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Tesi etd-11272013-193812


Tipo di tesi
Elaborati finali per laurea triennale
Autore
ANASTASIO, ANNALISA
URN
etd-11272013-193812
Titolo
"De Canaria ed insulis reliquis ultra Ispaniam in Occeano noviter repertis" di Giovanni Boccaccio: edizione critica, traduzione e commento
Struttura
LETTERE E FILOSOFIA
Corso di studi
LETTERE
Commissione
relatore Dott. Pontari, Paolo
Parole chiave
  • andalò del negro
  • magliabechiano
  • mitografia
  • boccaccio geografo
  • lettera mercantesca
  • naturalis historia
  • cultura medievale
  • corte angioina
Data inizio appello
05/12/2013;
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
Il presente lavoro di tesi ha per oggetto l’edizione critica commentata del De Canaria di Giovanni Boccaccio, allestita sulla base del codex unicus autografo Banco Rari 50 della Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, meglio conosciuto come Zibaldone Magliabechiano, condotta grazie ad un’approfondita indagine filologica, linguistico-stilistica e storico-critica. Il testo del De Canaria, pubblicato in questa sede, è corredato di apparato critico e di un dettagliato apparato delle fonti; inoltre, è accompagnato da un’estesa sezione di note di commento storico-critico e linguistico-stilistico.
Il testo del De Canaria è preceduto da un ampio prospetto introduttivo che presenta la storia degli studi critici sull’opera e la disamina delle varie e curiose problematiche che la caratterizzano. Si illustra la metodologia compositiva e una panoramica generale dell’ambiente storico e culturale in seno al quale nasce l’opera. Una prima sezione è dedicata alla genesi e alle circostanze compositive dell’opera, alla panoramica culturale e artistica che fa da sfondo allo scritto e alle fondamentali coordinate storico-letterarie che lo configurano come un unicum nella produzione latina coeva. Un’attenzione privilegiata è riservata all’analisi dei tratti scientifici della narrazione che mostrano da un lato il saldo legame con la classicità - più precisamente, la diretta filiazione dalla geografia antica e dalla mitografia medievale - e dall’altro l’ardita sperimentazione tipicamente boccacciana. Una specifica indagine interessa quindi modelli e fonti stilistiche che ispirano i passi dell’opera: uno straordinario ventaglio di fonti, classiche e medievali, che hanno influenzato la scrittura e, talvolta, l’habitus stilistico di Boccaccio. Presenza problematica tra le fonti classiche risulta essere la Naturalis Historia di Plinio il Vecchio, la cui ripresa si mostra abbastanza altalenante e, per questo curioso particolare, oggetto di indagine anche ai fini della datazione dell’opera. Nella Nota al testo sono confluiti i risultati dei vari studi filologici ed ecdotici condotti sull’autografo: si fornisce descrizione aggiornata e dettagliata dell’autografo, cui segue un’esaustiva analisi interna tematica e paleografica. La sezione filologica è chiusa da un’analitica esposizione dei criteri editoriali, dove trova spazio una puntuale ricostruzione dei particolari usi ortografici e retorici dello scrittore fiorentino. Cuore della suddetta sezione è il paragrafo dedicato all’analisi del fascicolo VIII dello Zibaldone Magliabechiano, analizzato da un punto di vista tematico e cronologico, fonte di vari indizi esegetici e filologici per un più fedele inquadramento dell’opera. Si pubblicano infine in Appendice, secondo la lezione del testimone unico B.R.50, i testi delle carte contenute nel fascicolo VIII,. Segue una sezione figurativa di Tavole, raffiguranti tutte le carte inedite del fascicolo preso in esame. Chiude la tesi una ricca ed elaborata bibliografia.
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