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Tesi etd-10042016-190402


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
FERRARI, SARA
URN
etd-10042016-190402
Title
Selezione al lavoro e diseguaglianze di genere: il caso della Gi Group Spa.
Struttura
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
COMUNICAZIONE D'IMPRESA E POLITICA DELLE RISORSE UMANE
Commissione
relatore Prof.ssa Biancheri, Rita
Parole chiave
  • Discriminazione di genere
  • gender gaps
  • mercato del lavoro
  • occupazione femminile
  • welfare
  • agenzie per il lavoro
  • ricerca e selezione del personale
  • Gi Group
Data inizio appello
24/10/2016;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
“L' Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. [...]”, “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. E' compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l' eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana […]” “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. [...]” questo è quanto dichiarato e garantito nella Costituzione italiana, rispettivamente agli art. 1 com. 1, art. 3 com. 1,2, art. 37 com. 1.
La Repubblica italiana si adopera nella garanzia di tali diritti, sincronizzando i propri interventi legislativi rispetto alle evoluzioni sociali, economiche e tecnologiche, al fine di ridurre le differenze tra i soggetti, probabilmente si tratta di interventi normativi poco sostanziali che non trovano applicazione concreta e reale. Il grado di inciviltà di un Paese è dettato dalla presenza o meno di discriminazioni e dal loro perdurare, la situazione si prospetta ancor più negativa se si tratta di differenziali tra generi a svantaggio delle donne, silenziosi, mascherati come qualcosa di consuetudinario e normale.
Sono gender gaps alla cui base non vi è una spiegazione tecnica e/o statistica, non hanno un riscontro in termini di competenze e capacità, ai quali si cerca costantemente di trovare una spiegazione ed una soluzione.
In questo elaborato si prospettano alcuni degli innumerevoli studi di genere che hanno intrapreso questo cammino analitico, volti a comprendere l' esistenza di differenziali a sfavore delle donne, soprattutto circa la loro presenza nel mercato del lavoro, nelle retribuzioni e nella gestione dei tempi di cura. Purtroppo si ha sempre più la convinzione che tali gaps ricevano attenzioni teoriche poco risolutive, data la loro pervasività, ingiustificata e difficile da annullare.
Prendere atto della problematica non è imputabile ad una semplice volontà di riportare il “già detto”, ma al desiderio di enfatizzare le procedure sociali e legislative fatte fino ad ora in Italia, evidenziando che purtroppo in molti contesti tali differenziali esistono e anche in modo aspro, comportando una perdita economica e di conoscenze (di cui sono portatrici le lavoratrici donne).
Lo studio della questione è integrata dal utilizzo di dati empirici raccolti durante il tirocinio formativo presso una apl, operante come soggetto attivo nello scenario mondiale del mercato del lavoro: Gi Group.
Nell' arco temporale ridotto di tre mesi, è stato possibile apprendere quali siano le metodologie operative di tale società di somministrazione all' interno di un' area provinciale, come essa si rapporti alle richieste delle proprie aziende clienti e come valorizzi il capitale umano presente nella zona di Massa-Carrara. La denotazione settoriale presente nel territorio, si rispecchia nella domanda di lavoro e nelle variabili intervenienti durante i processi di ricerca e selezione dei candidati.
Ciò fa supporre che, nonostante i molti e buoni propositi, la parità di genere, la ricalibrazione dei tempi di vita e di lavoro ed una piena occupazione, che porterebbero ad un completo sviluppo delle donne in primis e della società in generale, trovano ostacoli acuiti da una ridondante crisi economica. L' Italia, in tutte le sue diversità contestuali, dovrebbe, al pari di Svezia, Danimarca, Germania e Gran Bretagna attuare politiche conciliative, ma anche offrire servizi che permettano una reale ribalta del genere femminile abbattendo quelle barriere appartenenti a forme di discriminazione statistica di genere.
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