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Tesi etd-06212016-124623


Thesis type
Tesi di specializzazione (5 anni)
Author
FURFARO, ELISA
URN
etd-06212016-124623
Title
CONFRONTO TRA GALATTOMANNANO E (1-3)-BETA-D-GLUCANO PER LO SCREEENING DI ASPERGILLOSI INVASIVA
Struttura
RICERCA TRASLAZIONALE E DELLE NUOVE TECNOLOGIE IN MEDICINA E CHIRURGIA
Corso di studi
PATOLOGIA CLINICA
Commissione
relatore Prof.ssa Pronzato, Maria Adelaide
correlatore Prof. Viscoli, Claudio
Parole chiave
  • galattomannano
  • aspergillosi invasiva
  • (1-3)beta-D-glucano
Data inizio appello
19/07/2016;
Consultabilità
completa
Riassunto analitico
Introduzione
L’Aspergillosi invasiva (AI) è un’importante causa di morbilità e mortalità nei pazienti immunodepressi. Una diagnosi precoce e un tempestivo trattamento dell’AI può migliorare la sopravvivenza dei pazienti ematologici che hanno contratto questa infezione fungina invasiva (IFI).
La ricerca di (1,3)-beta-D-glucano (BDG), costituente della parete cellulare della maggior parte dei funghi patogeni, è da alcuni anni utilizzato per la diagnosi microbiologica delle IFI.
Lo scopo di questo studio è valutare la performance del BDG nei confronti del galattomannano (GM), maggior componente della parete cellulare di Aspergillus spp, per lo screening di AI in pazienti ematologici.
Materiali e metodi
Il BDG viene ricercato nel siero dei pazienti con un test cromogenico, il Fungitell™ (Associated of Cape Cod, MA, Inc), mentre il GM viene ricercato nel siero con un test immunoenzimatico, il Platelia Aspergillus (BioRad, Marnes-La-Coquette, France). È stata analizzata la performance del GM e del BDG per la diagnosi di AI in pazienti ematologici che sono stati testati 2 volte/settimana. La diagnosi di AI certa, probabile e possibile è basata su criteri clinici, microbiologici, radiologici e istopatologici secondo le definizioni dell’EORTC/MSG revisionate nel 2008. Nello studio, pazienti con criteri dell’ospite, criteri microbiologici, infiltrati polmonari e nessun’ altra diagnosi microbiologica alternativa di polmonite, sono stati considerati come casi di AI probabile, mentre pazienti senza IFI sono stati considerati pazienti controllo. Per i pazienti con AI, è stata analizzata la positività del BDG a 7 giorni dalla diagnosi di AI (considerata come il giorno della prima positività del GM).
Risultati
Sono stati analizzati 1584 campioni di siero provenienti da 171 pazienti (la maggior parte con leucemia acuta, 74%) ricoverati presso il reparto di Ematologia dell’A.O.U. San Martino-IST dal 2011 al 2013.
L’incidenza di IFI provata/probabile è risultata del 14% (24/171 pazienti): il 12.3% erano AI provata/probabile (21/171) e il 2.3 % erano candidemie (4/171).
Quindi, nell’analisi finale sono stati inclusi 1549 campioni di siero provenienti da 167 pazienti, di cui 20 casi di AI e 147 controlli. Solo in 19 casi e 120 controlli erano disponibili almeno due campioni consecutivi.
In questa popolazione, la sensibilità, specificità, PPV e NPV del GM nel siero è risultata rispettivamente del 95%, 91%, 57% e 99%. La sensibilità, specificità, PPV e NPV del BDG nel siero per una singola positività entro 7 giorni dalla diagnosi di AI è risultata rispettivamente del 60%, 78%, 27% e 93%, mentre, la sensibilità, specificità, PPV e NPV del BDG per 2 risultati positivi consecutivi è risultata rispettivamente del 41%, 92%, 36% e 93%. Il BDG è risultato negativo in 9 pazienti (45%) entro 7 giorni dalla diagnosi, mentre 4 pazienti (31%) sono risultati positivi per BDG, con valori mediani di BDG di 204.5 pg/ml (range 90 – 523 pg/ml); di cui 3 erano positivi 7 giorni prima della diagnosi.
Conclusioni
La performance del GM per la diagnosi di AI è risultata migliore rispetto alla performance del BDG in questa popolazione di pazienti ematologici. Il BDG ha confermato la diagnosi di AI nel 60% dei casi, ed è risultato precoce solo nel 30% dei pazienti. Nonostante l’elevato NPV (93%), la sensibilità del BDG è risultata bassa (60% per singolo risultato e 41% per 2 risultati consecutivi); questo significa che un risultato negativo per BGD non esclude la presenza di AI in pazienti ematologici, e il risultato del test deve essere sempre combinato con il quadro clinico dei pazienti.
In conclusione, il BDG in questo studio ha dimostrato un’alta specificità, nonostante le numerose cause di false positività al test, e in alcuni casi è risultato un marker precoce nella diagnosi di AI
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