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Tesi etd-09012014-182031


Tipo di tesi
Tesi di dottorato di ricerca
Autore
AMBROSINI, CARLO ENRICO
URN
etd-09012014-182031
Titolo
Surrenectomia bilaterale sincrona: quale è l'approccio migliore?
Settore scientifico disciplinare
MED/18
Corso di studi
FISIOPATOLOGIA CLINICA E SCIENZE DEL FARMACO
Commissione
tutor Prof. Miccoli, Paolo
correlatore Dott. Materazzi, Gabriele
Parole chiave
  • Surrene
  • Laparoscopia
  • Accesso Posteriore
Data inizio appello
17/09/2014;
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
Lo scopo di questo studio è stato quello di comparare prospetticamente i risultati di due approcci, laparoscopico con paziente in flank position e retroperitoneale, alla surrenectomia bilaterale sincrona prendendo in considerazione i tempi operatori, le complicanze intra e post-operatorie, i tempi di recupero post-operatorio e la durata della degenza ospedaliera.
Lo studio ha coinvolto due centri, il Dipartimento di Chirurgia dell'Università di Pisa, U.O. di Endocrinochirurgia per l'approccio laparoscopico in flank position, e il Dipartimento di Chirurgia dell'Università di Halle in Germania per l'approccio retroperitoneale.
Tra il 1994 ed il 2008 34 pazienti consecutivi su un totale di 638 operati per patologia surrenalica nello stesso periodo sono stati sottoposti a surrenectomia bilaterale sincrona nei due centri di riferimento terziario per la chirurgia endocrina e mini-invasiva coinvolti nello studio. 20 pazienti sono stati sottoposti a surrenectomia bilaterale laparoscopica transperitoneale a Pisa (Gruppo A) e 14 pazienti a surrenectomia bilaterale retroperitoneale ad Halle (Gruppo B). Nel gruppo A le indicazioni all'intervento erano: Sindrome di Cushing in 4 casi e Morbo di Cushing in 9 casi. 3 pazienti presentavano una Sindrome di Cushing da secrezione di ACTH ectopica e 4 pazienti erano affetti da feocromocitoma bilaterale. Nel gruppo B le indicazioni all'intervento erano: Morbo di Cushing in 3 pazienti, Sindrome di Cushing in un paziente, feocromocitoma in 7 pazienti di cui 6 affetti da MEN 2, Sindrome di Conn in un paziente, iperplasia surrenalica congenita in un paziente e produzione di ACTH ectopico in un paziente
Il gruppo A era costituito da 7 maschi e 13 femmine, il gruppo B da 6 maschi e 8 femmine. L'età media del gruppo A era 48,1 anni, quella del gruppo B 38,9 anni (p=0.06). Il BMI non era statisticamente differente tra i due gruppi (29,4 nel gruppo A contro 26,3 nel gruppo B p=0,08). Il diametro medio delle masse surrenaliche asportate era significativamente maggiore nel gruppo A rispetto al gruppo B (lato destro: 61,1mm contro 42,8mm con p=0,002; lato sinistro 64,1mm contro 37,4mm con p=0,003).
Non sono state evidenziate differenze statisticamente significative tra i due gruppi in termini di tempi operatori globali, comprendendo quindi anche i tempi di intubazione, estubazione e cambiamento di posizione del paziente per l'approccio transperitoneale, e di tempi operatori propriamente detti, ossia dall'incisione alla sutura della cute. Non sono state registrate complicanze post-operatorie di rilievo nei due gruppi.
In conclusione non è possibile determinare quale tra questi due approcci, transperitoneale e retroperitoneale, sia il migliore per la surrenectomia bilaterale sincrona. Entrambi si sono dimostrati fattibili, sicuri ed efficaci nel trattamento delle masse surrenaliche con un outcome per il paziente pressochè identico. Per questo motivo la scelta tra le due tecniche spetta al chirurgo, sulla base delle sue capacità e preferenze e delle caratteristiche del paziente. Ovviamente la cosa migliore e più auspicabile sarebbe che ci fosse la possibilità in ogni centro di poter eseguire entrambi gli approcci sulla base delle caratteristiche della patologia e del paziente, laparoscopica transperitoneale per masse superiori ai 60mm o in caso di concomitante patologia addominale, retroperitoneale per pazienti già sottoposti ad interventi addominali, con obesità di grado severo o con masse molto piccole così da ridurre al minimo l'invasività della procedura.
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