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Tesi etd-01052006-231844


Thesis type
Tesi di laurea vecchio ordinamento
Author
Ciulli, Lorenzo
email address
ciulli.lorenzo@alice.it
URN
etd-01052006-231844
Title
Analisi di facies dei depositi tardo quaternari nel tratto costiero tra Livorno e Piombino: implicazioni paleoambientali e neotettoniche.
Struttura
SCIENZE MATEMATICHE, FISICHE E NATURALI
Corso di studi
SCIENZE GEOLOGICHE
Commissione
relatore Cerrina Feroni, Andrea
relatore Sarti, Giovanni
Parole chiave
  • eustatismo
  • Pleistocene superiore
  • analisi di facies
  • neotettonica
Data inizio appello
10/02/2006;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
10/02/2046
Riassunto analitico
Riassunto analitico - Il tratto di costa tra le città di Livorno e Piombino (Toscana meridionale), mostra evidenti segni di un'evoluzione geologica quaternaria dettata dall'interazione tra eustatismo e tettonica. L’area, considerata di estremo interesse per lo studio del Quaternario toscano fin dalla prima metà del secolo scorso, in base alle proprie caratteristiche geomorfologiche è stata suddivisa in sei unità fisiografiche (da sud): il Promontorio di Piombino, il litorale tra la Punta del Molino ed il Fiume Fine, il Terrazzo di Rosignano, il Terrazzo di Quercianella, i Promontori di Calafuria e del Romito ed il Terrazzo di Livorno. Attraverso una iniziale fase di revisione della letteratura, accompagnata da un rilevamento geologico dell’area, mirato al contemporaneo riconoscimento dei nuovi affioramenti ed alla revisione di quelli noti, sono stati individuati 116 siti in cui affiorano depositi tardo quaternari, riferibili al Pleistocene superiore. Nella maggior parte di essi, l’analisi di facies, comprendente l’individuazione delle caratteristiche litologiche, tessiturali, petrografiche e paleontologiche dei depositi, ha consentito di individuare fino a 11 unità litostratigrafiche, costituenti un numero maggiore rispetto a quelle (3 o 4) fin ora riconosciute in letteratura, ed associabili a facies deposizionali comprese tra l’ambiente marino litorale (upper shoreface-foreshore-backshore) ed il continentale. In particolare, sono state individuate per la prima volta strutture tipiche della deposizione eolica, ed associazioni a gasteropodi terrestri, che hanno fornito importanti indicazioni deposizionali e climatiche per la ricostruzione paleoambientale dell’area. La stratigrafia risultante dallo schema di correlazione proposto per tutto il tratto costiero, basata sui dati cronostratigrafici proposti recentemente da Hearty & Dai Pra (1987) e Mauz (1999) per alcuni dei siti più significativi (Golfo di Baratti, sito n°110; e Buca dei Corvi, sito n°59), se comparata con le paleoquote del livello marino dedotte dalle curve eustatiche degli ultimi 130 ka, sottolinea la necessità di un’interazione tra eustatismo e tettonica recente. Si individuano settori, in cui la sovrapposizione di unità litostratigrafiche depostesi tra il MIS 5 e l’Olocene (MIS 1) delinea uno scenario evolutivo, costituito da fasi di subsidenza seguite da un sollevamento recente, ben più complesso rispetto ai più recenti modelli neotettonici (Nisi et al., 2003; Ferranti et al., 2006) proposti, che indicano per l’area di studio stabilità o debole tendenza al sollevamento.
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