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Tesi etd-10202018-110815


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
ANTONI, LUDOVICO
URN
etd-10202018-110815
Title
Al cinema con il Mostro. Storia, tecniche ed analisi dei mostri del cinema.
Struttura
CIVILTA' E FORME DEL SAPERE
Corso di studi
STORIA E FORME DELLE ARTI VISIVE, DELLO SPETTACOLO E DEI NUOVI MEDIA
Commissione
relatore Prof. Ambrosini, Maurizio
Parole chiave
  • special make-up
  • Rick Baker
  • mostri
  • miti
  • make-up
  • leggende
  • La Cosa
  • Frankenstein
  • effetti speciali
  • creature designers
  • cinema
  • Carlo Rambaldi
  • Stan Wiston
  • tecniche
  • Terminator
  • VFX
Data inizio appello
12/11/2018;
Consultabilità
secretata d'ufficio
Riassunto analitico
La tesi che porto in esame tratta dell’importanza della creazione di un mostro per un film. Con il termine mostro non voglio limitare la mia analisi a quelle creature che occupano, in un film, la posizione di antagonista mostruoso, ma voglio allargare la cerchia del termine mostro a tutte quelle creature che si sono distinte nel vasto panorama delle creature fantastiche riuscendo ad entrare nell’immaginario collettivo. La mia analisi tratterà delle prospettive culturali e tecnologiche che i grandi maestri creatori di “mostri” hanno incontrato nel loro percorso ideativo, non limitandomi alle personalità che hanno costruito fisicamente il personaggio, ma estendendo l’analisi a tutte quelle persone che hanno lavorato alla creazione del mostro dal primo bozzetto fino alla sua realizzazione materiale, in un procedimento che interessa tecnici come creature designer, special make-up effect designer, special make-up effect artist.
La mia tesi parte da un punto di vista culturologico per trovare il collegamento fra mostro/creatura del film e la sua provenienza. Un percorso che si sviluppa attraverso i miti, le leggende e le tradizioni popolari di varie culture, sia occidentali che orientali, così da individuare gli elementi caratterizzanti una determinata tipologia di creatura o mostro, che dà origine al nesso fra mostro del film e la sua origine culturale. Questa scelta di tenere in considerazione le prospettive culturologiche, come punto di partenza e di arrivo, deriva dal fatto che fin dall’antichità, ed in ogni cultura, l’uomo crea dei “mostri”; lo stesso concetto di mostro, infatti, è collegato alla sensibilità di un dato popolo o di una data epoca, che fa fronte agli stimoli culturali, ambientali, geografici e temporali. Ogni tradizione, e ogni popolo, ha i propri mostri, ma grazie al cinema sono nate creature (dei mostri) che ormai fanno parte della cultura “globale” dell’umanità, svincolati da ogni specificità culturale. La mia ricerca prende in esame non solo determinate tipologie di mostri (come può essere Dracula che ha un diretto riscontro nella cultura popolare e con la razza dei vampiri), ma tratta soprattutto di creature uniche, nate al e per il cinema come per esempio lo Xenomorfo, E.T. l’extraterrestre ed altri.
La creazione vera e propria del mostro avviene, dopo il primo step della progettazione, in laboratorio, attraverso l’utilizzo di varie tecniche e strumenti riconducibili alla categoria di effetti speciali. L’intento di questa analisi è anche quello di ripercorre sotto un’ottica storica i metodi e gli strumenti che hanno segnato una svolta nella realizzazione di questi effetti speciali, in quanto lo special make-up e l’uso di protesi e animatronics rientrano in questa categoria di effetti. Faccio questa precisazione di categoria, perché c’è differenza fra effetti speciali e effetti visivi, ciononostante vengono erroneamente ritenuti uguali: gli effetti speciali (special effects) si identificano in tutti quei accorgimenti tecnici apportati durante le riprese come le esplosioni, ferite, spari, l’uso di protesi, special make-up, ecc..; gli effetti visivi (visual effects o VFX) invece riguardano tutto ciò che viene aggiunto alle riprese in post produzione al computer come la CGI, il green screen, la creazione di ambienti digitali, personaggi ecc. In questa prospettiva tecnologica la mia ricerca ripercorre lo sviluppo che è avvenuto nel corso degli anni a partire dai primi film in cui abbiamo un uso di alcune tecniche sopracitate per la creazione dei mostri, film come À la conquête du Pole (1912) di Georges Meliés, in cui vediamo un arcaico animatronic, Gojira no gyakushū - Godzilla King of Monster (1955) di Motoyoshi Oda in cui il mostro è realizzato come un costume indossabile, King Kong in cui abbiamo una delle prime stop motion per animare la creatura, Phantom of the Opera (1925) di Rupert Julian e Frankestein (1931) di James Whale presentano i primi special make-up effect. Le nuove tecnologie e metodologie non solo hanno permesso la realizzazione dei mostri, ma soprattutto hanno donato loro la vita: una creatura di gomma se non spinta da un intricato sistema di animatronics o da mani esperte di mastri marionettisti non riuscirà a dare l’impressione di realtà; una protesi facciale non ben studiata o non ben “fusa” all’attore sembrerà qualcosa di artificioso e non reale. La ricerca del realismo sia nel movimento sia nella fusione fra protesi ed attore è il punto chiave del lavoro della troupe dei tecnici effettisti. Il progredire della tecnologia negli ultimi decenni ha permesso uno sviluppo costante verso una realizzazione veritiera dei mostri, l’avvento della CGI, la virtualizzazione dell’attore hanno contribuito a rendere sempre più veri i mostri dei film, se prima il movimento e le espressioni erano più marcate adesso la fluidità dei movimenti viene controllata dal pc.
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