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Tesi etd-07012018-175759


Thesis type
Tesi di laurea magistrale
Author
FEDERICI, MARTINA
URN
etd-07012018-175759
Title
Trattamenti farmacologici e non che agiscono sulla neurogenesi: azione degli antipsicotici atipici
Struttura
PATOLOGIA CHIRURGICA, MEDICA, MOLECOLARE E DELL'AREA CRITICA
Corso di studi
PSICOLOGIA CLINICA E DELLA SALUTE
Commissione
relatore Prof. Scarselli, Marco
Parole chiave
  • trattamenti farmacologici
  • neurogenesi
  • disturbi psicopatologici
  • antipsicotici
  • trattamenti non farmacologici
Data inizio appello
23/07/2018;
Consultabilità
secretata d'ufficio
Riassunto analitico
Il seguente lavoro di Tesi ha affrontato il tema della neurogenesi nei disturbi psichiatrici; nello specifico è stato indagato l’effetto dei farmaci antipsicotici su tale meccanismo utilizzando modelli cellulari in vitro.
Nella prima parte dello studio, abbiamo indagato attraverso la letteratura scientifica gli aspetti neurofisiologici della neurogenesi e il ruolo di questi processi in disturbi pschiatrici come la schizofrenia, l’autismo e la depressione. Esistono due processi neurogenici, la neurogenesi dello sviluppo e la neurogenesi in età adulta. La neurogenesi dello sviluppo rappresenta il processo fondamentale di duplicazione e differenziamento al fine della formazione del sistema nervoso centrale (SNC), mentre la neurogenesi nell’adulto è un argomento più dibattuto e il suo ruolo funzionale è supportato da evidenze scientifiche che richiedono ulteriori conferme.
Negli anni sono stati identificati diversi fattori in grado di modulare l’attività della neurogenesi in senso positivo o negativo, sia di tipo farmacologico che non. Tra i fattori non farmacologici, annoveriamo lo stress, la deprivazione di sonno, l’attività aerobica, alcuni approcci di psicoterapia come la terapia cognitivo-comportamentale (CBT) e la Mindfulness ed infine la Terapia elettroconvulsivante (TEC) e la Stimolazione Magnetica Transcranica ripetuta (rTMS). Mentre, tra i trattamenti farmacologici, ricordiamo gli antidepressivi, gli stabilizzanti dell’umore e alcuni studi sugli antipsicotici.
Dopo questa introduzione, nella parte sperimentale della Tesi, abbiamo indagato se vi siano differenze rilevanti tra gli antipsicotici di prima generazione (antipsicotici tipici) e di seconda generazione (antipsicotici atipici) nell’aumentare l’attività di neurogenesi. Per fare ciò, abbiamo analizzato in modelli cellulari la capacità di fosforilazione delle chinasi ERK 1 e 2 ed Akt in presenza di differenti antipsicotici. Le chinasi ERK e Akt a livello neuronale sono coinvolte in meccanismi biologici fondamentali per la neurogenesi e la neuroprotezione. I nostri esperimenti hanno dimostrato che gli antipiscotici atipici, soprattutto la Clozapina, sono potenti attivatori delle chinasi ERK e Akt, mentre gli antipsicotici classici come Aloperidolo non sembrano indurre tale effetto. Il meccanismo di azione di Clozapina è mediato dal recettore serotoninergico 5-HT2A attraverso una attività selettiva (biased agonism) su questo recettore. Sebbene questi dati siano preliminari e necessitino di conferme in vivo, essi indicano un possibile meccanismo di azione aggiuntivo degli antipsicotici atipici con effetti positivi nella terapia a lungo termine.
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