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Tesi etd-10032014-145338


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
HASA, IVA
URN
etd-10032014-145338
Titolo
Il Grande Satana v. lo Stato Canaglia: Analisi delle politiche statunitensi nei confronti dell'Iran dal 1945 ai giorni nostri.
Struttura
SCIENZE POLITICHE
Corso di studi
STUDI INTERNAZIONALI
Commissione
relatore Prof. Vernassa, Maurizio
Parole chiave
  • USA
  • sanzioni
  • Programma Nucleare
  • Iran
Data inizio appello
20/10/2014;
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
Le relazioni tra gli Stati Uniti d’America e la Repubblica Islamica dell’Iran hanno infiammato la scena della politica internazionale degli ultimi anni. Sono ancora fresche le parole dichiarate dal presidente Bush nel 2002 che includeva l’Iran nel famigerato “Asse del male”, mentre il Dipartimento di Stato americano classifica lo stato dell’Iran al primo posto nella lista dei paesi sostenitori del terrorismo a partire dai primi anni ottanta del XX secolo1. A dieci mila chilometri di distanza da Washington, a Teheran, città in cui i poster dell’ayatollah Khomeini si trovano ad ogni angolo di strada, echeggia ancora l’attacco del leader spirituale della rivoluzione che definiva gli USA come il “Grande Satana, il nemico numero uno dei popoli oppressi, che succhia il sangue dei popoli indifesi”. E mentre i media occidentali da qualche anno considerano probabile l’ipotesi della preparazione di un piano di attacco militare americano nei confronti dell’Iran come reazione al suo programma nucleare, niente meno che davanti all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, il presidente iraniano Ahmedinejad tuonava nel 2012 dichiarando al mondo che “nessuno può farci prediche sul nucleare”2.
Indubbiamente si tratta di un antagonismo tra due stati che hanno un enorme peso politico ed economico nell’arena mondiale.
Degli Stati Uniti d’America e del suo ruolo di superpotenza globale ormai si conosce quasi tutto. Nei giorni nostri gli USA si trovano in una situazione politica ed economica che, di fatto, garantisce a loro il ruolo di assoluta superpotenza mondiale. Tale posizione risulta rafforzata negli ultimi anni, e viene giustificata da molti fattori, tra i quali la posizione di paese vittorioso nelle due guerre mondiali, il ruolo di leader del blocco occidentale durante la Guerra Fredda, l’espansione dopo la caduta del Muro di Berlino e lo scioglimento dell’URSS con successiva sparizione della ex- superpotenza in contrasto costante con gli USA.
Per capire il peso e l’importanza degli Stati Uniti d’America, basterebbe prendere in considerazione due dati; quelli economici e militari. L’economia degli USA si considera la più grande economia statale del pianeta in termini di Prodotto Interno Lordo (PIL). Il PIL degli Stati Uniti nel gennaio del 2014 era pari a 15.684,80 miliardi di dollari americani, rappresentando così più di un quarto dell’intera economia globale, (esattamente il 25.30 percento3) pari a circa la somma totale del PIL combinato di tutti i paesi dell’Unione Europea. Mentre il budget americano dedicato alle spese militari nel 2013 era pari a 612,50 miliardi di dollari, considerato un budget tanto grande quanto l’intera somma delle spese militari affrontata da tutti gli altri stati del mondo messi insieme4.
Il peso politico degli USA si riflette anche nel ruolo determinante che svolgono all’interno delle istituzioni internazionali. Forti del loro status di superpotenza, gli USA svolgono il ruolo di leader nell’Organizzazione delle Nazioni Unite, in qualità di membro permanente del Consiglio di Sicurezza. Hanno una stimata posizione all’interno dell’Organizzazione Mondiale del Commercio (WTO) e dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OSCE), sono il principale contribuente della Banca Mondiale e del Fondo Monetario Internazionale5, e partecipano in tantissime altre organizzazioni internazionali.
