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Tesi etd-09112011-165420


Thesis type
Tesi di laurea specialistica LC6
Author
ALBERTI, ELISABETTA
email address
edvige13@hotmail.it
URN
etd-09112011-165420
Title
LA CHIRURGIA DEL CARCINOMA DELLA TIROIDE IN ETA' PEDIATRICA STUDIO MULTICENTRICO NAZIONALE SU 169 CASI (Aspetti clinici, terapeutici e follow-up)
Struttura
MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
MEDICINA E CHIRURGIA
Commissione
relatore Prof. Spinelli, Claudio
Parole chiave
  • carcinoma della tiroide
  • età pediatrica
  • università Pisa
Data inizio appello
27/09/2011;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Il carcinoma della tiroide è un tumore raro in età pediatrica. L’obiettivo del nostro studio è quello di valutare, sulla base sia della nostra esperienza sia sulla revisione della letteratura, il più appropriato ed attuale trattamento chirurgico per questa patologia durante il periodo evolutivo. <br>Il carcinoma tiroideo in età pediatrica ha un decorso clinico, una risposta al trattamento e una prognosi differente rispetto a quella dell’età adulta: ciò potrebbe essere legato ad un diverso comportamento biologico. Per questo deve essere considerato una malattia a sé stante, con caratteristiche proprie. Nonostante ciò il trattamento che si attua più frequentemente nei bambini è lo stesso di quello che si applica nell&#39;età adulta , cioè la tiroidectomia totale. <br>Abbiamo studiato 169 pazienti di età inferiore a 18 anni con carcinoma differenziato della tiroide (CDT) diagnosticati e trattati tra Gennaio del 2000 e Luglio del 2011 nei principali Centri Chirurgici Universitari Nazionali ed abbiamo posto la nostra attenzione sulle caratteristiche cliniche ed anatomo-patologiche del tumore alla diagnosi, sul tipo di chirurgia effettuata (Tiroidectomia Totale od Emitiroidectomia), sulle complicanze e gli esiti del trattamento.<br>Il CDT nei bambini risulta, al momento della diagnosi, clinicamente più invasivo rispetto a quello degli adulti; risulta infatti più elevata l’incidenza di interessamento dei linfonodi cervicali (45% dei casi), di metastasi a distanza (prevalentemente polmonari) (4,7%) e soprattutto di multifocalità - macroscopica e microscopica - (63%).<br>I pazienti con metastasi hanno tuttavia una sopravvivenza uguale ai pazienti senza metastasi, ulteriore dato eclatante se pensiamo alla stessa condizione clinica in età adulta. <br>La durata del nostro follow-up va da 2 a 138 mesi. La ricaduta dopo il trattamento chirurgico, rilevata prevalentemente a livello dei linfonodi cervicali, non è invece molto frequente (4%) al contrario di quanto affermato da precedenti studi riportati in letteratura. <br>Per quanto riguarda il trattamento nei Centri Nazionali che abbiamo studiato, risulta dominare la chirurgia radicale (88%) associata a linfoadenectomia (47%). Esiste però una notevole variabilità di approccio chirurgico tra i vari Centri. Presso il Centro Nazionale dei Tumori di Milano, ad esempio, viene eseguita nella maggior parte dei casi una chirurgia conservativa (emitiroidectomia) pari al 53,4%, con o senza linfadenectomia monolaterale. Presso il Policlinico Universitario di Padova non risulta alcun caso trattato con chirurgia conservativa. Nel nostro Centro - presso l’Università di Pisa - la chirurgia radicale rappresenta il trattamento di maggiore incidenza rispetto alla chirurgia conservativa (83% vs 17%). Questa variabilità nell’approccio chirurgico sembra dipendere soprattutto dall’orientamento preconcettuale delle Scuole che non tendono ad allinearsi alle strategie chirurgiche adottate a livello internazionale - come si può evincere dalla letteratura scientifica - dove ormai la percentuale del trattamento conservativo torna nuovamente ad avvicinarsi a quella del trattamento radicale (6, 10)<br>Dopo l’intervento chirurgico, in ogni caso, è indicata per tutti i pazienti la terapia TSH soppressiva con Levo-tiroxina al fine di prevenire le recidive ed eventuali metastasi linfonodali e a distanza.<br>L’incidenza delle complicanze post-operatorie anche dopo tiroidectomia totale non è molto elevata. Le più frequenti e importanti complicanze riscontrate sono: ipoparatiroidismo transitorio (10,7%), ipoparatiroidismo definitivo (5,3%); paralisi ricorrenziale monolaterale in 3 casi (1,8%) e paralisi ricorrenziale bilaterale con insufficienza respiratoria acuta tale da richiedere una tracheotomia in un caso (0,6%). <br>La sopravvivenza per il CDT in età pediatrica risulta nettamente superiore rispetto a quella degli adulti. Su 169 pazienti abbiamo registrato un overall survival del 100%. Abbiamo quindi constatato che l’estensione del tumore alla diagnosi e le ricadute non correlano con la mortalità.<br>
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