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Tesi etd-06172014-192407


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
ANTINUCCI, CHIARA
URN
etd-06172014-192407
Titolo
Gli Italici e la lotta politica a Roma. Evoluzione dei rapporti tra le comunità dell'Italia centro-meridionale e gli uomini politici romani tra i Gracchi e l'abdicazione di Silla.
Struttura
FILOLOGIA, LETTERATURA E LINGUISTICA
Corso di studi
SCIENZE DELL'ANTICHITA'
Commissione
relatore Prof. Letta, Cesare
correlatore Prof.ssa Campanile, Maria Domitilla
Parole chiave
  • Italici
  • cittadinanza romana
  • Gracchi
  • leges de civitate M. Livio Druso
  • Guerra Sociale
  • L. Cornelio Silla
  • P. Sulpicio Rufo
  • C. Mario
  • L. Cornelio Cinna
  • senatori sillani
  • epigrafi sillane
  • fonti di Appiano
  • proscrizioni
Data inizio appello
30/06/2014;
Disponibilità
completa
Riassunto analitico
A partire dal II secolo a. C., soprattutto a cominciare dalle offerte della cittadinanza romana alle comunità latine ed italiche come contraccambio per la perdita di terre dovuta alle riforme agrarie disposte a Roma, il desiderio di questi gruppi di entrare a far parte del corpo civico romano andò facendosi sempre più forte, assieme alla volontà di vedersi riconoscere anche sul piano politico quell’importanza già evidente in campo commerciale e militare.
Dopo le prime proposte avanzate senza esito da C. Gracco e da M. Fulvio Flacco, suo collega nel tribunato, fu il tribuno della plebe M. Livio Druso a prospettare nuovamente ai socii l’ingresso nel corpo civico romano e ad essere in ragione di ciò presentato dalla storiografia come “campione degli Italici”. Una più attenta ricostruzione della cronologia dell’anno di tribunato di Druso permette tuttavia di smentire l’appiattimento subìto dalla sua figura e dalla sua opera e di mettere in evidenza come alla concezione di una rogatio de sociis Druso arrivò solo tardivamente e soltanto quando ciò divenne indispensabile alla sopravvivenza delle altre sue proposte di legge.
Da dopo la Guerra Sociale, risposta violenta degli Italici di fronte alle proprie aspirazioni prima sollecitate e poi deluse da Roma, che permise loro di conquistare finalmente la cittadinanza romana, l’utilizzazione delle istanze italiche come strumento della lotta politica divenne a Roma quasi una costante. P. Sulpicio Rufo, C. Mario e L. Cornelio Cinna seguirono l’esempio di Druso, ricercando a vantaggio della propria factio l’appoggio delle comunità italiche e offrendo in cambio il loro sostegno nel perfezionamento dei diritti civili da essi appena acquisiti.
Anche l’azione di Silla si inserì in questa tendenza, allorché egli, di ritorno dalla campagna Mitridatica e in prospettiva della finale lotta per il predominio a Roma, ebbe un vitale bisogno che le comunità italiche gli fossero favorevoli o quantomeno non ostili. La novità che vediamo apparire in epoca sillana è costituita dal fatto che anche le élite italiche cominciarono a sfruttare e a riprodurre a livello municipale gli schieramenti della lotta politica romana al fine di regolare conti interni alle proprie comunità. L’integrazione tra Roma e l’Italia poté dirsi da quel momento in poi sempre più compiuta.
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