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Tesi etd-09022013-205705


Tipo di tesi
Tesi di laurea magistrale
Autore
GIANNOTTI, CHIARA
URN
etd-09022013-205705
Titolo
Appropriatezza e opportunità della formazione in tirocinio - Il Progetto "Prevenire e ridurre il dolore nel neonato"
Struttura
MEDICINA CLINICA E SPERIMENTALE
Corso di studi
SCIENZE INFERMIERISTICHE E OSTETRICHE
Commissione
relatore Prof.ssa Ricci, Manuela
Parole chiave
  • formazione
  • infermieristica
  • dolore
  • neonato
Data inizio appello
27/09/2013;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
In questo lavoro, prendendo spunto dal Progetto “Prevenire e ridurre il dolore nel neonato: una sinergia tra infermieri esperti (tutor clinici) e studenti di corso di Laurea in Infermieristica” (Università di Pisa/Azienda USL 2 Lucca), Premio Nottola-Mario Luzi 2013, si vuole sottolineare l’appropriatezza e le opportunità della formazione in tirocinio inserita nel 3° anno della Laurea Triennale in Infermieristica, specialmente se effettuata con la modalità “uno ad uno” tutor/studente in stesso turno, come nel progetto in questione. Nella parte centrale verrà poi approfondito anche il tema della valutazione, prevenzione e trattamento del dolore nel neonato.
Dopo aver presentato nei dettagli il Progetto Lucca, si prosegue tracciando un percorso verso la competenza, trattando del termine di apprendimento, delle relative teorie in pedagogia e andragogia, del metodo riflessivo, del concetto di cognizione affettiva e di quello di competenza, in tutte le sue varie declinazioni.
Viene poi sottolineata l’importanza della formazione in Sanità in riferimento alle tematiche del Sistema Qualità Aziendale, e come primario strumento nella pratica del Governo Clinico, finalizzato al continuo miglioramento della qualità delle cure;una qualità intesa non solo come efficienza, efficacia ed economicità, ma anche come appropriatezza clinica delle prestazioni.
A seguire vengono descritti i vari tipi di formazione infermieristica, di base, continua, sul campo, e in particolare valorizzata l’importanza della formazione in tirocinio, della quale vengono indicate le ricadute positive sia sul tutor che sullo studente, evidenziando in particolar modo la possibilità per lo studente di passare dal sapere al saper fare e saper essere, e gli effetti positivi sull’apprendimento di entrambi prodotti dallo stretto rapporto che si viene a creare tra tutor e studente nel tipo di formazione “uno ad uno” come quella del Progetto Lucca.
Vengono poi analizzati i requisiti, le attitudini, le tipologie, le funzioni e le attività specifiche dei tutor, e sottolineata la necessità di formare tutor competenti, indicando i principali argomenti che sono stati oggetto della formazione anche nel Progetto Lucca,finalizzati in particolar modo a creare consapevolezza di essere formatori/educatori e non solo meri valutatori. Viene inoltre valutata l’opportunità di assegnare ai tutor un ruolo dedicato esclusivo, anziché una funzione che va a sommarsi alle numerose attività cliniche quotidiane.
La parte centrale del lavoro sottolinea i principi di una buona metodologia nella formazione in tirocinio, e in particolare analizza, come strumento di apprendimento, la Scheda Obiettivi del Progetto Lucca, approfondendo gli obiettivi e le tematiche che ne hanno ispirato la stesura, e le competenze professionali (delle conoscenze, logico-cognitiva/razionale, relazionale-emozionale, tecnico-gestuale) alle quali si è mirato nell’individuazione dei relativi criteri di performances con i quali sono stati poi valutati gli studenti. Vengono inoltre approfonditi in questa parte i principi scientifici del dolore nel neonato, facendo anche riferimento alle procedure invasive che possono creare dolore e/o stress al neonato e alle scale di valutazione di questo tipo di dolore.
Il presente lavoro ha compreso anche la somministrazione di un questionario ai tutor interessati nel Progetto Lucca, composto da alcune domande incentrate sull’intensità della presa in carico dello studente da parte del tutor, sull’influenza del rapporto personale/emozionale creatosi con lo studente sull’apprendimento di entrambi,sugli esiti prodotti dalla responsabilità del formare, e sull’opportunità di attribuire ai tutor un ruolo dedicato esclusivo. I questionari hanno avuto un esito che si attesta quasi al valore medio di 3 che corrisponde alla valutazione “molto”, che conferma l’appropriatezza della formazione in tirocinio.
Le conclusioni evidenziano l’opportunità di diffondere esperienze di formazione di tirocinio “uno ad uno” come quella realizzata nella Neonatologia di Lucca, specie nei reparti intensivi dove è richiesta una formazione più specifica. Le ricadute saranno positive sia per i tutor, che diventeranno sempre più competenti dovendo essere preparati per insegnare e impareranno anche insegnando, che per gli studenti, che potranno tradurre le conoscenze teoriche in sapere esperto, amplieranno le proprie conoscenze imparando anche il non scritto, e acquisiranno una competenza professionale di qualità sempre migliore. Questi potranno affrontare senza paura, affiancati dai tutor, situazioni inattese, e stimolati nella riflessione cercheranno ogni volta sul campo la soluzione più adatta. Riusciranno così ad integrarsi nella cultura aziendale e a sentirsi parte del gruppo. Inoltre, entrambi, potranno sperimentare un tipo di cognizione affettiva/emozionale che integra quella teorico/razionale e che favorisce l’apprendimento,potranno migliorare l’approccio con la futura formazione, spesso vista solo come un obbligo per certificare crediti formativi, e divenire consapevoli che la loro crescita professionale sarà anche finalizzata al miglioramento della qualità e sicurezza delle cure per i pazienti, anche nell’ottica di una tutela della propria responsabilità professionale.
Si conclude infine riflettendo sulla necessità, da parte delle organizzazioni sanitarie che intendono perseguire davvero il miglioramento delle prestazioni al cittadino, di investire sempre più e sempre meglio le proprie risorse per potenziare strumenti e pratiche di formazione e in particolare di formazione sul campo, tra cui appunto quella in tirocinio. In quest’ottica, risulta di grande importanza valutare l’opportunità di attribuire ai tutor un ruolo dedicato, sganciato dalle attività quotidiane di cura, al fine di poter sfruttare le numerose potenzialità di questa figura che spesso, per mancanza di tempo, rimangono inespresse.
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