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Tesi etd-09112012-131607


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
GIUNTI, GIULIA
Indirizzo email
giunti.giulia3@gmail.com
URN
etd-09112012-131607
Titolo
I correlati neurali del tocco sociale: rappresentazione sopramodale delle azioni ed intenzioni altrui.
Struttura
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
PSICOLOGIA CLINICA E DELLA SALUTE
Commissione
relatore Pietrini, Pietro
correlatore Dott.ssa Bonino, Daniela
Parole chiave
  • intenzioni
  • azioni
  • rappresentazione
  • sociale
  • tocco
  • neurali
  • correlati
Data inizio appello
08/10/2012;
Consultabilità
parziale
Data di rilascio
08/10/2052
Riassunto analitico
La capacità di comprendere e prevedere le intenzioni altrui è considerato uno dei principi fondamentali alla base della cognizione sociale, la base su cui si sviluppano le nostre possibilità d’interazione. Il sistema dei neuroni specchio (MNS) viene considerato, ormai da anni, il circuito corticale alla base di tali abilità. Descritto dapprima nella scimmia e poi nell’uomo, il MNS sembra essere anche il correlato corticale alla base dell’empatia, dello sviluppo linguistico e della capacità d’imitazione. Queste aree corticali a livello fronto-parieto-temporale si attivano sia che un soggetto compia un’azione direttamente sia che la veda eseguire da qualcun altro. Questa evidenza pone un legame tra la percezione visiva e l’azione, implementando l’idea che comprendiamo le intenzioni altrui in parte trasformandole nel vocabolario motorio delle nostre proprie azioni. Tuttavia l’ontogenesi di tale sistema neuronale rimane ancora incerto. Recenti studi hanno messo in luce come semplicemente durante l’ascolto di suoni che richiamano azioni familiari e suoni ambientali si attivi il sistema dei neuroni specchio, non solo in soggetti vedenti, ma anche nel cervello di individui ciechi congeniti. Tale risultato ha portato all’idea che il MNS contenga una rappresentazione più astratta, sopramodale delle azioni. Questo permetterebbe anche a soggetti non vedenti di interagire con l’ambiente circostante. Lo scopo di questa tesi è proprio quello di vedere se anche per quanto riguarda le azioni sociali, convogliate attraverso un'altra modalità non visiva, come il tatto (ad es. una carezza, ecc.) si possa parlare di un coinvolgimento del MNS e se questo sia simile in soggetti vedenti e ciechi congeniti, avvalorando così l’ipotesi della sopramodalità.
A tal fine è stato progettato un paradigma sperimentale composto da due condizioni, una attiva, in cui i partecipanti dovevano eseguire una serie di tocchi sociali ( come ad esempio un pizzicotto o una carezza) sul braccio dello sperimentatore che poteva essere ,alternativamente, donna oppure uomo, e una passiva, in cui, al contrario, si apprestavano a ricevere i tocchi dallo sperimentatore. Inoltre, solo per la sessione attiva, era prevista l’interazione con un braccio finto. Scopo di tale disegno di ricerca è stato quello di analizzare: le differenze ,in termini di attivazioni corticali, tra i soggetti vedenti e non vedenti rispetto alle due condizioni (attiva e passiva) e, considerando i partecipanti nel complesso, le differenze rispetto al genere dello sperimentatore, ossia se l’interazione con un soggetto di genere opposto rispetto al proprio comportasse delle variazioni di attivazione. Grazie all’uso della fMRI è stato possibile rilevare che, anche per quanto riguarda il tocco sociale, è coinvolto il MNS. Sia soggetti vedenti che ciechi congeniti mostrano, nel complesso, un coinvolgimento del MNS durante l’esecuzione attiva, ma anche durante la ricezione passiva del tocco. E’ stata, tuttavia, rilevata una differenza di attivazione tra le due condizioni attiva e passiva a confronto, maggiore nel gruppo dei vendenti rispetto ai ciechi congeniti. Le analisi hanno peraltro riscontrato una lateralizzazione sinistra, rispetto alle aree di attivazione, per il gruppo dei vedenti e una lateralizzazione destra per i ciechi congeniti. Per quanto riguarda l’effetto “genere” è stato possibile apprezzare, grazie all’analisi di gruppo, un’attivazione maggiore del MNS nella condizione in cui i soggetti interagivano con uno sperimentatore di genere opposto al proprio, sia durante la sessione attiva che quella passiva. Questi risultati si pongono in linea con i dati già presenti in letteratura rispetto al ruolo dominante del sistema specchio nella rappresentazione delle azioni, anche di natura sociale. Inoltre la presenza di un sistema specchio nel cervello di soggetti ciechi congeniti, che si attiva in maniera simile a quello di soggetti vedenti alimenta “l’ipotesi della sopramodalità” che sembra valere anche per quanto la rappresentazione di azioni con connotati di natura relazione.
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