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Archivio digitale delle tesi discusse presso l'Università di Pisa

 

Tesi etd-09302010-092835


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica LC6
Autore
GIORGI, RICCARDO
URN
etd-09302010-092835
Titolo
Mobbing e disturbi del sonno: casistica del Centro per lo studio dei disturbi da disadattamento lavorativo dell’Ambulatorio di Medicina del Lavoro dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Dott. Foddis, Rudy
Parole chiave
  • mobbing
  • sonno
Data inizio appello
19/10/2010;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
I disturbi del sonno giocano un ruolo importante nel disturbo da disadattamento lavorativo, in particolare se questo disturbo consegue ad attività mobbizzanti.
Nel nostro studio abbiamo somministrato a 108 pazienti afferiti presso il “Centro per lo studio dei disturbi da disadattamento lavorativo dell’ambulatorio di medicina del lavoro dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana” due strumenti di valutazione: la Epworth Sleepiness Scale (ESS) e il Pittsburgh Sleep Quality Index (PSQI).
È emerso che, la qualità del sonno è peggiore tra i pazienti con disturbo dell’adattamento che hanno una diagnosi eziologica di grado elevato (4-5), ovvero il cui quadro clinico deriva con ragionevole sicurezza da attività mobbizzanti, rispetto a coloro che non hanno un disturbo dell’adattamento. La sonnolenza diurna risulta essere più elevata tra i pazienti con disturbo dell’adattamento che hanno una diagnosi eziologica di grado medio-elevato (3-4-5) rispetto a quelli che hanno una diagnosi eziologica di basso grado (1-2). In più è emerso che i pazienti che hanno una diagnosi eziologica di grado elevato, rispetto ai non affetti da disturbo dell’adattamento, usano un farmaco ipnoinducente con maggiore frequenza settimanale e, nell’arco del giorno, risultano meno entusiasti nel compiere le attività quotidiane.
Questa esperienza, che conferma l’esistenza di un rapporto stretto tra stress occupazionale e disturbi del sonno, e i diversi approcci di ricerca al fenomeno non dovrebbero rimanere letteratura per gli esperti di settore ma dovrebbero offrire spunti pratici per interventi di prevenzione efficace sui luoghi di lavoro.
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