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Tesi etd-11232018-093121


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
FIORETTI, NIGEL
URN
etd-11232018-093121
Title
Le strategie di riduzione dello spreco alimentare: il caso della grande distribuzione
Struttura
SCIENZE AGRARIE, ALIMENTARI E AGRO-AMBIENTALI
Corso di studi
PRODUZIONI AGROALIMENTARI E GESTIONE DEGLI AGROECOSISTEMI
Commissione
relatore Prof. Brunori, Gianluca
correlatore Prof.ssa Di Lauro, Alessandra
Parole chiave
  • food cibo FAO
Data inizio appello
10/12/2018;
Consultabilità
secretata d'ufficio
Riassunto analitico
La sicurezza alimentare è un tema centrale nelle politiche condotte a livello globale e sul quale vi è ancora molto lavoro da condurre al fine di raggiungere gli obiettivi prefissati dalla comunità internazionale. Questo tema è direttamente connesso con quello dello spreco alimentare, problematica che negli ultimi anni è aumentata considerevolmente ed ha assunto un ruolo centrale nel dibattito collettivo. Analizzando il tema del food security, si evince come esso sia intimamente connesso con quello dello spreco alimentare. Lo spreco alimentare è una tematica ad ampio spettro che interessa numerose realtà: che vanno da quella produttiva, strettamente connessa a sua volta a quella economica e a quella ambientale, fino ad abbracciare perfino quella sociale. E’ proprio per questo che la questione dello spreco alimentare non può essere risolta se non con la partecipazione diretta e collettiva di tutti gli attori coinvolti direttamente ed indirettamente in questo scenario: quali produttori, consumatori, retailers, policy makers ed in primis le istituzioni.
L’ipotesi dell’elaborato, dunque, è quella di mettere in luce le azioni che sono state intraprese dalle Cooperative di consumo europee e con particolare riferimento a Coop Italia verso questa importante tematica. La realizzazione di questo elaborato è stata svolta in collaborazione con Euro Coop (European Consumer Coo-operatives) grazie all’attività di traineeship del programma Erasmus presso la sede di Bruxelles. A questo fine sono stati valutati studi scientifici, report, position papers e documenti legislativi con lo scopo di evidenziare, all’interno di questo documento, la problematica nel suo insieme e le migliori pratiche adottate nel corso degli anni dalle Cooperative di Consumo, europee ed italiane, al fine di fronteggiare lo spreco alimentare.
Nel corso degli anni il tema dello spreco alimentare a livello della Grande Distribuzione è stato a lungo considerato un aspetto marginale e visto in un’ottica di contorno dai vari studi condotti in merito a questi importanti attori del sistema agro-alimentare. Le Cooperative di consumo, però, hanno messo al centro delle loro politiche aziendali la questione dello spreco alimentare. Per queste ultime, analizzare lo spreco significa ‘’ragionare di un processo che, a partire dalla gestione merceologica a punto vendita, valuta le eccedenze potenzialmente generate e, altresì, verifica le azioni messe in campo per il recupero […] sino a giungere alla identificazione delle eccedenze non recuperate in alcun modo e per nessun impiego, pertanto destinate a smaltimento come rifiuto’’.
Le Cooperative si impegnano al massimo al fine di rendere sempre più efficienti la gestione delle pratiche logistiche e commerciali, ma nonostante questa attenzione si sviluppano inevitabilmente una serie di cause che portano i prodotti alimentari a non essere più vendibili all’interno dei punti vendita, pur mantenendo sempre la loro commestibilità. Questo sistema è dovuto all’adozione da parte delle Cooperative, come per gli altri attori della GDO, di elevati standard qualitativi e di servizio, che provocano un elevato assortimento continuo e completo di prodotti freschi sui banchi fino alla chiusura del punto vendita, e il successivo ritiro preventivo di prodotti alimentari, qualche giorno prima della scadenza. Quindi le eccedenze alimentari possono avere origine da differenti situazioni quali: avarie o deterioramenti del prodotto a causa di una inadeguata conservazione o rapida maturazione, rotture o danneggiamenti delle confezioni, eccessiva produzione di scarti nella trasformazione dei prodotti.
Sono state intraprese molteplici strategie ed approcci verso la riduzione dello spreco alimentare in base allo stato igienico sanitario del prodotto alimentare e della modalità con le quali intervenire sul ‘’prolungamento della vita del prodotto’’. Ognuna di queste scelte con differenti ripercussioni. Ad esempio il lancio di offerte straordinarie della merce quando essa è prossima alla scadenza, permette il recupero del valore economico del prodotto, per l’impresa, e quindi per i soci ma genera anche un vantaggio per i clienti nell’acquisto di merce a prezzi vantaggiosi. La realizzazione di donazioni solidali ha permesso di fornire aiuto a persone in condizioni di difficoltà e povertà, mentre nel caso in cui lo stato del prodotto è ormai compromesso, avviene il conferimento ad aziende che effettuano il recupero ed il suo eventuale smaltimento. Sfruttando così i prodotti come materie prime secondarie al fine poi di essere integrate in processi industriali o per la produzione di compost o di energia. Le azioni intraprese da Coop non si sono ridotte esclusivamente alla gestione dello spreco interno, ma hanno cercato di stabilire con i consumatori un dialogo basato su un processo di sensibilizzazione. Essendo essi l’anello fondamentale e determinante nella riduzione di questa problematica, tutto ciò mediante lo sviluppo di azioni consapevoli. Acquisizione di consapevolezza durante tutte le fasi che coinvolgono i consumatori sia dentro che fuori dal punto vendita, partendo quindi dalle fasi dell’acquisto fino allo stoccaggio e al consumo domestico.
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