempo di cateterizzazione medio è di 12,44 giorni per il gruppo A, contro 9,72 giorni per il gruppo B, senza raggiungere una differenza statisticamente significativa.
I tempi operatori, la durata del ricovero e i tassi di complicanze non differivano significativamente tra i due gruppi.
È stata riscontrata una differenza del volume prostatico medio che si avvicina alla significatività statistica nel gruppo dei pazienti in cui è stata eseguita la riduzione del collo vescicale (71 cc vs 53 cc; p = 0.06).
I tassi di continenza a 1, 3, 6 e 12 mesi di distanza dall’intervento non differivano significativamente tra i due gruppi.
Tra i pazienti presi in esame nello studio, 3 (8,3%) risultano in terapia con farmaci anti-muscarinici e β-3 adrenergici per incontinenza da urgenza insorta in seguito all’intervento.
Nessun paziente presentava climacturia al momento della raccolta dei dati.

Conclusioni:
La ricostruzione del collo vescicale in pazienti con prostate di volume elevato consente di raggiungere tassi di continenza simili a quelli raggiunti dai pazienti con prostate più piccole sia nell’immediato post-operatorio che a distanza di 12 mesi.
La riduzione del collo vescicale, mono o bilaterale, è una procedura affidabile e sicura per facilitare la realizzazione dell’anastomosi vescico-uretrale in pazienti in cui, per motivi anatomici o oncologici, si è venuta a creare una notevole discrepanza tra la circonferenza del collo vescicale e quella dell’uretra membranosa.
Si riscontra una tendenza, non statisticamente significativa, ad un tempo di cateterizzazione postoperatorio più lungo dopo ricostruzione del collo vescicale, legata alla maggiore complessità della anastomosi.
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