Nella loro politica estera storicamente gli Stati Uniti guidano il blocco dei paesi occidentali, hanno come alleati i più importanti stati dell’Europa, avendo una relazione speciale con la Gran Bretagna, ma l’influenza americana si sente in tutto il globo, inclusi i paesi in via di sviluppo. La leadership statunitense viene difesa e alimentata dall’incredibile potenza militare. Gli USA guidano attualmente l’alleanza nordatlantica dell’Organizzazione del Trattato dell’Atlantico del Nord (NATO) ed hanno una presenza militare in quasi tutte le parti del globo. La loro capacità militare è stata continuamente dimostrata in vari conflitti globali, tra i quali l’intervento nell’ex - Yugoslavia, le guerre contro Saddam in Iraq e il recente conflitto in Afganistan.
Dall’altro lato, anche l’Iran si profila come uno stato molto importante, ma che si trova in una situazione del tutto diversa. Si tratta indubbiamente di un paese con una storia antica e gloriosa, ma che nei giorni nostri si colloca in una posizione internazionale alquanto difficile e isolata. L’Iran possiede grandi risorse energetiche di petrolio e di gas, risorse che lo mettono al centro d’interessi economici globali, anche in considerazione del fatto che l’Iran è uno degli stati membri dell’Organizzazione dei Paesi Esportatori di Petrolio (OPEC). Tuttavia queste risorse energetiche, che hanno contribuito per anni al mantenimento dell’economia interna, sono la fonte quasi esclusiva di entrate per l’economia del paese, la quale non è stata mai in grado di svilupparsi adeguatamente anche in settori alternativi.
L’Iran è un paese con alcune particolarità, un paese che fa parte del Medio Oriente ma che da questo differisce in quanto persiano e non arabo; islamico sì, ma non sunnita come la maggioranza dei mussulmani, ma bensì sciita; legato alla civiltà occidentale ma comunque orgoglioso della propria cultura. Come afferma Riccardo Redaelli; “L’Iran è sempre imprevedibile. In positivo e in negativo, si tratta di un paese e di un popolo che hanno la capacità di stupire storici, analisti e semplici appassionati di quella cultura”6. La sua posizione politica di peso in Medio Oriente è riconosciuta da tutti, anche in considerazione del fatto che è l’unico paese nel Golfo Persico in cui domina l’islam sciita, esercitando così una influenza notevole su quasi un quarto della popolazione musulmana.
Dalla rivoluzione islamica del 1979 ad oggi, l’Iran si trova in una posizione di estremo antagonismo politico con gli USA e in rapporti difficili non solo con l’Europa e l’Occidente, ma anche con gli stessi paesi arabi limitrofi. L’Iran ha combattuto una guerra lunga e sanguinosa con l’Iraq, ha rapporti tesi con l’Arabia Saudita, e sicuramente viene considerata una serie minaccia da parte di Israele. Tuttavia in politica estera il paese ha cercato di trovare partner alternativi, stringendo nuove relazioni con Russia, la Cina, la Turchia e l’India. L’Iran ha discreti rapporti economici con alcuni paesi dell’Unione Europea, soprattutto con Italia e Germania.
Nonostante questo, in precedenza gli USA e l’Iran per molti anni hanno avuto delle ottime relazioni politiche. Prima della rivoluzione islamica del 1979 l’Iran era considerato uno dei migliori alleati degli USA uno dei pilastri della politica americana in Medio Oriente, al quale erano riservati ingenti e continui aiuti economici e forniture militari da parte di Washington. Durante il regno dell’ultimo Scià della dinastia Pahlavi, Mohammad Reza, a Washington e Teheran atterravano aerei presidenziali con a bordo i leader dei due paesi. Dal 1979, invece, le relazioni diplomatiche si sono del tutto interrotte e la politica tra i due paesi è diventata infuocata.
Lo scopo di questa tesi, è quello di riuscire a sintetizzare un’analisi completa dei rapporti tra USA e Iran, attraverso uno studio storico e politico delle situazioni che si sono verificate sopratutto dalla seconda metà del XX secolo, sino ai giorni nostri.
Naturalmente, una tale analisi non può concentrarsi esclusivamente sui meri rapporti bilaterali tra questi Stati, ma deve includere nelle sue considerazioni anche l’esame dettagliato di altri fattori rilevanti e complementari. Tra questi fattori si possono annoverare lo sviluppo della politica estera americana nel globo ed in particolare nel Medio Oriente, il rapporto dei due paesi con gli stati arabi e le altre “potenze” del mondo, il fattore Israele, il peso economico del petrolio e le risorse energetiche dell’Iran nel mercato globale nonché aspetti legati alla religione e alle differenze culturali.
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