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Tesi etd-06082009-123736


Tipo di tesi
Tesi di laurea specialistica
Autore
MISSAGLIA, ANDREA
URN
etd-06082009-123736
Titolo
Phytoremediation: studio di applicazione in un Sito di Interesse Nazionale
Struttura
AGRARIA
Corso di studi
PROGETTAZIONE E PIANIFICAZIONE DELLE AREE VERDI E DEL PAESAGGIO
Commissione
Relatore Prof. Fabrizio Cinelli
Relatore Prof. Alessandro Saviozzi
Parole chiave
  • piante
  • suolo
  • piombo
Data inizio appello
2009-07-13
Disponibilità
parziale
Data di rilascio
2049-07-13
Riassunto analitico
La presente tesi di laurea ha lo scopo di valutare l’applicabilità della phytoremediation ai fini della bonifica di un suolo contaminato da piombo in un Sito di Interesse Nazionale ubicato nella provincia di La Spezia.
Il lavoro di ricerca, finanziato dalla ditta Penox Italia s.r.l., prevede come tecnica di bonifica l’applicazione in situ della phytoremediation. Il progetto che ne è scaturito è attualmente in fase di valutazione da parte del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare.
Al fine di individuare le aree del sito, la cui contaminazione supera i limiti previsti dalla normativa vigente (D.M. 152/2006) per i siti industriali, sono stati effettuati campionamenti ed analisi del suolo.
Per ridurre l’impatto ambientale sul paesaggio e limitare onerosi interventi agronomici relativi alla gestione futura, è stata svolta un’analisi floristica e vegetazionale finalizzata ad individuare le specie autoctone che spontaneamente si sono diffuse nelle aree contaminate, analizzando il loro contenuto in piombo.
La presente ricerca ha inoltre valutato la possibile interazione sinergica fra vegetali e microrganismi nell’azione di bonifica, abbinando nelle prove in contenitore piante di Laurus nobilis e Myrtus communis con l’Azospirillum brasilense Sp245, batterio rizosferico promotore della crescita degli apparati radicali e delle porzioni epigee, aumentando così la possibile quantità di piombo estratto dal suolo. L’Azospirillum brasilense Sp245 è inoltre in grado di produrre composti a basso peso molecolare capaci di chelare alcuni cationi, rendendoli maggiormente disponibili per l’assorbimento da parte delle piante.
Risultati positivi sono stati ottenuti dalle prove effettuate al termine della coltivazione delle piante di alloro e mirto, ma dati ancor più interessanti sono emersi dalle stesse piante trattate con il microrganismo.
I risultati conseguiti fanno sperare in un’applicazione sempre più ampia delle tecnologie di phytoremediation e bioremediation, al fine di poter eseguire interventi di bonifica concreti, efficaci, sostenibili e quindi replicabili in molti dei siti attualmente contaminati.
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